Regione Lombardia, 3 milioni di euro all’Horeca. Obiettivo: “Far bere lombardo”

L’annuncio dell’assessore Fabio Rolfi, in diretta Facebook: “Bando pronto per il mese di giugno”

Regione Lombardia ha in programma un bando da 3 milioni di euro di incentivi all’Horeca – ristoranti, wine bar e bar – per rilanciare i vini lombardi, a partire da giugno 2020. Il sistema, del tutto innovativo in Italia, prevede uno sconto del 10% sull’acquisto dei vini prodotti in Lombardia, in cambio dell’allestimento di vetrine e spazi promozionali. All’interno dei locali dovrà essere “chiaro che venga servito e privilegiato il vino lombardo“.

Lo ha annunciato poco fa Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi della Regione Lombardia, in collegamento Facebook con Silvano Brescianini, presidente del Consorzio per la Tutela del Franciacorta, Aldo Rainoldi, presidente del Consorzio Tutela Vini Valtellina e Marco Maggi, presidente del Consorzio Club del Buttafuoco Storico.

“Ritengo sia centrale coinvolgere nei discorsi relativi alla filiera agroalimentare anche le organizzazioni di rappresentanza dei ristoranti – ha spiegato Rolfi – perché il ristorante, e l’Horeca in generale, costituiscono l’elemento in grado di valorizzare al meglio, anche in termini di redditività, il lavoro degli agricoltori”.

“È doveroso creare una maggiore sinergia tra i vari attori in gioco – ha aggiunto l’assessore leghista – anche perché assistiamo ancora oggi a una colonizzazione da parte di vini prodotti in altre regioni. Tutti meritevoli di essere consumati, ma siamo in Lombardia e dobbiamo cercare di valorizzare al meglio il legame tra ristorazione e produzione agroalimentare”.

Intanto, dai territori a maggior vocazione per la viticoltura della Lombardia arrivano dati preoccupanti in merito al lockdown. Le aziende della Franciacorta, come confermato da Silvano Brescianini, hanno subito cali fino all’88%.

“Nonostante ciò abbiamo una gran voglia di ripartire: l’iniziativa di Regione Lombardia in favore dell’Horeca non può che aiutarci, sperando che sia di facile applicazione da parte di enotecari e ristorazione”, ha osservato il numero uno dell’ente bresciano.

“Le perdite di fatturato – ha aggiunto Aldo Rainoldi – si assestano tra l’80 e il 90% per le aziende della Valtellina, con la bilancia negativa orientata più verso il 90 che l’80%. C’è voglia di ricominciare, ma la confusione normativa creata a livello centrale non aiuta, anzi spaventa gli operatori”.

“Anche per questo – ha annunciato Rainoldi – il Consorzio Tutela Vini Valtellina sta pensando a istituire delle linee di credito con tassi agevolati per le aziende, da poter spalmare sul lungo periodo. L’idea è quella di agganciarci a enti come Ismea, come garanti per queste attività. Alla politica chiediamo solo di accelerare tutti i processi che garantiscano liquidità immediata alle aziende”.

Dalle vigne della provincia di Pavia l’intervento di Marco Maggi, presidente del Consorzio Club del Buttafuoco Storico: “A differenza di Franciacorta e Valtellina – ha sottolineato – in Oltrepò pavese abbiamo sempre fatto fatica a comunicare il territorio. Dobbiamo ripartire da noi, prima di aspettarci qualcosa dalla politica, lavorando per far conoscere a più persone possibili i nostri vini e il nostro splendido territorio”.

“Stiamo facendo un grande sforzo per essere sempre più presenti nella capitale del vino italiano, che è Milano – ha concluso Maggi – cercando di coinvolgere sempre più la ristorazione: l’Oltrepò pavese merita di essere sempre più presente nelle carte dei vini dei ristoranti del capoluogo”.

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