Vino, Sesso e Sommelier Ais

“Vino e Sesso” è il titolo dell’editoriale (possiamo chiamarlo così?) a firma “Ais Staff Writer” che sta facendo discutere il web. A firmarlo è, in sostanza, l’Associazione italiana sommelier. La più prestigiosa realtà italiana della sommellerie.

Possibile che si sia caduti così in basso? In un italiano sintatticamente lacunoso, Ais cavalca il refrain del “vino rosso” che “aiuta”, grazie all’azione di sostanze come i polifenoli, nel sesso. Lo fa con spregiudicatezza. Un fulmine a ciel sereno nel firmamento di un’associazione capace di distinguersi per professionalità e rigore nelle maggiori manifestazioni enologiche nazionali.

Anche per questo, per questa folle uscita, non l’ha ancora criticata nessuno. Ais, si sappia, “conta”. “Conta” nel panorama “politico” del mondo del vino. “Conta” nella storia del vino italiano. “Conta” in quota alle maggiori cantine italiane, che si servono dei professionisti Ais: sicure, così, di tutelare e forse accrescere la propria immagine agli occhi dei consumatori. Ais “conta” anche nei Consorzi del vino.

Non a caso, anche un gruppo geniale e lungimirante come Esselunga ha scelto proprio Ais come tramite verso i clienti, nelle corsie dei propri store di successo. Successo, appunto. Lo stesso che uscite come questa, a caccia di like sui social, rischiano di offuscare.

Che si tratti, appunto, di una “operazione di marketing” mal riuscita (per scelta dell’argomento e del linguaggio)? Noi preferiamo chiamarla col suo nome: una gran puttanata. Alla stregua di tante altre, in un mondo del vino che – nell’epoca della comunicazione – sembra far sempre più fatica a comunicarsi “senza veli”, pur senza svestirsi della propria dignità.

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