Nicosia punta sull’Etna Doc con nuove etichette di Contrada

Saranno frutto di vigne storiche e recenti acquisizioni a Zafferana Etnea, Santa Venerina e Linguaglossa

Dalla fine dell’Ottocento (1898) e da cinque generazioni, la famiglia Nicosia si dedica alla viticoltura. Alle pendici dell’Etna, la cantina oggi guidata da Carmelo Nicosia e dai figli Francesco e Graziano, sembra aver trovato il suo habitat naturale. Un progetto enologico in crescita.

Nel futuro di Nicosia c’è infatti l’avvio della produzione di altri “vini di Contrada“, ottenuti da vigne storiche di proprietà e di recente acquisizione, nei Comuni di Zafferana Etnea, Santa Venerina e Linguaglossa. Etichette che andranno a consolidare una produzione già ricca di sfaccettature e sfumature.

Siamo nel territorio di Trecastagni, nella zona Sud-Est del vulcano, a circa 600 metri sul livello del mare. Le vigne si estendono per 10 ettari ai piedi di uno dei tanti crateri etnei inattivi, Monte Gorna e sul Monte San Nicolò (8 ettari), situato a un chilometro di distanza. Completano il parco vigneti alcune piccole proprietà nei dintorni.

In queste zone, che ricadono nei territori della Doc Etna, Nicosia alleva Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio per i rossi; Carricante, Catarratto e Minnella per i bianchi. Piccole parcelle costituiscono i Cru, destinate al Bianco Riserva e al Rosso Riserva che i portano i nomi della zona.

La cantina di 6 mila metri quadrati coperti – 33 mila totali – gioca sul binomio tra modernità e tradizione. All’interno si trovano un negozio e l’accogliente Osteria, che offre ristoro agli amanti dei piatti della Regione e non solo. Il sommelier Santi Natola accompagna  alla scoperta del territorio.

Il tutto attraverso piatti e vini che lo raccontano, secondo i principi e i valori della famiglia Nicosia. Di particolare interesse è l’uso delle botti (di primo e, soprattutto, secondo e terzo passaggio) ricavate sia da rovere francese che americano e acacia, in grado di cedere ai vini sensazioni speziate e mielate di grande piacevolezza.

Tutti gli imbottigliamenti godono di certificazione biologica, alcuni dei quali attestati bio-vegan. La gestione delle vigne è affidata all’agronomo Alessandro Logenco, che opera in sinergia con l’enologa, nonché compagna di vita, Maria Carella.

LA DEGUSTAZIONE

Etna Doc Bianco 2019 Monte San Nicolò (13%)
L’uvaggio che lo compone è Carricante per il 95% e Minnella per il restante 5%. Affinato in vasche d’acciao per 7/8 mesi e, successivamente, in bottiglia per 3/4 mesi.

Alla vista si presenta di colore giallo paglierino con riflessi verdolini, cristallino. Al naso sono percepibili profumi floreali e fruttati, di pera e mela, agrumi. Vino giovane, al palato spicca una comprensibile e notevole acidità, sapido, dalla velata mineralità. Un vino non ancora in commercio.

Etna Doc Bianco 2018 Monte Gorna 2018 (13%)
Costituito da un blend di Carricante per l’80% e Catarratto  per il 20%. Affinamento in vasche d’acciaio, breve passaggio, pari a 3/4 mesi, in tonneaux d’acacia, stesso periodo ma in bottiglia, per finire.

Alla vista giallo paglierino, riflessi verdolini, brillante. Al naso fine, più floreale che fruttato, delicato miele, agrumi e, col tempo, in successione, note di frutta secca e balsamiche di alloro. Al palato, assai gradevole l’evidente nota minerale, ottima acidità, accompagnata da ben presente sapidità. Un vino ben Fatto.

Etna Doc Bianco Riserva 2016 Monte Gorna 2016 (13%)
Prevalente presenza di Carricante, il 90%, in blend con una minore quantità di Catarratto per il 10%. Affinamento: metà produzione sosterà sei mesi in barrique di secondo passaggio, mentre, l’altra metà farà sei mesi in barrique di terzo passaggio. Seguirà ulteriore elevazione, per circa un anno, in bottiglia.

