Trentino, appello dei Vignaioli a Regione e Consorzio Vini: “Ridurre rese del 20-30%”

Ridurre oggi le rese dei vini Doc e Igt del 20-30%, per non svenderli domani, quando l’emergenza Covid-19 sarà solo un brutto ricordo (ma si continuerà a pagarne le conseguenze). Questo lo spirito della richiesta inoltrata oggi dai Vignaioli del Trentino all’Assessore all’Agricoltura Giulia Zanotelli e al presidente del Consorzio Vini del Trentino Pietro Patton. Una proposta che va ben oltre l’emergenza Coronavirus. A chiarirlo è Lorenzo Cesconi, presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino. Riteniamo che questo frangente possa rappresentare l’occasione per lavorare assieme ad un coraggioso rilancio del nostro…

Vai all'articolo

Puglia, no a Vinitaly 2020 da cinque Consorzi del vino

Cinque consorzi del vino della Puglia dicono no a Vinitaly 2020. Dopo i rumors dal Consorzio Vini Alto Adige, arriva dal Sud della penisola la proposta di rimandare al 2021 la più importante fiera del vino italiano, in programma a Verona dal 14 al 17 giugno. Una richiesta dettata dall’emergenza Coronavirus (Covid-19). In particolare, il no a Vinitaly 2020 arriva dal Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria Doc e Docg, dal Consorzio di Tutela Vini Dop Salice Salentino, dal Consorzio dei Vini Doc Gioia del Colle, dal Consorzio per…

Vai all'articolo

L’Amatriciana riconosciuta Specialità tradizionale garantita dell’Unione Europea

L’Amatriciana è stata riconosciuta definitivamente Specialità tradizionale garantita (STG) dell’Unione Europea. Un provvedimento volto a tutelarla da imitazioni e falsi. Lo rende noto la Coldiretti, nell’annunciare la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue del 13 marzo l’iscrizione nel Registro europeo delle Denominazioni d’origine e Indicazioni geografiche (Dop-Igp) e Specialità tradizionali garantite (Stg) della celebre ricetta. Si tratta del riconoscimento definitivo da parte dell’Ue di un piatto simbolo del terremoto del Centro Italia, con la salsa Amatriciana tradizionale ottenuta “secondo il metodo di produzione e la ricetta secolare del comprensorio di Amatrice“.…

Vai all'articolo

Antonio Rallo confermato presidente del Consorzio Vini Doc Sicilia

Antonio Rallo è stato confermato presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia. Lo ha deciso il Consiglio di amministrazione consortile, a sua volta rinnovato in occasione della riunione di Sambuca di Sicilia, lo scorso 28 febbraio. Eletti anche i due vicepresidenti: accanto al riconfermato Filippo Paladino, ecco Giuseppe Bursi. Tra le prime “patate bollenti” in mano a Rallo, la gestione della querelle con i produttori isolani che rivendicano il diritto all’utilizzo dell’Igt sui vini prodotti con i vitigni autoctoni Grillo e Nero d’Avola. Una vicenda sulla quale si è espresso,…

Vai all'articolo

Cannonau di Sardegna Doc 2015 Mamuthone, Giuseppe Sedilesu

Circa 70 mila bottiglie per quello che, di anno in anno, si conferma uno vini più espressivi della Sardegna e d’Italia. È il Cannonau di Sardegna Doc 2015 Mamuthone di Giuseppe Sedilesu. Il vero simbolo della cantina di Mamoiada, borgo di 2.500 abitanti della provincia di Nuoro. Siamo nella zona centro orientale dell’isola, nella Barbagia di Ollolai. LA DEGUSTAZIONE A cinque anni dalla vendemmia, Mamuthone 2015 si presenta nel calice di un rosso rubino luminoso, mediamente trasparente. Al naso è intenso. All’esplosione di frutti di bosco e arancia sanguinella fanno…

Vai all'articolo

Rinnovato il Cda del Consorzio Vini Doc Sicilia: nuovo rinvio per le fascette di Stato

Eletto il nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia. Il nuovo Cda resterà in carica nel triennio 2020-2022. I consiglieri eletti sono: Vincenzo Ampola, Gaspare Baiata, Giuseppe Bursi, Salvatore Chiantia, Laurent Bernard De la Gatinais, Paolo Di Maria, Filippo Paladino, Alessio Planeta, Antonio Rallo, Letizia Russo, Alberto Tasca e Nicolò Vinci. L’assemblea si è tenuta a Sambuca di Sicilia, lo scorso 28 febbraio 2020. Tra le prime iniziative, quella di rinviare all’1 gennaio 2022 l’introduzione delle fascette di Stato sulle bottiglie della Doc Sicilia. La decisione…

