Trebbiano Spoletino Doc: via libera alla macerazione sulle bucce?

Le anticipazioni del Consorzio a winemag.it, dopo il declassamento a Umbria Igt deciso da Francesco Mariani (Raína)

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Non è passata inosservata la decisione della cantina Raína di declassare i prossimi vini dalla Doc Montefalco e Spoleto all’Umbria Igt. Dopo la bocciatura del Trebbiano Spoletino 2021 da parte della commissione di degustazione della Doc umbra, il vignaiolo Francesco Mariani (nella foto di copertina) ha deciso di mettere «parola fine alle polemiche». Passando ai fatti.

«Il Consorzio Tutela Vini Montefalco – sottolinea in esclusiva a winemag.it l’ente presieduto da Giampaolo Tabarrini – è molto dispiaciuto dell’accaduto. In data 21 Dicembre 2021 l’assemblea ha approvato la modifica del disciplinare della Doc Spoleto».

Tra le varie novità, una interessa proprio il Trebbiano Spoletino, vino bianco di assoluta potenzialità e in grado di svolgere un ruolo centrale nel futuro del vino tipico italiano, da lungo affinamento.

Lo dimostra anche il riconoscimento di Migliore Cantina del Centro Italia 2022 assegnato da winemag.it alla Cantina Ninni Spoleto, nell’ambito dell’annuale Guida Top 100 Migliori vini italiani.

Una realtà che si è resa protagonista, con il titolare Gianluca Piernera, membro del Consorzio, di un vero e proprio miracolo verso il riconoscimento nazionale e internazionale della varietà tipica di Spoleto, oggi tutelata dal prestigioso Consorzio del “capoluogo” Montefalco.

TREBBIANO SPOLETINO DOC: VIA LIBERA ALLA MACERAZIONE SULLE BUCCE

«Per le tipologie Trebbiano Spoletino e Trebbiano Spoletino Riserva – anticipa il Consorzio Tutela Vini a winemag.it – è consentita, in deroga a quanto stabilito dalla Legge 238 del 12 dicembre 2016 (Testo Unico del Vino), la macerazione sulle bucce fino al 30 giugno successivo alla data di vendemmia».

Una novità che interessa direttamente la tipologia “Spoleto Trebbiano Spoletino” sul fronte del colore. Potrà variare, «dal giallo paglierino al giallo dorato carico più o meno intenso, sostituendolo con quanto precedentemente scritto: “Giallo paglierino talvolta con riflessi verdognoli”».

«Naturalmente – precisa l’ente di tutela dei vini dell’Umbria – l’iter di modifica dei disciplinari è molto lungo. Ma sicuramente il Consorzio lavora ogni giorno per venire incontro alle esigenze dei produttori».

Tra i motivi della bocciatura del Trebbiano Spoletino Doc di Raína viene infatti citato il colore, definito «alterato» dalla commissione di degustazione. Secondo indiscrezioni di winemag.it, alcune modifiche potrebbero inoltre interessare il Sagrantino di Montefalco Docg, con l’inclusione di nuovi contenitori per l’affinamento, oltre al legno (un’apertura verso l’anfora?).

Umbria, via il legno dal Sagrantino di Montefalco: la proposta che apre all’anfora

DA IGT A DOC: ‘A VITA ESULTA IN CALABRIA E FESTEGGIA CON 200 MAGNUM

Per un vignaiolo deluso, eccone un altro felice di poter vedere riconosciuta la Doc sui propri vini, in precedenza assoggettai all’Igt. Si tratta di Francesco Maria De Franco e Laura Violino, apprezzatissimi vignaioli di Cirò, in Calabria, con la loro cantina ‘A Vita.

«Grande notizia! – comunica la coppia – il Rosato 2021 uscirà con la denominazione Cirò. Le due annate precedenti non sono passate all’esame della commissione Doc. Ma abbiamo continuato a presentare i campioni senza cambiare nulla nel nostro lavoro.

Non abbiamo mai avuto problemi di mercato con il Rosato Igp e sappiamo che il nostro rosato non rientra nelle categorie più “commerciali”. Ma rivendicare il nome Cirò è, per noi, motivo di orgoglio e di appartenenza. Così a testimoniare la nostra felicità quest’anno ci saranno circa 200 Magnum».

Che le commissioni di degustazione delle Doc siano a una svolta, in Italia? Ai posteri (finalmente) l’ardua sentenza. L’alternativa? La moda del declassamento dei vini da Doc a Igt (o, peggio, a “vino da tavola”). Un insulto al vero valore dell’Italia del vino.

La nuova moda è declassare. Così muoiono le Denominazioni del vino italiano

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