Blocco totale degli impianti per l’Amarone. Sartori: “Serviva una scelta coraggiosa”

Negli ultimi 10 anni incremento produttivo che sfiora il 40%, con un +50% di uve messe a riposo


SANT’AMBROGIO DI VALPOLICELLA –
Stop agli impianti di nuovi vigneti utili alla produzione di Amarone in Veneto. La misura, della durata di 3 anni, entrerà in vigore dal primo agosto e contempla “un periodo transitorio di 6/12 mesi per la messa a punto dei sistemi di controllo da parte delle strutture preposte”.

La richiesta di dare un freno alla produzione di Amarone arriva dal Consorzio di Tutela Vini Valpolicella guidato dal presidente Andrea Sartori, in carica dal maggio 2017 e alla guida di una delle cantine più in vista della Denominazione, anche dal punto di vista dei numeri.

Una decisione, quella del Cda dell’ente di Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR), presa per “riequilibrare il mercato attraverso una gestione controllata della superficie vitata e della relativa capacità produttiva”. È di oggi la pubblicazione da parte di Regione Veneto sul Bollettino ufficiale regionale (Bur).

“Il successo dei vini della Valpolicella – evidenzia Sartori – è piuttosto recente e anche per questo ha bisogno di essere gestito al meglio. Negli ultimi 10 anni il territorio ha visto crescere la propria superficie vitata di circa il 30%, con un incremento produttivo che sfiora il 40%, con un +50% di uve messe a riposo per Amarone e Recioto”.

Per il numero uno del Consorzio veronese “servivano scelte coraggiose e coscienziose per garantire la corretta remuneratività della filiera e la tenuta del prezzo medio”.

“Per questo – continua Andrea Sartori – in sede di assemblea dei soci abbiamo di recente approvato misure straordinarie di riduzione sia delle rese che della cernita delle uve destinate all’appassimento e richiesto il blocco degli impianti. Una politica contenitiva, questa, in via di adozione anche da parte di altre grandi Doc italiane“.

I NUMERI

Il blocco riguarderà tutto il potenziale viticolo della denominazione (DO) Valpolicella. Accanto alle varietà principali (Corvina, Corvinone, Rondinella) saranno infatti comprese anche tutte le varietà complementari ammesse nei disciplinari di produzione.

Sono 2.300 i viticoltori della Valpolicella coinvolti nell’Erga omnes gestita dal Consorzio. Quasi 8.200 gli ettari di vigneto e una produzione complessiva della Denominazione di oltre 60 milioni di bottiglie. La produzione di Amarone è di circa 17 milioni bottiglie per un giro d’affari di 334 milioni di euro, dato che sale a 600 milioni di euro se si considera l’intera denominazione.

Prima Dop rossa del Veneto e tra le principali in Italia, la Valpolicella “è un esempio di economia agricola – ricorda il Consorzio di Tutela – con un valore fondiario che in certe zone supera i 500 mila euro a ettaro e un forte impatto anche sul piano datoriale, con una spesa media aziendale per le retribuzioni dei propri addetti di circa 100 mila euro per azienda.

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