Vai all'articolo

Contrassegni di Stato: cosa cambia per le fascette dei vini Doc e Docg

Caratteristiche, diciture, modalità per la fabbricazione, uso, distribuzione, controllo e costo dei contrassegni per i vini a Denominazione protetta (Doc/Dop e Docg), oltre ai dettagli operativi legati ai sistemi di controllo e tracciabilità alternativi. Contiene tutte queste informazioni il decreto attuativo dell’art.48, comma 9, del Testo Unico del Vino, firmato ieri dalla ministra Teresa Bellanova. Un decreto atteso da tempo dalla filiera vitivinicola. “Con questo Decreto – spiega Bellanova – rafforziamo la tutela delle produzioni di eccellenza nazionale, semplifichiamo il processo di acquisizione delle cosiddette ‘fascette’, riducendo costi e tempistica,…

Vai all'articolo

PrimAnteprima 2020: i migliori assaggi di Maremma, Orcia e Chianti Rufina

FIRENZE – Come consuetudine è stata PrimAnteprima 2020 ad aprire la settimana delle Anteprime di Toscana alla Fortezza da Basso, Firenze. Vetrina multi-denominazione e multi territoriale, PrimAnteprima raccoglie le maggiori Doc e Docg ed è occasione per fare il punto su denominazioni come Maremma, Orcia e Chianti Rufina. I numeri fanno ben sperare. Bene il mercato estero dei vini Toscani, che copre il 19% dell’export nazionale di vini Dop fermi (quota che sale al 26% se si considera il valore). Export che è cresciuto del 3% nei primi 10 mesi…

Vai all'articolo

I migliori assaggi a “Viva la Vite” 2020, rassegna dei vini artigianali di Pescara

Circa sessanta produttori nazionali ed internazionali hanno animato la due giorni di “Viva la Vite” 2020 all’ex Aurum di Pescara. La manifestazione, giunta alla terza edizione il 16 e 17 febbraio, ha l’obiettivo di “valorizzare i vini artigianali e naturali“. Spazio anche allo Champagne. Organizzazione sempre più ricca, a cura dell’omonima Associazione Culturale pescarese “Viva la Vite”. Ottima la risposta del pubblico ai banchi di assaggio, ma anche alle conferenze e ai laboratori che hanno visto protagoniste etichette italiane ed estere. I MIGLIORI ASSAGGI A VIVA LA VITE 2020 Montepulciano…

Vai all'articolo

Nebbiolo dell’Alto Piemonte? Sbanca il rosato. Il caso Ioppa: dalla truffa al boom

ROMAGNANO SESIA – Galeotta fu la truffa subita da un finto importatore di vino americano. “Ci ordinò il Nebbiolo rosato, ma non lo ritirò. La mia famiglia iniziò così a proporlo in altri stati, trovando clienti nel Nord Europa”. Luca Ioppa, nel 2008, non aveva ancora mosso i primi passi in cantina. Ma racconta quell’episodio, determinante per il successo di “Rusin“, il bel rosato di questa storica cantina piemontese, con la soddisfazione di chi si è tolto un sassolino dalla scarpa. O, meglio, un macigno. Già, perché da allora la…

Vai all'articolo

Carta del vino calabrese oltre Cirò: i tesori della regione, da Palizzi a Cosenza

Le ruote della Fiat Panda sbattono violentemente sui grossi massi della strada sterrata. Seconda marcia ingranata, in salita. Il motore urla, tra una botta e l’altra. Si arriva in cima tra lo stralunato e il divertito. Come dopo un giro in giostra. Tra una buca e l’altra, schivate d’un soffio, tocchi terra e ti senti Cristoforo Colombo. Dietro, solo la polvere. “Eccolo. Lì c’è il più grosso, lo vede?”. Scende serafico dalla sua auto-carro armato il professor Orlando Sculli, abituato com’è ad arrampicarsi tra le mulattiere del Reggino. Col dito…

Vai all'articolo

Gamay del Trasimeno Doc 2016 “C’osa”, Madrevite

Ci sono legami profondi rimasti inspiegabilmente nascosti, oscuri. Custoditi nelle pieghe dei libri di storia, più che tra le colonne di inchiostro delle pagine, lasciate in testamento ai posteri. È il caso del Gamay del Trasimeno, vitigno della famiglia dei Grenache, diverso da quello di Borgogna. Se ne ha notizia, in Umbria, dalla metà del XV secolo. Col Colli del Trasimeno Doc Gamay 2016 “C’osa” di Madrevite si fa pace coi libri e con la storia. Un’etichetta manifesto di un movimento in crescita, che va ben oltre il marketing. Nel…

