Vendemmia 2026 Abruzzo rese ridotte e bloccaggio per Montepulciano e Pecorino. La decisione del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo

Vendemmia 2026 Abruzzo, rese ridotte. Bloccaggio Montepulciano e Pecorino

IN BREVE
  • La Giunta regionale ha approvato misure per la vendemmia 2026 in Abruzzo, mirando a riequilibrare domanda e offerta.
  • Per il Montepulciano d’Abruzzo Doc, la resa massima scende da 150 a 135 quintali per ettaro, con parte della produzione bloccata fino al 2028.
  • La produzione di Pecorino Igt Terre d’Abruzzo sarà soggetta a bloccaggio se eccede 140 quintali per ettaro, con scadenza a settembre 2027.
  • Si rinvia a settembre la decisione sulle nuove iscrizioni dei vigneti destinati a Montepulciano d’Abruzzo e Igt Terre d’Abruzzo, attraverso un tavolo di concertazione.
  • Il presidente del Consorzio evidenzia che le misure sono necessarie per preservare l’equilibrio del mercato e il valore dei vini abruzzesi.

Rese ridotte e bloccaggio amministrativo di parte della produzione per la vendemmia 2026 in Abruzzo. La Giunta regionale ha approvato le misure proposte dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo per Montepulciano d’Abruzzo Doc e Pecorino Igt Terre d’Abruzzo/Terre Abruzzesi. L’intervento punta a riequilibrare domanda e offerta e a contenere gli effetti delle elevate giacenze sui prezzi.

Al 31 maggio 2026 risultavano ancora presenti in cantina 1.084.336 ettolitri di Montepulciano d’Abruzzo Doc. Le scorte di Pecorino raggiungevano invece circa 240 mila ettolitri considerando tutte le tipologie. Oltre la metà del volume era riferita all’Igt Terre d’Abruzzo.

MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOC, RESA RIDOTTA A 135 QUINTALI PER ETTARO

Per il Montepulciano d’Abruzzo Doc la resa massima passa da 150 a 135 quintali per ettaro. La produzione liberamente rivendicabile è fissata a 110 quintali. I restanti 25 quintali per ettaro confluiranno nella riserva vendemmiale e resteranno sottoposti a bloccaggio fino al 30 giugno 2028.

La misura interviene sulla quantità destinabile alla denominazione senza eliminare dal vigneto l’intero margine produttivo previsto. Una parte dell’uva viene accantonata e potrà essere gestita successivamente sulla base dell’andamento del mercato e delle decisioni adottate per la denominazione.

PECORINO IGT TERRE D’ABRUZZO, STOCCAGGIO FINO A SETTEMBRE 2027

Per il Pecorino Igt Terre d’Abruzzo/Terre Abruzzesi la rivendicabilità massima è stabilita in 140 quintali per ettaro. La produzione eccedente, compresa tra 140,01 e 220 quintali per ettaro, sarà bloccata e posta in stoccaggio fino al 30 settembre 2027.

Il termine potrà essere prorogato su richiesta del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo. Anche in questo caso l’obiettivo dichiarato è governare la disponibilità di prodotto in una fase segnata da giacenze consistenti, limitando la pressione sui listini e sul reddito delle aziende vitivinicole.

NUOVI VIGNETI, DECISIONE RINVIATA AL TAVOLO DI SETTEMBRE

La Giunta non si è invece pronunciata sulla proposta di sospendere per tre anni le nuove iscrizioni dei vigneti destinati a Montepulciano d’Abruzzo e Igt Terre d’Abruzzo/Terre Abruzzesi. L’esame è stato rinviato a settembre, quando sarà convocato uno specifico tavolo di concertazione.

Al confronto parteciperanno il Consorzio, le principali organizzazioni professionali agricole, i rappresentanti del sistema cooperativo e la Regione Abruzzo. Quest’ultima dovrà recepire con un proprio provvedimento le decisioni condivise dal comparto.

«Le decisioni assunte sono il risultato di un percorso di confronto approfondito con il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo e con i rappresentanti dell’intera filiera vitivinicola». Lo ha spiegato il vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente, indicando tra le priorità la tutela del reddito dei produttori e del valore delle denominazioni.

CONSORZIO VINI D’ABRUZZO: EVITARE UNA CONTRAZIONE DEI PREZZI

Sulle nuove iscrizioni, Imprudente ha aggiunto: «Anche sul tema delle nuove iscrizioni ai vigneti intendiamo proseguire il confronto attraverso il tavolo di concertazione che sarà convocato a settembre, perché scelte così strategiche devono maturare con il contributo di tutti gli attori coinvolti».

Il presidente del Consorzio Vini d’Abruzzo, Alessandro Nicodemi, ha ricondotto il provvedimento alla necessità di «preservare l’equilibrio del mercato ed evitare una significativa contrazione dei prezzi, in particolare del Montepulciano d’Abruzzo Doc». Secondo il Consorzio, un eccesso di disponibilità potrebbe incidere sulla redditività delle imprese regionali e sul valore raggiunto dai vini abruzzesi nei mercati nazionali e internazionali.

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