Via le Cantine Florio dal Consorzio di Tutela del Marsala: un consorzio allo sbaraglio

Non c’è pace per il Marsala. Prima l’addio di Renato De Bartoli, figlio di Marco De Bartoli, il profeta del marsala, che ha deciso di lasciare l’azienda di famiglia per passare a Baglio di Pianetto, l’azienda siciliana della famiglia del conte Marzotto. De Bartoli, produttore del Vecchio Samperi, ha preso il posto di Alberto Buratto, amministratore
delegato da una dozzina di anni, deciso ad accettare una nuova scommessa professionale. Ora la notizia delle Cantine Florio che abbandonano il Consorzio di tutela del vino Marsala fondato nel 1963 da produttori locali per promuovere la Doc Marsala e proteggerne l’identità dopo gli anni di maltrattamenti e di calo del gradimento sul mercato. L’azienda Duca di Salaparuta spa, con i suoi tre blend Florio, Duca di Salaparuta e Corvo, di proprietà dell’Illva di Saronno, ha deciso di lasciare il consorzio a causa dei ”numerosi impegni” italiani  ”Stare nel consorzio è un’attività che richiede tempo e non riuscivamo più a seguire questo compito nel modo giusto. Continuiamo a pensare che il Marsala sia un prodotto moderno, versatile, che sia vivo e che abbia un futuro. Siamo azienda leader del Marsala e andremo avanti”, hanno riferito i responsabili della Duca di Salaparuta. ”Noi crediamo in questo prodotto – aggiunge la società – La nostra cantina di Marsala ha lavorato moltissimo, in questi anni abbiamo allargato la gamma di prodotti liquorosi e passiti e stiamo puntando molto sull’enoturismo. Con 50 mila visitatori all’anno in cantina siamo una tra le più grandi mete enoturistiche della Sicilia”. Oltre all’uscita dal consorzio da parte della Florio, si registrano anche le conseguenti dimissioni di Giuseppe Ingargiola, dipendente della stessa Florio e  presidente del Consorzio. Il consorzio è un Consorzio volontario che pur avendo una lunga storia non ha il riconoscimento del ministero. Tra i soci, Pellegrino una delle realtà più grosse e altre aziende come Buffa, Lombardo, Pipitone e Spanò e Mirabella. Una dipartita, quella delle Cantine Florio che ha destato preoccupazione alla Pellegrino. L’amministratore delegato delle Cantine Pellegrino, Benedetto Renda , anche vice presidente del consorzio spera in un dietro front e ha manifestato la disponibilità a discutere con la famiglia Reina, proprietaria della Florio, per comprendere meglio le ragioni dell’uscita che forse non convincono del tutto. Un’uscita che segna la fine di un epoca fallimentare secondo l’ex assessore alle Politiche Agricole del Comune di Marsala, il produttore Nino Barraco. ”Il consorzio, a maggior ragione con l’addio delle cantine Florio, non rappresenta più il bene del territorio e del brand Marsala. La politica del consorzio non è riuscita nell’intento di far decollare il Marsala ma ha portato alla condanna del lavoro svolto dalle aziende che ne facevano parte. Bisogna adesso ripartire da zero con un consorzio che sia rappresentativo del territorio e in cui facciano ingresso anche i produttori di uva, senza i quali la Comunità europea non riconosce il ruolo dei consorzi. E con la riproposizione di un disciplinare che punti tutto sulla qualità dell’uva” ha dichiarato Nino Barraco.

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