Il vino in lattina lifestyle oriented spopola negli States

Dal vino con il tappo a vite, al vino in bag, al vino in lattina che non è una novità. Già sdoganato in tanti paesi, come la Francia o la Germania e addirittura in Italia, facendo rivoltare lo stomaco dei winelovers più tradizionali. A cavalcare l’onda del crescente approccio di consumo al vino in alluminio è un’altra azienda americana, E’ la volta di Precept Wines di Seattle che ha cominciato a distribuire le prime sue prime lattine di Chardonnay Cabernet Sauvignon anche negli aeroporti. Vini prodotti dai migliori vigneti della California, che danno vita ad alcuni dei vini più apprezzati al mondo, per i quali anche Precept Wines ha deciso di uscire dalle convenzioni, imbottigliando del buon vino in un ”not-so-serious” contenitore, per semplificare, a suo avviso, la vita ai winelovers: ”Stappa la lattina, dai un sorso e goditi le meraviglie del West Side” incoraggiano dall’azienda. Vini ”lifestyle oriented”, facili da trasportare durante qualsiasi attività quotidiana, un vino chiavi in mano, che non necessita di cavatappi e bicchiere. Il vino in lattina è eco-friendly: meno energia per produrlo e trasportarlo, meno impatto in carbonio e infine l’alluminio è riciclabile. Il vino ”PPR”, portable, packable, recyclable: portatile, compattabile e riciclabile. Molto ”American Style’, presentati in maniera invitante sul sito dell’azienda. Si tratta naturalmente di vini di pronto consumo che sicuramente non ”minano” le vendite di altre tipologie. Per coloro che abitualmente consumano vino in bag o in tetra-pack, poco cambia, ma anche per chi è fedele ad altri rituali. Forse, per un consumo pronto, meglio una lattina di vino, di quello che combinano in Australia i giovani con le bag, a patto che la lattina sia una sola.

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