Wine2Wine 2019: quattro strade per l’export del vino italiano

L’intervento del presidente di Unione Italiana Vini a Verona

VERONA – Aumento di valore dell’export, diversificazione degli sbocchi, spinta sull’internazionalizzazione e promozione dell’enoturismo. Queste, secondo Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, le quattro strade da perseguire “per dare forza e sostegno al sistema Italia”. Se ne è discusso ieri all’evento di inaugurazione di Wine2Wine 2019 a Verona, nel panel “wine2export: overview 2019 per le sette sorelle del vino”.

Un’occasione utile, per Uiv, per chiedere al ministro Bellanova di “accelerare sui cinque decreti attuativi del Testo Unico relativi ai vigneti storici o eroici, al riconoscimento o modifica dei vini Do e Ig, ai contrassegni, allo schedario viticolo e all’etichettatura dei vini”.

Le prime frenate degli spumanti, locomotiva del nostro export, in Gran Bretagna e Germania – ha sottolineato Abbona – rendono urgente un’azione immediata. Non si recupera valore dell’export semplicemente tentando aumenti dei prezzi che, da soli e slegati da una strategia, rischiano di far perdere quote di mercato”.

“L’aumento di valore – sempre secondo il presidente di Uiv – si consegue con politiche rigorose e coerenti di qualità, strategie di marketing, a livello di Paese, DO e imprese, pensate sul lungo periodo per costruire e rafforzare la reputazione e il posizionamento e valorizzare le identità territoriali dei vini collegate all’incoming turistico“.

Il 65% del valore dell’export del vino italiano è concentrato in soli in 5 mercati (di cui 3 europei) e quando questi subiscono flessioni, ne risente tutto il sistema.

Dobbiamo quindi spronare i produttori e orientare le azioni di promozione – ha suggerito Ernesto Abbona – per favorire la diversificazione degli sbocchi commerciali, tema urgente in un quadro internazionale di instabilità geopolitica dominato del persistere di logiche protezionistiche”.

“Abbiamo bisogno di aumentare il valore delle nostre produzioni e le iniziative di promozione istituzionale come il ‘Piano straordinario del Made in Italy’ – ha aggiunto Abbona – ma si deve anche promuovere una distensione delle relazioni transatlantiche ed evitare un inasprimento della guerra commerciale con gli Stati Uniti.

Tra le altre opzioni indicate da Unione italiana Vini, l’accelerazione delle trattative per chiudere gli Accordi di libero scambio ancora in discussione e infine e l’intensificazione della lotta all’italian sounding, che colpisce molti grandi vini italiani in diversi mercati.

“In questo senso – ha aggiunto Abbona – l’azione di Ice diventa strategica e con l’agenzia dovremo definire le priorità e i Paesi-obiettivo circa le attività di promozione. Accogliamo con soddisfazione la convocazione del “tavolo vino”, al quale intendiamo dare un serio e fattivo contributo”.

Da qui, l’impegno dell’Associazione “a portare il nostro contributo fattivo – ha promesso il presidente Abbona -. È necessario lavorare come ‘sistema Paese’ per orientare gli investimenti all’estero, difendere il vino in tutte le sedi europee e internazionali in quanto prodotto integrante della dieta mediterranea”.

Per Abbona occorre inoltre “valorizzare il sistema ‘vino-territorio-turismo-produzioni agroalimentari’ e difendere il vino dagli attacchi di organizzazioni internazionali e Ong che lo considerano alla stregua delle altre bevande alcoliche, demonizzando il consumo, indipendentemente dai modi e dalle quantità”.

Il problema, come ha voluto ricordare il presidente di Uiv  “non è il consumo ma l’abuso di alcol, tema che invece ci preoccupa e per il quale il settore è impegnato concretamente con i consumatori e le istituzioni, attraverso la formazione e l’educazione al bere responsabile”.

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