Taglio delle rese e stoccaggio per riequilibrare l’offerta del Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc in vista della vendemmia 2026. Le misure sono state approvate dall’assemblea dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), consorzio che riunisce 16 denominazioni, e trasmesse il 6 agosto alla Regione Marche.

Verdicchio dei Castelli di Jesi 2026: taglio delle rese e stoccaggio

IN BREVE
  • Il taglio delle rese per il Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc comporta il limite produttivo a 110 quintali di uva per ettaro.
  • Il nuovo stoccaggio delle uve oltre la soglia è previsto fino al 30 giugno 2027 per riequilibrare l’offerta.
  • L’obiettivo è contenere le giacenze e migliorare la dinamica dei prezzi lungo la filiera vinicola marchigiana.
  • Nel primo semestre del 2026, l’imbottigliato è aumentato del 2,7%, mentre il mercato retail italiano ha mostrato un calo contenuto.
  • La strategia comprende gestione prudenziale dell’offerta e promozione coordinata dei vini marchigiani, con campagne di almeno quattro anni.

Taglio delle rese e stoccaggio per riequilibrare l’offerta del Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc in vista della vendemmia 2026. Le misure sono state approvate dall’assemblea dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), consorzio che riunisce 16 denominazioni, e trasmesse il 6 agosto alla Regione Marche.

La proposta prevede la proroga del limite produttivo a 110 quintali di uva per ettaro, rispetto ai 140 quintali consentiti dal disciplinare. Le uve ottenute oltre questa soglia, fino a un massimo di 21 quintali per ettaro, dovrebbero essere sottoposte a stoccaggio fino al 30 giugno 2027.

VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI, GIACENZE IN AUMENTO DOPO LA VENDEMMIA 2025

La decisione riguarda una denominazione che rappresenta uno dei principali comparti del vino marchigiano, con circa 90 mila ettolitri imbottigliati ogni anno. L’intervento punta a contenere le giacenze, aumentate anche in seguito all’abbondante vendemmia 2025, e a favorire un andamento più equilibrato dei prezzi lungo la filiera.

«Il quadro del comparto richiede particolare attenzione sia a livello nazionale che regionale – ha detto il presidente Imt, Michele Bernetti – per questo siamo particolarmente soddisfatti per le scelte di responsabilità operate dall’Assemblea. L’obiettivo è contenere un livello delle giacenze cresciuto molto anche dopo la ricca vendemmia 2025, e contestualmente puntare a una corretta dinamica dei prezzi e alla salvaguardia – a tutti i livelli – della filiera. Siamo consapevoli di avere un vino contemporaneo, di qualità e in grado di competere sui mercati nazionali e internazionali; in questo senso accogliamo con favore il recente ingresso di nuovi operatori sul nostro territorio».

IMBOTTIGLIAMENTO A +2,7% NEL PRIMO SEMESTRE 2026

Secondo Imt, alcuni indicatori commerciali mostrano una sostanziale tenuta della denominazione. Nel primo semestre del 2026 l’imbottigliato è cresciuto del 2,7%, mentre sul mercato retail italiano è stato registrato un calo definito contenuto.

La strategia dovrebbe svilupparsi su due fronti: gestione prudenziale dell’offerta e promozione coordinata dei vini marchigiani. Sul primo versante, Imt valuta anche interventi di carattere strutturale. Sul secondo propone una campagna unitaria con una durata di almeno quattro anni.

CASTELLI DI JESI DOC: 1.900 ETTARI E 13 MILIONI DI BOTTIGLIE

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi conta quasi 1.900 ettari rivendicati in un territorio che comprende 25 comuni. La produzione supera i 103 mila ettolitri, imbottigliati per il 90%, per un totale di circa 13 milioni di bottiglie. La filiera comprende 338 viticoltori e 129 produttori.

La quota destinata all’export raggiunge il 51%. Il 76% delle esportazioni è diretto verso i mercati europei. Regno Unito, Paesi Bassi, Stati Uniti, Germania e Svezia rappresentano i principali sbocchi in termini di valore.

Cresce inoltre la presenza sui mercati asiatici, con il Giappone in primo piano. Un andamento che compensa in parte le difficoltà riscontrate negli Stati Uniti. Imt ha infine invitato le altre denominazioni consortili a convocare assemblee separate per valutare eventuali misure destinate a limitare le rispettive giacenze.

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