Cinque domande a Benedetto Renda sul neonato Consorzio Vino Marsala

Il presidente a tutto tondo: dall’erga omnes al Perpetuo, passando per la comunicazione e la semplificazione delle tipologie della Doc siciliana

Cinque domande a Benedetto Renda sul neonato Consorzio Vino Marsala
L’unico quesito rimasto senza risposta? Quello sul numero di bottiglie totali che le 16 cantine aderenti al neonato Consorzio per la Tutela del Vino Marsala sono in grado di produrre. Per il resto, il presidente Benedetto Renda risponde a tutto tondo alle domande di winemag.it sul futuro di uno dei vini icona dell’Italia nel mondo: il Marsala.
Il nettare siciliano è all’ennesimo bivio, in seguito alla nascita del nuovo organismo di tutela.

Una buona notizia quella arrivata sul finire di novembre 2022, a distanza di (ben) 6 anni dalle dimissioni dell’ex presidente Giuseppe Ingargiola, conseguenti alla decisione di Florio (gruppo Duca di Salaparuta) di uscire dall’allora Consorzio. Un organismo «irrazionalmente monco», come lo definì in un celebre intervento Massimo Bellina, export manager delle Cantine Pellegrino, tra l’altro assessore della seconda giunta Lombardo.

«Un Consorzio – aggiungeva Bellina, sempre nel 2016 – che non aveva e mai avrebbe potuto avere la capacità di proteggere la denominazione Marsala e tanto meno tutelarne l’immagine. Non avrebbe potuto porre rimedio agli innumerevoli errori compiuti dagli stessi produttori, nessuno escluso, che nel passato nemmeno tanto lontano hanno inondato il mondo di “Marsala multigusti”, dolci e stucchevoli che se da un lato incontravano l’interesse di molti dall’altro minavano dalla base le velleità di vino blasonato che il Marsala aveva veramente alle sue origini».

Parole che continuano a risuonare a Marsala, in Sicilia e nell’Italia (del vino) intera, appesa alle labbra di un nuovo entourage, quello guidato per l’appunto dal presidente Benedetto Renda (Cantine Pellegrino) e dai vice Roberto Magnisi (Duca di Salaparuta) e Giuseppe Figlioli (Cantina Sociale Birgi) chiamati a cancellare anni di errori, alternati a stagioni di inspiegabile immobilismo. Un solo squillo, per la verità, tra il 2016 e il 2022: l’appello, nel 2019, del presidente della Strada del Vino Marsala, Raffaele Lombardo, per la rinascita del Consorzio e la “pace” tra i produttori locali.

A sessant’anni dalla fondazione, avvenuta il 27 dicembre 1962, il Consorzio per la Tutela del Vino Marsala ha così la grande occasione di cominciare da capo. La nuova assemblea si è riunita per l’esattezza l’11 novembre 2022, in concomitanza con la chiusura dell’annata agraria 2022. Piena l’adesione delle cantine Pellegrino, Florio (Duca di Salaparuta), Lombardo, Intorcia, Curatolo Arini, Fici, Alagna Giuseppe, Martinez, Vinci, Frazzitta, Birgi, Paolini, Casale, Colomba Bianca, Europa e Petrosino.

Presidente Benedetto Renda, nel futuro del Consorzio Marsala c’è la semplificazione (ovvero riduzione del numero) delle tipologie?

Il Consorzio creerà una commissione tecnica per la semplificazione ed evoluzione del disciplinare e certamente la riduzione del numero di tipologie è una delle ipotesi sul tavolo. Nel tempo le tipologie previste dal disciplinare sono cresciute nel numero, includendo anche varianti che presentano un notevole grado di similarità. Questa stratificazione rende più complesso il racconto del Marsala e, anche per questo, uno dei primi obiettivi della commissione sarà proprio quello di snellire e semplificare.

Quali saranno i cardini della comunicazione del Marsala a livello nazionale e internazionale?

È presto per parlare di comunicazione, che non potrà prescindere da un momento di ascolto a 360° del mercato. Credo però che partiremo da un maggiore impegno nel racconto del territorio, ancora poco valorizzato nello storytelling del Marsala. Obiettivo condiviso da tutti gli attori del Consorzio è parlare dei vini Marsala Doc con un lessico più contemporaneo, agganciando anche fasce di consumatori più giovani.

Si sta pensando a un ruolo per il “vino Perpetuo” all’interno della Doc Marsala o della Doc Sicilia?

Per il momento il focus sarà proiettato sulla Doc Marsala. C’è tanto da lavorare per raggiungere obiettivi qualitativi e ridefinire bene i confini in cui operare per valorizzare la Doc.

Come commenta i prezzi di vendita del Marsala nella Grande distribuzione?

Nella grande distribuzione si concentra il Marsala con minore invecchiamento. Negli anni c’è stata poca attenzione al prezzo di vendita. Il Consorzio intende dare maggiore impulso all’attività di controllo e indirizzo.

L’erga omnes figura tra gli obiettivi dichiarati del nuovo corso. Può entrare nel dettaglio?

Il riconoscimento dell’erga omnes, che riteniamo di poter raggiungere a breve, potrebbe creare un circolo virtuoso tra maggiore rappresentatività e capacità di raccogliere fondi. Sono entrambi elementi importanti affinché il Consorzio possa essere sempre più incisivo nella valorizzazione e promozione del Marsala.

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