Lombardia, l’export di vino vale 255 milioni di euro. Ma la terra da cotivare è sempre meno

“Le vendite all’estero dei nostri tesori enogastronomici rappresentano oltre il 41% del valore dell’intera produzione agroalimentare della regione e sono la testimonianza più diretta dell’apprezzamento del Made in Italy sui mercati stranieri. Un Made in Italy ricercato per la qualità, la sicurezza e la capacità di raccontare e rappresentare un legame con il territorio che nasce proprio dall’utilizzo di materie prime che dal quel territorio nascono”. Lo dichiara Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia. Precisando che “solo il settore vino vale 255 milioni di euro di export”. A livello nazionale le esportazioni alimentari nel 2015 toccheranno il valore record di 36 miliardi di euro. Numeri favorevoli che, tuttavia, hanno un contraltare: quello dei cambiamenti climatici.

E’ la stessa Coldiretti a lanciare l’allarme. Gli eventi estremi hanno provocato anche in Italia danni alla produzione agricola nazionale, alle strutture e alle infrastrutture per un totale pari a più di 14 miliardi di euro nel corso di un decennio, secondo i dati del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea). Numeri di cui si discuterà pure alla conferenza dell’Onu sul clima di Parigi 2015. Il numero medio annuo mondiale di disastri causati dai fenomeni naturali, inclusi quelli legati al clima, ha provocato a livello mondiale un danno economico di 1,5 trilioni di dollari. “Siccità e forti piogge a carattere alluvionale – sottolinea la Coldiretti – rappresentano gli eventi climatici che si sono maggiormente abbattuti sulle Regioni italiane. La siccità rappresenta l’evento avverso più rilevante per l’agricoltura italiana in termini di danni economici a carico soprattutto delle produzioni, con due eventi gravi, nel 2003 e nel 2012, interessando maggiormente le aree del Nord e del Centro Italia, con valori di dai 500 ai 700 giorni di siccità dichiarata (dai 50 ai 70 giorni l’anno di media)”.

“Per quanto riguarda i fenomeni precipitativi forti, i danni – continua la Coldiretti – riguardano sia le produzioni, sia le strutture e le infrastrutture, con rispettivamente il 30, 40 e 30% dei danni complessivi”. Le aree maggiormente colpite si trovano Nord Italia, con un range che varia da 121 a 480 giorni di calamità naturale dichiarata. e nel Sud (Campania, Puglia e Sicilia). “La tropicalizzazione del clima con il ripetersi di eventi estremi – evidenzia ancora Coldiretti – ha reso il territorio più vulnerabile. Siamo di fronte ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si manifestano con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ma intense ed il repentino passaggio dal sereno al maltempo con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Sul piano strutturale a questa situazione – conclude la Coldiretti – non è certamente estraneo il fatto che un modello di sviluppo sbagliato in Italia ha tagliato del 15 per cento le campagne e fatto perdere negli ultimi venti anni: 2,15 milioni di ettari di terra coltivata capace di assorbire l’acqua”.

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