Torrevilla: nuova cantina per il Pinot Nero Metodo classico. Si chiamerà La Genisia

La cooperativa si candida a polo d’eccellenza spumantistica e di accoglienza in Oltrepò pavese

CODEVILLA – Una nuova cantina per puntare tutto sul Metodo classico da uve Pinot Nero, vera eccellenza dell’Oltrepò pavese. E’ il progetto della cooperativa Torrevilla di Torrazza Coste (PV). La cantina si chiamerà La Genisia, nome che oggi indica la linea top di gamma della cantina oltrepadana.

Un investimento da oltre un milione di euro, in parte finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale (Psr), il circuito di sostegno all’agricoltura dell’Unione europea, attraverso Regione Lombardia.

La cantina non sarà realizzata ex novo. Per volere del presidente della cooperativa, Massimo Barbieri, sarà infatti ristrutturata l’imponente struttura in cemento della cantina di Codevilla, già di proprietà di Torrevilla.

L’adiacente Torre Vinaria potrà così diventare un importante polo di attrazione enoturistica, assieme alla nuova sala di degustazione pensata per winelovers e professionisti del settore. La spettacolare volta in mattoncini della cantina Codevilla sarà recuperata. E valorizzata, nella parte sottostante, da 500 metri quadrati dedicati esclusivamente al Metodo classico dell’Oltrepò pavese.

“Sino ad ora – spiega Massimo Barbieri (nella foto sotto, a sinistra) – la produzione di spumanti Metodo classico di Torrevilla è rimasta relegata alla linea top di gamma La Genisia. Con questo progetto vogliamo scommettere sull’eccellenza dell’Oltrepò pavese, puntando sul Pinot Nero che in questa zona si esprime in maniera unica”.

“L’idea di Torrevilla – aggiunge il direttore Gabriele Picchi – è quello di alzare il livello attraverso una linea di etichette che rappresenti il territorio e il terroir, sullo stile delle cooperative dell’Alto Adige. Senza però dimenticare il resto della produzione, su cui continueremo a credere e a garantire elevati standard qualitativi”.

IL PROGETTO DI ZONAZIONE

La nuova cantina La Genisia sarà il fiore all’occhiello del progetto di zonazione dei vigneti di Torrevilla. Uno studio che ha visto coinvolto il prof. Leonardo Valenti (nella foto, a destra), agronomo, enologo e docente dell’Università degli Studi di Milano.

“Siamo partiti dal Pinot Nero – spiega Valenti – per poi allargare la ricerca a tutte le altre varietà presenti nei 600 ettari di vigneto della cooperativa. L’obiettivo era quello di capire le caratteristiche dei singoli appezzamenti a disposizione dei 200 soci di Torrevilla, per individuare quelli più adatti al produrre vini di eccellenza”.

Il risultato è una vera e propria mappa, in cui sono riuniti sotto lo stesso colore i vigneti con le medesime caratteristiche microclimatiche e pedologiche. Il “Programma qualità” affidato da Torrevilla al prof. Valenti sarà anche la base di partenza di un nuovo sistema di remunerazione delle uve conferite alla cooperativa.

“Entro il prossimo mese – annuncia il presidente Barbieri – porteremo in assemblea una revisione dell’attuale sistema di pagamento dei nostri soci, che saranno retribuiti per superficie e non più per quantità di uva conferita”.

“In questo modo – precisa il presidente di Torrevilla – contiamo di poter intervenire in maniera più specifica sulla qualità della produzione, favorendo per esempio i diradamenti, che col sistema attuale risultano piuttosto invisi dai soci”. Tanta carne al fuoco, insomma, al 112° anno dalla fondazione della cooperativa di Torrazza Coste.

Torrevilla: nuova cantina per il Pinot Nero Metodo classico. Si chiamerà La Genisia

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