IN BREVE
- La Tenuta di San Pietro a Pettine offre cene all’aperto immerse nel paesaggio umbro, con un focus sulla gastronomia locale e stagionale.
- L’esperienza gastronomica si svolge in un contesto naturale, con una vista che cambia al calare del sole.
- Alice Caporicci guida la cucina, valorizzando ingredienti del territorio e tartufi coltivati nelle tartufaie della Tenuta.
- La gestione della Tenuta segue un modello sostenibile, utilizzando risorse locali e piccoli produttori.
- Il bar Tramonti propone cocktail realizzati con ingredienti naturali, creando un’esperienza immersiva nel paesaggio.
Ad agosto la Tenuta di San Pietro a Pettine, a Trevi, propone un’esperienza gastronomica che punta sulla dimensione raccolta e sul legame con il territorio. Al calare del sole, la terrazza panoramica de La Cucina di San Pietro a Pettine accoglie una trentina di ospiti per cene all’aperto immerse nel paesaggio umbro, tra ulivi e colline.
L’obiettivo è offrire un’esperienza lontana dai ritmi della ristorazione tradizionale, in cui il contesto naturale diventa parte integrante del percorso gastronomico. Il passaggio dal tramonto alla sera accompagna la cena, con una vista che cambia insieme alla luce.
UNA TENUTA LEGATA AL TARTUFO DAL 1948
Il ristorante nasce nel 2013 da un progetto di Carlo Caporicci, proprietario della Tenuta e della storica azienda alimentare artigianale di famiglia, attiva nella raccolta e commercializzazione del tartufo dal 1948.
La proprietà si estende su dodici ettari, di cui nove occupati da tartufaie coltivate. A questi si aggiungono circa 2.000 ettari di tartufaie naturali che si sviluppano dal fondovalle fino al Monte Pettino, raggiungendo i 1.500 metri di altitudine.
Questo patrimonio rappresenta la base della proposta gastronomica, costruita su una filiera diretta e sulla disponibilità del tartufo durante tutto l’anno.
LA CUCINA DI ALICE CAPORICCI
Alla guida della cucina c’è Alice Caporicci, classe 1986, rientrata a San Pietro a Pettine dopo esperienze professionali maturate in Italia e nel Regno Unito.
Il suo percorso comprende il lavoro da Cucinaa con Marco Gubbiotti, l’esperienza all’Hotel de Russie di Roma con Fulvio Pierangelini e successivamente nelle cucine londinesi di The Queensbury Deli e Jamie’s Italian.
La proposta gastronomica valorizza ingredienti stagionali e prodotti del territorio. Giardino aromatico, uliveto, bosco e tartufaie della Tenuta forniscono erbe spontanee, aromi, frutti e verdure che entrano nei menu insieme al tartufo, elemento identitario della cucina.
SOSTENIBILITÀ E FILIERA LOCALE
La gestione della Tenuta segue un modello basato sul riutilizzo delle risorse e sulla valorizzazione del territorio. Le potature di querce e ulivi alimentano il braciere, mentre gli scarti del tartufo vengono impiegati per la micorizzazione delle tartufaie. Anche la scelta dei fornitori privilegia piccoli produttori e aziende regionali, con l’obiettivo di sostenere l’economia locale e mantenere un rapporto diretto con la filiera.
APERITIVO SOTTO IL PERGOLATO
L’esperienza può iniziare da Tramonti, il bar situato sotto il pergolato affacciato sulla chiesa, aperto durante la stagione estiva per l’aperitivo.
La carta propone cocktail signature realizzati insieme ai Master Distiller e Mixologist di GreenHeart, preparati utilizzando quattro etichette proprietarie: Amaro Ardelio, Gin Callidus, Aperitivo Audere e Bitter Furium. I prodotti sono realizzati con metodi naturali e senza additivi, coloranti o aromi artificiali.
Le serate di agosto diventano così un’occasione per vivere la Tenuta tra cucina, panorama e prodotti del territorio, in una formula che punta su pochi coperti e su un’esperienza immersa nel paesaggio umbro.
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