Apocalypse wine, attacco frontale alla viticoltura di Soave e al Cervim

Mondial des Vins Extrêmes nel mirino: «Premia lo sfruttamento dissennato del paesaggio». Stefano Celi: «Parole gravi». Le cantine: «Autorizzazioni in regola»

Apocalypse wine, attacco frontale alla viticoltura di Soave e al Cervim Mondial des Vins Extrêmes nel mirino Premia sfruttamento dissennato paesaggio

Apocalypse wine è il video girato dagli studenti della classe IV Am dell’Isiss Luciano Dal Cero di San Bonifacio (VR) sulla viticoltura a Soave. Un «discorso civile sul paesaggio “incongruo”», come lo descrivono gli alunni coordinati dal prof. Simone Gianesini, in cui vengono mostrate presunte scene di devastazione paesaggistica compiute da alcuni viticoltori locali, a danno della biodiversità.

Oltre al titolo, che richiama l’Apocalisse, è la colonna sonora a comunicare pathos e a spingere gli spettatori allo sdegno. Tra le altre, sono state scelte opere come Danse Macabre di Camille Saint-Saëns, il Confutatis Maledictis di Wolfgang Amadeus Mozart e la Sinfonia n. 4 in Mi minore di Johannes Brahms.

Nessun nome di cantina o istituzione pubblica, nel video. Dalle immagini di Apocalypse wine, girate fra novembre 2021 e gennaio 2022, emerge piuttosto un attacco generalizzato al sistema vino a cavallo tra la zona classica del Soave e la zona allargata della Valpolicella, in provincia di Verona.

Per l’esattezza, viene citato il corridoio – un tempo boschivo, oggi interessato da quella che viene descritta come «viticoltura industriale» – tra la Val Tramigna e la Val d’Alpone. Tra menzioni ed immagini, appaiono le frazioni Castelcerino di Soave e Terrossa di Roncà.

VITICOLTURA A SOAVE: CERVIM NEL BERSAGLIO DEGLI STUDENTI

Ad essere nominato è invece il Cervim, il “Centro di Ricerca, Studi e Valorizzazione per la Viticoltura di Montagna, in Forte Pendenza e delle Piccole Isole”. L’ente, con sede ad Aosta, viene additato dagli studenti come organismo che premia i vini prodotti nei vigneti oggetto della presunta devastazione paesaggistica, tra le colline di Soave.

«In realtà non volevamo chiamare in causa qualcuno di preciso – commenta a winemag.it il prof. Simone Gianesini – bensì sottolineare come lo sfruttamento dissennato del paesaggio abbia una sua apparente istituzionalizzazione, addirittura con un Premio».

Il punto che magari è sfuggito a molti spettatori è che Apocalypse Wine è un discorso civile, politico, non tecnico. Non scendiamo nel merito di un reato, ma additiamo responsabilità morali».

L’attacco al Cervim, che organizza ogni anno il concorso Mondial des Vins Extrêmes, focalizzato sui vini da “viticoltura eroica”, è feroce. Le frecciate di due studenti si susseguono dal minuto 6,50 al minuto 9,24: «L’autodistruzione avvertita come benessere». «Sette medaglie veronesi? Che culo». «Basta che il falso trovi una volpe o un asino che lo dica e sembrerà vero».

Perché, secondo te, comprare oliveti, prati e boschi a una pipa di tabacco, entrare con le ruspe e con un’enorme disponibilità di schèi da investire, portar via terra, metterne altra, terrazzare dappertutto, è da eroi? È come dire che è un eroe uno che entra con un carro armato in un campo profughi, di notte. A me sembra il contrario: è un vigliacco».

«Quello che è in atto è una guerra alla biodiversità. E questo – continua il dialogo tra i due studenti – da parte di indigenti culturalmente. Compresi quelli che si gonfiano, con questa retorica alla moda, di questa teologia del vino, messa al servizio del potere e della morte». Infine: «Vi dico solo che i vigneti di grande valore paesaggistico ad aver vinto, sono quelli che vi abbiamo fatto vedere noi».

LE CANTINE COINVOLTE: «IN REGOLA CON LE AUTORIZZAZIONI»

Tra le prime cantine ad apparire nel video Apocalypse wine c’è Fattori Wines di Terrossa di Roncà. L’azienda si riconosce in maniera chiara, grazie alle immagini che ritraggono due grandi edifici, descritti come «gigantesche cattedrali atterrate qui da chissà dove», non lontane dalla «innaturale geometria di un enorme vigneto industriale», che avrebbe sostituito la zona boschiva.

Contattata da winemag.it, la cantina afferma di non aver mai ricevuto premi dal Cervim. Evidenti sul sito web, invece, i riconoscimenti ricevuti da Slow Wine e Gambero Rosso. Poi, il commento al video: «Forse questi ragazzi parlano di un argomento che non conoscono, dal momento che l’azienda ha 45 ettari e meno di un terzo è occupato da vigneti. Il resto sono boschi, che rimarranno lì».

Per la realizzazione degli edifici abbiamo ottenuto tutte le licenze necessarie. Abbiamo fatto un lavoro bellissimo, sia dal punto di vista agronomico, sia paesaggistico, sia urbanistico.

Se poi vogliamo dire che il vino non è indispensabile, è un altro discorso. Siamo in un territorio ad altissima vocazione vinicola, che si presenta come tanti altri del genere: dalla Borgogna alla Champagne, dalla Franciacorta alla Valtellina».

