Vino, Covid-19: Ceev presenta all’Ue il “Wine package”. Iva ridotta e sblocco dei fondi

Le misure del Comité Européen des Entreprises Vins per affrontare e superare l’emergenza Coronavirus

Vino, Covid-19: Ceev presenta all'Ue il "Wine package". Iva ridotta e sblocco dei fondi

Il Comité Européen des Entreprises Vins (Ceev), organismo di rappresentanza di 23 associazioni di produttori di vino di 12 Stati europei – più Svizzera ed Ucraina – ha messo a punto il “Wine package“. Si tratta di un “pacchetto” di misure richieste a Bruxelles – tra cui figura innanzitutto la proposta di Iva agevolata e la richiesta di sblocco dei fondi Ue – per affrontare e superare l’emergenza Covid-19.

“Al fine di mitigare gli effetti devastanti, presenti e futuri, del Coronavirus sul settore vitivinicolo – spiega Ignacio Sánchez Recarte, segretario generale della Ceev – abbiamo messo insieme un ‘pacchetto Covid-19’, suggerendo sia misure di emergenza che misure di recupero”.

Le misure di emergenza dovrebbero concentrarsi sulla sopravvivenza delle aziende vinicole e la conservazione delle loro finanze, mentre le misure di recupero sono incentrate sulla ricostruzione dei mercati del vino e sul recupero delle quote di mercato a livello globale. Questo pacchetto vino sarà condiviso con le autorità europee e nazionali”.

“Come prima misura – precisa Sánchez Recarte – sarà fondamentale che la Commissione autorizzi a congelare le risorse economiche non utilizzate nell’ambito dei programmi di sostegno nazionali per il vino per l’esercizio 2019/2020, al fine di renderle disponibili per gli Stati membri fino all’esercizio finanziario 2022/2023 per aiutare il settore a riprendersi”.

“Per sostenere il recupero dei mercati del vino, chiediamo ulteriore flessibilità per i programmi di promozione, un’Iva ridotta temporanea per i prodotti vitivinicoli e l’adozione di un quadro moderno per la vendita a distanza”, prosegue il segretario generale Ceev.

Per rivitalizzare il settore, sono necessari adattamenti legali per dinamizzare la categoria dei prodotti vitivinicoli aromatizzati e la creazione delle categorie di vini analcolici e non alcolici”.

Nel “Wine Package” si parla anche di dazi. “È fondamentale – continua Ignacio Sánchez Recarte – che il settore vitivinicolo si riprenda sui mercati di esportazione. Per questo, sono necessari una rapida risoluzione della controversia commerciale con gli Stati Uniti e ulteriori sforzi per ottenere l’accesso ad altri mercati “.

“A breve termine, dobbiamo considerare che le ridotte vendite di vino e l’alto livello delle scorte di vino possono provocare problemi nel normale equilibrio del mercato del vino”, precisa il presidente del Comité Européen des Entreprises Vins, Jean Marie Barillère.

L’equilibrio del mercato del vino dovrebbe essere recuperato promuovendo il sostegno del mercato dell’Ue e dei mercati di esportazione e utilizzando gli strumenti di gestione della produzione inclusi nella legislazione dell’Ue”.

Solo se necessario per affrontare gli squilibri rimanenti, l’Ue dovrebbe essere in grado di effettuare pagamenti volontari eccezionali per la distillazione di crisi. “Il bilancio utilizzato per questi pagamenti deve essere diverso dai fondi dell’Unione assegnati agli Stati membri nel quadro dei programmi nazionali di sostegno al vino”, sottolinea il presidente Ceev.

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