Colore giallo dorato. Il naso è complesso, fruttato, ricorda la mela cotogna, delicatamente mielato. Al palato regna una notevole acidità, nonostante l’annata non recentissima, è sapido, con una gentile nota minerale. Di ottima struttura, grande equilibrio. Imperdibile.

Spumante Doc Sicilia Brut Carricante 2017 (sbocc. 2019 – 12%)
Concepito con solo Carricante, farà affinamento esclusivamente in acciaio e, almeno, 18 mesi in bottiglia sui lieviti. Perlage fine, di buona persistenza. Colore giallo paglierino, riflessi verdolini, cristallino.

Al naso ricorda molto, soprattutto nel tempo, la matrice comune ai bianchi fermi: profumi  floreali e miele che, insieme a  sentori di lievito, trovano conferma al palato. Ricchissima acidità, per caratteristica dell’uva d’origine, il Carricante si rivela vitigno ostico per la spumantizzazione.

Merita indubbiamente l’assaggio, per carpirne le peculiarità. Nei prossimi anni si punta alla realizzazione di espressioni più mature, che raggiungeranno i 36 e i 60 mesi sui lieviti.

Spumante Doc Etna Brut 2016 (sbocc. 2019 – 11.5%)
Nessun blend per questo spumante, previsto l’utilizzo di solo Nerello Mascalese. Un Blanc de Noir affinato non meno di 24 mesi sui lieviti, dal perlage fine e persistente.

Colore giallo paglierino. Al naso complesso ed elegante, si alternano sentori floreali e fruttati, immancabili lievito e crosta di pane. Acidità persistente, sostenuta da una, molto presente, mineralità. Equilibrato.

Etna Doc Rosso 2017 Monte Gorna (13%)
Le uve utilizzate, per questo vino convincente, sono Nerello Mascalese 80% e Nerello cappuccio 20%, per il più classico dei blend della Doc Etna Rosso. Circa la metà della produzione, dal 40 al 50%, sarà destinata alla botte grande (3-4 mesi), per poi sostare ulteriormente in barrique di 2° e 3° passaggio (5/6 mesi). La restante parte affinerà in acciaio. Seguiranno sei mesi da trascorrere in bottiglia.

Dal colore rosso rubino, con gli anni tenderà a degradare verso toni granati, in linea con le caratteristiche dei vini da Nerello Mascalese. Al palato si distingue subito per le note di frutta rossa, spezie, capperi, liquirizia nel finale. Piacevole beva, per via della buona freschezza, si sente il legno ma senza eccessi. Buona struttura generale.

Etna Doc Rosso Riserva 2013 Monte Gorna (13.5%)
Realizzato con Nerello Mascalese per il 90% e Nerello Cappuccio per il 10% , la Riserva gode di un periodo di quiescenza in cantina di quattro anni (almeno) dalla vendemmia e, secondo disciplinare di produzione, dodici mesi di botte. Per il proprio vino, Nicosia ha previsto due anni di barrique di rovere francese di 2° e 3° passaggio.

Colore rosso rubino, tendente al granato. Al naso sono piacevoli le sensazioni olfattive di erbe aromatiche e spezie, di cannella, macchia mediterranea, rosmarino. Complesso. In bocca domina il tannino che pervade il palato. Molto evidente l’uso della botte. E’ buona la freschezza, persistenza notevole. Strutturato.

Igt Sicilia Nerello Mascalese 2014 “Sosta Tre Santi” (13.5%)
Nato per celebrare il legame della cittadina etnea ai Tre Santi protettori (Alfio, Filadelfo, Cirino), che qui fecero il loro passaggio e ai quali viene riconosciuta devozione, il vino è ottenuto da uve Nerello Mascalese provenienti da diverse vigne della proprietà.

Molto caratterizzato dalle botti di provenienza, determinato dalla permanenza di dodici mesi in barrique di rovere francese, seguiranno dodici mesi in bottiglia. Forte personalità, in bocca svela una inclinazione verso profumi fruttati e speziati legati al territorio. Strutturata la trama tannica, di buona freschezza e persistenza.

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