Vai all'articolo

Curtefranca a picco, Igt Sebino in ripresa: arrancano i vini fermi della Franciacorta

ERBUSCO – Cenerentola e le sorellastre. La bella al ballo di mezzanotte. Col principe. E le figlie della matrigna a casa. Ad aspettare giorni migliori. Tocca scomodare il celebre romanzo di Charles Perrault per trovare un’immagine capace di rappresentare Curtefranca Doc ed Igt Sebino, i cui bianchi e rossi fermi arrancano in Franciacorta, al cospetto della regina delle bollicine italiane. Per il Curtefranca, in particolare, si può parlare di una vera e propria Waterloo. I dati forniti dall’ufficio tecnico del Consorzio a WineMag.it (l’Osservatorio Economico si occupa solo del Metodo…

Vai all'articolo

Se il Sassicaia non piace alla cieca. Il bordolese toscano bocciato a “Cortaccia Rossa”

BOLZANO – Nel 2015 era toccato ai vini di Bordeaux. Degustati alla cieca da una trentina di professionisti del settore, in un confronto con i tagli bordolesi altoatesini del team “Cortaccia Rossa“, i vini di Cantina Kurtatsch, Peter Dipoli, Baron Widmann e Tiefenbrunner avevano sbaragliato le etichette di Pomerol, St. Emilion, Pauillac, Margaux e St. Estèphe. L’ascia del blind tasting, dopo aver falcidiato la Francia dei Cabernet Sauvignon, dei Cabernet Franc e dei Merlot premiati e strapagati a livello mondiale, ha mietuto una vittima eccellente nell’edizione 2019 di “Cortaccia Rossa”, andata…

Vai all'articolo

Monteregio di Massa Marittima Doc 2012 “Scarilius”, La Pierotta

Dimostra una buona longevità “Scarilius” 2012 dell’Azienda agricola La Pierotta. Un Sangiovese in purezza prodotto in Maremma, sotto l’egida della Doc Monteregio di Massa Marittima. Una Denominazione ancora piuttosto sconosciuta, tra quelle toscane che ricadono nella provincia di Grosseto. LA DEGUSTAZIONE Nel calice, “Scariulius” 2012 si presenta di un rosso rubino con unghia granata. Chiara, al naso, l’impronta di un Sangiovese con qualche anno sulle spalle, ma ancora vivo e scalpitante. La percentuale d’alcol in volume (14%) si fa sentire senza disturbare troppo, come componente volatile. Aiuta, anzi, l’espressione piena…

Vai all'articolo

Cembrani Doc: un vino al giorno per scoprire la Valle di Cembra in una settimana

È il regno dei muretti a secco, con ben 708 chilometri che si rincorrono tra le viti verticali, ma soprattutto di grandi vini bianchi, degni del ricco panorama del Made in Italy enologico. La Val di Cembra, in Trentino, rappresenta uno dei territori dal maggior potenziale di crescita, nel Bel paese. Merito anche del Consorzio Cembrani Doc. Sette i vini proposti in degustazione dall’associazione di produttori trentina in occasione della XXXII Rassegna Internazionale Müller Thurgau. Tutte etichette “di territorio”, rispettose di un logo – quello, appunto, del Consorzio Cembrani Doc…

Vai all'articolo

La nuova moda è declassare. Così muoiono le Denominazioni del vino italiano

EDITORIALE – Declassare uve e terreni è ormai diventata una “moda” in Italia, se non una tentazione incalzante tra i produttori. Un fenomeno che dimostra la crisi delle Denominazioni del vino italiano, che paiono contare sempre meno. Forse perché sono ormai tutto tranne che una garanzia? In Italia, più che Doc o Docg, sono molti i produttori che virano su vini Igt o persino sul “Vino da tavola”. E non serve poi tanto chiamarlo poeticamente e religiosamente “Terregiunte“, come il “Vino d’Italia” di Vespa-Boscaini & Co, che altro non è…

Vai all'articolo

Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi: via libera al contrassegno di Stato sulle bottiglie

Voto unanime in favore del contrassegno di Stato per Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi, ieri sera nel corso del consiglio di amministrazione dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), che ha contestualmente approvato la richiesta di autorizzazione a operare in regime di ‘erga omnes’, ossia a tutela di tutti i produttori, anche quelli non aderenti al Consorzio. Con le deliberazioni del consiglio – ha commentato il coordinatore del comitato di gestione della Do Verdicchio Castelli di Jesi, Michele Bernetti – si avvia la fase 2 per il nostro vino simbolo.…

