Prosecco Conegliano Valdobbiadene Docg, meno “chimica” nel nuovo protocollo

Prosecco Docg sempre più sicuro e meno “chimico” nei 15 comuni dell’area Conegliano-Valdobbiadene. Il nuovo protocollo vinicolo 2016, presentato dal presidente del Consorzio, Innocente Nardi, toglie infatti dall’elenco delle circa 50 molecole – comunque autorizzate dalle normative nazionali ed europee – altre sette sigle, oltre alle sette rimosse lo scorso anno, e tutto questo al fine di rendere la coltivazione della vite la più sostenibile possibile in un’area peraltro caratterizzata da una fra le più alte antropizzazioni. L’obiettivo, è stato spiegato, è anche quello di far partecipe la comunità che abita sul territorio della consapevolezza ambientale degli addetti ai lavori e di come questi valori contribuiscano a rendere riconoscibile ed apprezzato nel mondo un prodotto diventato il simbolo della pedemontana trevigiana. A collaborare con il Consorzio al monitoraggio, da alcuni anni, c’è anche l’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpav), la quale, dal 2003, controlla la vendita delle sostanze normalmente usate nella fitosanitaria in ciascuna delle Usl del Veneto. Una molecola chiamata Macozeb, ad esempio, fra le più utilizzate in agricoltura, nelle aree di coltivazione del Prosecco, cioè nelle Usl n. 7 e n. 8, in cinque anni è risultata essere stata acquistata in quantità dimezzate, segnale della buona adesione dei coltivatori alle indicazioni fornite dai disciplinari. (foto: Ansa)

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