Dazi sul vino italiano, Castelletti (Uiv): impossibile per altri Paesi assorbire surplus

Parola d’ordine “distensione” con il governo Usa

In caso di applicazione di dazi al 100% sul vino italiano, per gli altri Paesi sarebbe impossibile assorbire il surplus. È quanto afferma Paolo Castelletti, segretario generale di Unione Italiana Vini (Uiv).

Alla vigilia dell’incontro romano tra la Ministra Teresa Bellanova e il Segretario americano all’Agricoltura Sonny Perdue, l’organizzazione che rappresenta la filiera italiana del vino ringrazia per la posizione espressa a Bruxelles.

E invita a “incoraggiare un processo di distensione con il governo americano, per evitare l’inasprimento di una guerra commerciale che danneggerebbe in modo grave non soltanto gli operatori europei, ma anche quelli americani”. “L’obiettivo a cui puntare – sostiene Paolo Castelletti – è distendere i rapporti commerciali con gli Usa, cercando soluzioni condivise a livello internazionale”.

Questo perché, secondo le stime di Uiv, “l’imposizione di un dazio ad valorem al 25% su vini fermi e vini spumanti italiani porterebbe a una contrazione delle vendite di circa il 15% sul mercato americano, equivalente a circa 270/300 milioni di euro e alla perdita in volume di circa 1 milione di ettolitri di vino a livello europeo, difficilmente ricollocabili in altri mercati”.

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“Infatti – spiega Castelletti – in altri Paesi la capacità di collocare i volumi di vino non assorbiti oltreoceano sarebbe molto inferiore. Inoltre, i dazi sui vini italiani causerebbero un danno molto forte anche all’economia Usa, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro”.

“Il business del vino americano – annota Castelletti – si traduce in opportunità di lavoro importanti, se si considera tutta la catena distributiva sul mercato, quindi importatori, distributori e operatori della ristorazione”.

L’INCONTRO A ROMA

“Facciamo attenzione, le guerre commerciali non fanno mai bene e rischiano di incrinare, come in questo caso, relazioni politiche consolidate. Noi abbiamo sempre considerato gli Stati Uniti un alleato fondamentale e strategico. E vogliamo che sia così”.

Così la Ministra Teresa Bellanova aprendo stamane l’incontro bilaterale con il Segretario Usa all’Agricoltura Sonny Perdue, svoltosi al Ministero delle Politiche agricole. “Sappiamo bene – ha aggiunto – come le questioni in gioco sono di grande sensibilità, non solo per il settore agroalimentare ma per il futuro delle relazioni fra le due sponde dell’Atlantico”.

Durato circa un’ora, l’incontro tra Bellanova e Perdue ha toccato diversi argomenti, dalla centralità dell’agricoltura alle sfide che ha dinanzi a sé per una sostenibilità ambientale, sociale, economica.

Al termine dell’incontro la Ministra Bellanova ha donato a Perdue un cesto con prodotti Dop e Igp colpiti dai dazi, corredato da una copia dell’Atlante Qualivita 2020, che raccoglie tutte le eccellenze del territorio italiano come invito alla conoscenza del nostro immenso patrimonio enogastronomico.

Bellanova si è detta “convinta che l’introduzione o l’aumento di dazi avrà effetti negativi per tutti: i consumatori saranno costretti a pagare a prezzi più elevati i prodotti alimentari, le imprese avranno più difficoltà ad esportare e con costi di approvvigionamento più elevati, i Governi saranno costretti a compensare i maggiori costi con risorse pubbliche”.

“A maggior ragione – aggiunge la ministra – perché i nostri settori rischiano di pagare per questioni cui sono estranei e a cui è peraltro estranea soprattutto l’Italia. Questo non deve accadere: dobbiamo costruire tutte le condizioni e gli spazi per rilanciare l’agenda delle relazioni economiche bilaterali ed è nostro dovere politico e istituzionale cercare e praticare questo spazio fino in fondo”.

“Dopo il nostro recente confronto a Bruxelles con gli altri Ministri europei dell’Agricoltura- ha proseguito la Ministra Bellanova – considero rilevante questa ulteriore occasione di dialogo e mi auguro che possa contribuire al riequilibrio delle nostre relazioni e alle indicazioni da restituire a Washington”.

“Come Ministri dell’Agricoltura abbiamo il dovere di raffigurare al massimo il punto di vista del mondo che rappresentiamo. Lei conosce questo settore, grazie alle sue passate esperienze, in modo approfondito: l’agroalimentare per crescere ha bisogno di regole certe

“I dazi – ha concluso Bellanova – non sono la risposta che i cittadini si attendono da Stati Uniti ed Europa. Dobbiamo lavorare per evitare che ulteriori misure restrittive generino altre ripercussioni negative sui nostri settori agricoli e anche nel quadro delle prossime sfide che entrambi dovremo in modo coeso affrontare”.

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