LA REAZIONE DEL CERVIM: «APOCALYPSE WINE? AFFERMAZIONI GRAVI»

Apocalypse Wine non è sfuggito al presidente del Cervim, Stefano Celi. «La cosa è molto grave – commenta a winemag.it il numero uno del Centro per la “viticoltura eroica” di Aosta -. Prima di tutto si fa di tutta l’erba un fascio. Non si dice, per esempio, che la la coltivazione della vite possa salvaguardare il territorio da dissesti idrogeologici».

Il concorso, con le accuse mosse ad alcuni produttori, ha poco a che fare. Non è compito nostro indagare sulla natura dei terrazzamenti, o se gli stessi siano stati realizzati con le dovute autorizzazioni. Lo diamo per implicito, anzi siamo certi che le terrazze siano state realizzate in regola con la legge».

«Non ultimo – conclude Stefano Celi – gli studenti forse non sanno che la “biodiversità viticola” esiste. La viticoltura, infatti, preserva piante, ovvero vitigni, che rischiano la scomparsa e contribuisce alla loro salvaguardia. Inoltre, alcuni vignaioli tengono in vita forme di coltivazione ancestrali, anche antieconomiche. A questi giovani voglio dire che l’agricoltura non ruba terreno a nessuno».

Tra le cantine della zona premiate dal Cervim, oltre all’Azienda agricola Accordini Stefano di Fumane, c’è Ca’ Rugate di Montecchio di Crosara, che tuttavia non appare nel video.

Il commento della dirigenza, contatta da winemag.it, è chiaro: «Abbiamo 90 ettari di vigna in tre territori di montagna come Monti Lessini, Soave Classico e Valpolicella. Per questo siamo stati premiati con delle medaglie d’oro nell’ambito del Mondial des Vins Extrêmes 2021 del Cervim, unica azienda veronese a raggiungere questo triplice traguardo».

«Abbiamo vigne da 30 anni nella zona classica del Soave – riferiscono i titolari della cantina – e non ci sentiamo minimamente coinvolti dal video. Anzi, crediamo che il nostro lavoro vada nella direzione opposta. Attraverso la viticoltura di montagna, stiamo facendo un favore alle nuove generazioni, mentre le pianure “cuociono” a causa dei cambiamenti climatici».

SANDRO GINI (CONSORZIO SOAVE): «VENITE A VISITARE LE COLLINE»

Si schiera anche il Consorzio di Tutela Vini Soave e Recioto di Soave. «Abbiamo visto il video realizzato da questi giovani studenti – commenta a winemag.it il presidente Sandro Gini, proprietario di una storica cantina del territorio -. Ne apprezziamo la sensibilità che emerge e gli spunti di riflessione. Tuttavia riteniamo che il contenuto non sia prettamente corretto. E che, in modo del tutto involontario, sia frutto di semplificazioni che rischiano di dare una percezione distorta di quella che, invece, è la realtà del Soave».

Il Soave è stato il primo comprensorio viticolo italiano ad essere inserito nel registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico. Ricordiamo che le nostre colline sono state recentemente insignite del riconoscimento Ghias della Fao, vale a dire quegli “agro-ecosistemi” in cui il lavoro dell’agricoltore ha permesso la salvaguardia e il mantenimento del paesaggio».

«Molte nostre aziende, inoltre – conclude il presidente Sandro Gini – si fregiano di certificazioni ambientali improntate sulla biodiversità. Per tali ragioni siamo ben lieti di ricevere qui, sulle nostre colline, gli autori del video, gli insegnanti, gli studenti e tutti coloro che vogliono conoscere il Soave davvero».

IL VIDEO APOCALYPSE WINE CENSURATO O RIMOSSO DA YOUTUBE?

Il video Apocalypse Wine girato dagli studenti dell’Isiss Luciano Dal Cero di San Bonifacio non è più disponibile sul web o, meglio, su YouTube, nella sua forma originale. «La diffusione del video, ormai virale, sta seguendo una vita tutta sua – spiega a winemag.it il prof. Simone Gianesini – in quanto, a causa di diverse segnalazioni da parte di utenti che restano anonimi, il canale originario che aveva condiviso il video è stato costretto a rimuoverlo».

Si tratta di Healthing, YouTube channel con 142 iscritti. Una sorta di piattaforma multimediale, aperta a diversi contribuiti esterni, tra cui quello di un’associazione del territorio di Soave che si occupa di tutela del paesaggio e organizzazione di tour, eventi e trekking.

Raggiunto da winemag.it, uno dei referenti dell’associazione – che preferisce rimanere anonimo – parla di «clima insostenibile in paese», in seguito alla pubblicazione del video. La piccola associazione locale sarebbe stata infatti presa di mira da alcuni viticoltori e agricoltori.

«Nessuno ha subito minacce – spiega il prof. Gianesini – e il video non è stato “censurato”, nel vero senso della parola, ma è finito vittima delle segnalazioni. Di certo, non lo abbiamo rimosso noi. Attraverso Apocalypse Wine speravamo di ottenere l’appoggio dei tanti piccoli agricoltori che vivono in condizione di debolezza nei confronti dei “grandi” della zona».

«Apocalypse Wine non racconta nulla di nuovo – conclude il docente – e non ce l’abbiamo con nessuno in particolare. Il fatto che sia stato condiviso da personaggi pubblici come Natalino Balasso e Andrea Pennacchi, significa che siamo fuori dal pericolo censura. Moltissimi, infatti, si rendono conto di quello che sta accadendo. Ma, pur parlandone, non hanno peso. Il video è riuscito invece ad averlo».

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