Vai all'articolo

Sicilia, etichettatura Doc divide i produttori: malumori a Pantelleria. Etna attendista

PANTELLERIA – E’ giusto dare la possibilità ai produttori di scrivere in etichetta, oltre al nome della Doc d’appartenenza, anche la parola “Sicilia“? E’ la questione che divide la Trinacria, da quando la governance regionale ha messo gli occhi sull’etichettatura delle Denominazioni di ricaduta. Tra i territori del vino siciliano più restii c’è Pantelleria. Fa discutere, in questi giorni, la proposta di modifica del disciplinare. Tra i contrari, il sindaco dell’isola, Vincenzo Campo. Si tratterebbe di “offrire la possibilità (non l’obbligatorietà) di usare, in aggiunta alla Denominazione ‘Pantelleria’, l’unità geografica…

Vai all'articolo

Ancora maltempo in Lombardia: danneggiati vigneti del Montenetto

BRESCIA – La stima è ancora parziale, ma il maltempo che ha colpito la Lombardia nelle scorse ore ha lasciato il segno nei vigneti di Capriano del Colle, nella Doc Montenetto. Situazione di massima allerta in tutta la provincia di Brescia con campi allagati, alberi sradicati da terra, campi per l’alimentazione degli animali compromessi. I vigneti sono stati ricoperti da una coltre bianca, con i filari colpiti dai chicchi di ghiaccio di dimensioni considerevoli. Problemi anche alle strutture con tegole strappate dai tetti dalla violenza del vento. Purtroppo è arrivata…

Vai all'articolo

Sicilia, Doc Monreale da 12 a 4 varietà. Via libera agli spumanti

MONREALE – Riduzione del numero di vitigni ammessi alla coltivazione – che passano da 12 a 4 – e introduzione di nuove tipologie di vini, tra cui gli spumanti Metodo classico e Martinotti (Charmat). Cambia così la Doc Monreale. Oggi il presidente del Consorzio di tutela, Mario Di Lorenzo, incontrerà la stampa italiana e internazionale nella cittadina patrimonio Unesco, per formalizzare le modifiche al Disciplinare di produzione in occasione di Sicilia en Primeur 2019. Con lui una delegazione di 8 aziende su un totale di dodici che producono i vini…

Vai all'articolo

Oltrepò pavese Doc Riesling 2017, Rebollini

Sarebbe bello trovarlo in qualche batteria di Timorasso, per confonderlo (ovviamente alla cieca) in particolar modo con quelli della sottozona della Val Borbera. Fatto sta che l’Oltrepò pavese Doc Riesling 2017 della cantina Rebollini Viticoltori dal 1968 è una vera sorpresa nel panorama oltrepadano dei vini di qualità. LA DEGUSTAZIONE Nel calice, questo Riesling si presenta di un bellissimo giallo paglierino con riflessi dorati. Un naso immediato quello che lo contraddistingue, complesso e articolato. Si passa dai sentori di ginestra e fiori d’arancio alle note mentolate, quasi talcate. Il tutto…

Vai all'articolo

Südtirol Alto Adige Doc Lagrein Riserva 2016 Grieser, Cantina Bolzano

Fa parte della “Prestige Line” di Cantina Bolzano – Kellerei Bozen il Südtirol Alto Adige Doc Lagrein Riserva 2016 Grieser. Non è un nome di fantasia, bensì la menzione geografica di una delle aree più vocate per il Lagrein dell’Alto Adige: Gries-San Quirino, una delle cinque circoscrizioni di Bolzano, la seconda per estensione e la più popolata. LA DEGUSTAZIONE Nel calice, il Lagrein Riserva Grieser si presenta di un rosso rubino intenso, impenetrabile, con unghia violacea. Al naso salgono immediatamente richiami netti ai frutti di bosco come i mirtilli e…

Vai all'articolo

Il Fashion Film del Garda Doc: flashmob e “nudo artistico” nelle piazze di Vinitaly (VIDEO)

EDITORIALE – Aprile 2018. Le televisioni e il web iniziano a mettere in onda lo spot di Caviro, l’azienda che produce il famoso Tavernello. Si vedono mani sporche di terra e ragazze con “troppo trucco” e le “curve troppo al posto giusto per rappresentare contadine e vignaiole”, sostengono i benpensanti. Uno spot fortemente criticato, che causa a Caviro l’infamante accusa di “sessismo”: tanto lapidaria da andare ormai di moda, specie tra i logorati blogger di gossip, o intra-giù di lì. I “Tavernello guys” se ne fregano e non cambiano di…

