Taverna 41, dieci anni e una nuova sala sul lungomare di Civitanova Marche

Taverna 41, dieci anni e una nuova sala sul lungomare di Civitanova Marche

IN BREVE
  • Taverna 41 celebra dieci anni di attività con l’ampliamento di una nuova sala di 120 metri quadrati progettata da Simone Cimadamore.
  • Il nuovo ambiente è luminoso e aperto, integrandosi con il verde circostante e migliorando l’esperienza culinaria.
  • Andrea Cimadamore continua a guidare la cucina, facendo leva sulla tradizione marchigiana, combinata con creatività e qualità delle materie prime.
  • L’architettura della nuova sala punta sulla trasparenza e continuità, con elementi distintivi come un grande oblò circolare e travi in legno.
  • Il menu offre piatti che celebrano la tradizione familiare, come tagliatelle al ragù e specialità marine, rafforzando il legame con il territorio.

Dieci anni dopo l’apertura, Taverna 41 amplia i propri spazi con una nuova sala di 120 metri quadrati sul lungomare di Civitanova Marche. Il progetto, realizzato nel 2025 per celebrare il decimo anniversario del ristorante, porta la firma dell’architetto Simone Cimadamore, componente di RADarchitetture e membro della famiglia che da oltre quarant’anni opera nella ristorazione.

L’ampliamento nasce con l’obiettivo di accompagnare una nuova fase del locale senza interrompere il rapporto con la sua storia. Il nuovo ambiente è più aperto e luminoso e stabilisce una relazione diretta tra la sala, il verde circostante e gli spazi esterni. Un intervento che coinvolge quindi non solo l’architettura, ma anche il modo di vivere la cucina e l’ospitalità di Taverna 41.

LA STORIA DELLA FAMIGLIA CIMADAMORE

Le origini della famiglia Cimadamore nella ristorazione risalgono al 1983, quando Caterina e Maurizio trasformano la passione per l’ospitalità e la cucina in una professione. Negli anni seguono diverse esperienze nel settore, accomunate dalla ricerca della qualità, dalla cura del cliente e dall’aggiornamento costante.

Nel 2015 nasce Taverna 41, progetto che raccoglie questa esperienza. Dieci anni dopo, Caterina e Maurizio continuano a guidare il ristorante insieme al figlio Andrea Cimadamore, chef alla guida della proposta gastronomica.

La cucina di Andrea combina tecnica, creatività e attenzione alle materie prime. La tradizione marchigiana resta il punto di partenza di una proposta contemporanea, costruita attraverso ricerca e innovazione.

Anche il progetto architettonico nasce dalla famiglia. Simone Cimadamore, architetto di RADarchitetture, ha progettato la nuova sala, inserendola nel percorso di evoluzione del ristorante.

LA NUOVA SALA TRA INTERNO ED ESTERNO

La nuova sala misura 120 metri quadrati e si affaccia sul verde del contesto circostante. L’architettura punta sulla trasparenza e sulla continuità con gli spazi esistenti. La struttura portante e il coronamento sono in acciaio verniciato verde. Gli infissi a libro permettono di aprire completamente il perimetro, creando un passaggio più fluido tra interno ed esterno.

La copertura è caratterizzata da travi alveolari dello stesso colore e da pannelli in legno di abete massello. Il legno introduce una componente più calda all’interno di un ambiente dal disegno contemporaneo.

Tra gli elementi distintivi c’è un grande oblò circolare che incornicia il paesaggio esterno. Il motivo ritorna nelle travi e nel tavolo custom made, con base cilindrica in ferro e piano in legno di noce.

ARREDI E MEMORIA DEL RISTORANTE

Il progetto degli interni mette in relazione elementi contemporanei e oggetti legati alla storia di Taverna 41. Il pavimento color terra richiama il contesto naturale e prosegue nel camminamento esterno. Le sedute in pelle chiara contribuiscono alla luminosità della sala, mentre il legno della copertura aggiunge calore.

Tra gli elementi della memoria ci sono una madia centrale decorata in stile veneziano, una libreria in legno del XIX secolo e un’opera contemporanea dell’artista Dadimani.

Anche l’illuminazione segue il disegno architettonico. I faretti incassati forniscono una luce puntuale, mentre le linee LED seguono il ritmo delle travi. Le lampade Tolomeo completano l’ambiente con una soluzione più domestica e flessibile.

All’esterno sono stati mantenuti gli elementi del paesaggio esistente e i percorsi pedonali. Sono state inoltre inserite nuove essenze vegetali coerenti con l’ambiente marittimo, con la funzione di creare un filtro tra area privata e spazio pubblico.

LA CUCINA DI ANDREA CIMADAMORE

Il rinnovamento degli spazi non cambia il ruolo centrale della cucina. Andrea Cimadamore continua a costruire la proposta gastronomica di Taverna 41 attorno alla tradizione marchigiana, alla materia prima e al rapporto con il territorio.

La cucina si sviluppa lungo due direttrici: la terra e il mare Adriatico. Tra i piatti legati alla memoria familiare ci sono le tagliatelle fatte a mano al ragù tradizionale, preparate secondo la ricetta della nonna Mimi. A questa espressione della tradizione si affiancano piatti come gli spaghetti cacio, pepe e tartufo e i ravioloni ripieni di bufala, funghi, pomodorini arrostiti e salsa al prezzemolo.

La componente marina trova spazio nelle tartare e nei crudi, con una ricerca sugli abbinamenti e sulla materia prima. Per la cucina di terra, invece, la fiorentina e la costata di scottona marchigiana rappresentano alcune delle proposte più identitarie.

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