Vai all'articolo

Cirò e il Gaglioppo, un matrimonio lungo 50 anni: storica degustazione a Vinitaly

VERONA – In un mondo del vino ormai global, dove l’autoctono colpisce troppe volte il pubblico e la critica più che altro in quanto tale (che sia italiano o cinese, a quel punto, non conta più di tanto) restano poche certezze. Una di queste è senza dubbio il Cirò Doc, il vino rosso calabrese da uve Gaglioppo che si appresta a diventare Docg (il disciplinare è già stato approvato dal Consorzio di Tutela guidato da Raffaele Librandi – nella foto sotto). Ieri, a Vinitaly, una delle massime celebrazioni mai realizzate…

Vai all'articolo

Prosecco Doc, pugno duro del Consorzio contro lo “stile influencer” su Instragram

EDITORIALE – Primi risultati concreti per la nostra “battaglia” contro i bot di Instagram, utilizzati da molti influencer (o presunti tali) per incrementare follower ed engagement dei loro account, attraverso un controverso (e poco corretto) meccanismo. Dopo una nostra denuncia (vedi a lato), il Consorzio di Tutela Prosecco Doc è infatti intervenuto nei confronti dell’agenzia che gestisce il profilo Instagram proseccodoc_usa. I FATTI Da diversi mesi pubblico sul mio profilo Facebook la lista di account che utilizzano il fastidioso “trucchetto” del “Follow – Unfollow“, scovati grazie a una speciale app installata…

Vai all'articolo

Montecucco: la bomboniera della Toscana. Dieci vini per conoscerla (e amarla)

MILANO – Carta e penna. Si scrive la lista della spesa del vino della “nuova” Toscana. Una bomboniera, ancora tutta da scoprire. Chi è a caccia del rapporto “qualità prezzo” nella regione non può più fare a meno dello “scaffale” della Doc Montecucco. Lo ha confermato la trasferta milanese di 15 produttori, in degustazione lunedì 25 al Westin Palace Hotel. Un evento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Montecucco, in collaborazione con l’Associazione italiana sommelier meneghina. Sono sette i Comuni della Doc, che si concentra principalmente sul Sangiovese Grosso (non a…

Vai all'articolo

Torcolato Doc Breganze: degustazione con punteggi delle annate 2011-2015

BREGANZE – Undici campioni di Torcolato in degustazione all'(Ante) Prima di sabato 19 gennaio, a Breganze (VI). A ospitare l’evento è stata Cantina Maculan, vera e propria azienda-bandiera mondiale della Denominazione vicentina, grazie al lungimirante lavoro avviato negli anni Settanta dal patron Fausto. Numeri da “chicca” oggi per il Torcolato, ottenuto dall’appassimento e successiva spremitura dei grappoli di uva Vespaiola. Nella pedemontana vicentina, su un totale di 600 ettari vitati, sono circa 65 quelli destinati a questa varietà. Nel 2017 sono state prodotte circa 380 mila bottiglie, di cui 50 mila…

Vai all'articolo

Garda Doc, traguardo 11 milioni di bottiglie nel 2018

Undici milioni di bottiglie per il Consorzio Vini Garda DOC. Sono questi i numeri di produzione della DOC Garda che con il 2018 ha iniziato a mettere sul mercato la sua prima vendemmia 2017 dopo la strutturazione della Denominazione, che accomuna le varietà di 10 denominazioni dell’area gardesana, tra la Lombardia e il Veneto. Degli 11 milioni di bottiglie, 800 mila sono della nuova tipologia Spumante Garda Doc, la scommessa del Consorzio che nell’ultimo anno ha scelto solo lo spumante come icona della denominazione, non a caso in bella mostra al Merano Wine…

Vai all'articolo

Il Sangiovese “Poggio ai Chiari” di Fabio Cenni. Ovvero perché Chiusi vale bene una Doc

SIENA – Non chiamatelo profeta senza patria. Perché una patria, Fabio Cenni, ce l’ha. Si chiama Chiusi. Il patron dell’Azienda agricola Colle Santa Mustiola si presenta a Sangiovese Purosangue con una verticale 1997-2010 da far tremare i Brunelli. E col sostegno del giornalista Andrea Gabbrielli chiede una Doc, ovvero una Denominazione di origine controllata, per una delle aree “meno considerate dalla critica enologica italiana”. Chiusi, per l’appunto. Molto più di una boutade goliardica. Un “torto” che non ha ragione d’esistere, vista la forma strepitosa di tutte le annate in degustazione…

Vai all'articolo