IN BREVE
- Radacini Wines ha lanciato i primi vini moldavi certificati con la DOP Dealul Craveț, tra cui Aparté Sauvignon Blanc e Aparté Chardonnay 2025.
- La DOP comprende i villaggi di Budăi e Crăsnășeni e richiede che le uve provengano esclusivamente da quest’area delimitata.
- Le varietà ammesse includono Sauvignon Blanc, Chardonnay, Fetească Albă e molte altre, insieme a categorie di spumante.
- Questo nuovo livello della DOP rappresenta uno strumento di differenziazione per il vino della Moldova, avvicinandosi agli standard europei.
- Radacini è la prima azienda ad utilizzare commercialmente la certificazione DOP, ma non è l’unica autorizzata.
Il vino della Moldova mette a fuoco l’origine. Radacini Wines ha presentato Aparté Sauvignon Blanc 2025 e Aparté Chardonnay 2025, le prime etichette commercializzate con la DOP Dealul Craveț. Si tratterebbe dei primi vini moldavi certificati e portati sul mercato nell’ambito dell’attuale sistema delle Denominazioni di origine protetta, armonizzato alla normativa europea.
Il lancio è avvenuto a Budăi, nel distretto di Telenești, tra i vigneti dai quali provengono le uve. Un passaggio significativo nel processo di trasformazione del vino moldavo già raccontato da Winemag: dall’identità nazionale e dalle grandi regioni vitivinicole alla delimitazione di microzone più ristrette e verificabili.
SAUVIGNON BLANC E CHARDONNAY APRONO LA DOP
I due vini bianchi secchi appartengono alla nuova collezione Aparté di Radacini. Sono entrambi monovarietali dell’annata 2025 e riportano in etichetta la DOP Dealul Craveț. La gamma Aparté comprende anche due rossi, Ancellotta e Bastardo Magaraciski, presentati come «selezioni speciali» ma privi della denominazione.
La scelta di inaugurare la DOP con Sauvignon Blanc e Chardonnay conferma il peso delle varietà internazionali nella produzione moldava. Ma cambia il modo di comunicarle. Il vitigno non è più l’unico elemento riconoscibile: viene affiancato dal nome di un luogo delimitato, sottoposto a un disciplinare e a un sistema di tracciabilità.
DOVE SI TROVA DEALUL CRAVEȚ
La DOP comprende i territori dei villaggi di Budăi e Crăsnășeni, nel distretto di Telenești, nella parte centrale della Repubblica di Moldova. Il nome richiama la collina di Craveț, attorno alla quale i vigneti disegnano una sorta di anfiteatro aperto verso sud.
Secondo il disciplinare di Dealul Craveț, le vigne si trovano prevalentemente tra 120 e 210 metri di altitudine. Le esposizioni a sud, sud-est e sud-ovest favoriscono la maturazione, mentre i boschi presenti sul versante nord-orientale limitano l’impatto delle masse d’aria fredda e il rischio delle gelate tardive.
La zona registra circa 451 millimetri di pioggia all’anno e tra 2.100 e 2.200 ore di sole. I terreni sono leggeri, ben aerati e caratterizzati da una produttività contenuta. Il disciplinare fissa una resa massima di 10 tonnellate di uva per ettaro e vieta di assemblare i vini DOP con prodotti provenienti da altre regioni o dall’estero.
La denominazione non è limitata a Sauvignon Blanc e Chardonnay. Tra le varietà ammesse figurano anche Fetească Albă, Fetească Regală, Floricica, Viorica, Legenda, Riton, Pinot Gris. E ancora: Riesling, Chenin Blanc, Pinot Noir, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. La DOP contempla inoltre diverse categorie di spumante.
DALLA REGIONE ALLA MICROZONA
Negli ultimi anni il sistema moldavo dei vini a origine controllata si è sviluppato soprattutto attorno alle tre grandi IGP Codru, Ștefan Vodă e Valul lui Traian. La DOP Dealul Craveț introduce un livello geografico molto più ristretto.
Nel modello europeo, la differenza tra DOP e IGP riguarda soprattutto l’intensità del legame con il territorio. Per un vino DOP, le uve devono provenire esclusivamente dalla zona delimitata. Per un vino IGP la soglia europea è invece fissata ad almeno l’85%.
Per la Moldova, la nuova denominazione rappresenta quindi uno strumento di differenziazione. Alla varietà, allo stile e al marchio aziendale si aggiunge un’origine circoscritta, controllabile dalla vigna alla bottiglia. Un’evoluzione coerente con il progressivo avvicinamento del settore vitivinicolo moldavo agli standard dell’Unione europea.
IL PRIMATO DI RADACINI E LE DENOMINAZIONI STORICHE
Il primato rivendicato da Radacini richiede tuttavia una precisazione. Dealul Craveț è stata registrata in Moldova il 28 maggio 2022. Nel febbraio 2023 l’Agenzia statale per la proprietà intellettuale AGEPI ha consegnato i certificati per l’utilizzo della denominazione a tre imprese: Clasicvinagro, Ducates Grup e Radacini Wines. Radacini non è quindi l’unica azienda autorizzata, ma la prima ad avere trasformato la certificazione in un lancio commerciale.
Le denominazioni di origine, inoltre, non erano completamente assenti dalla storia vinicola del Paese. Ciumai e Romănești appartengono al precedente sistema moldavo e risultavano già protette nel territorio dell’Unione europea prima del riconoscimento, nel 2016, delle IGP Codru, Ștefan Vodă e Valul lui Traian, come documentato dalla stessa AGEPI.
La novità riguarda dunque i primi vini immessi sul mercato nel quadro dell’attuale sistema DOP moldavo, costruito secondo criteri più vicini a quelli europei. Con Dealul Craveț, il nome di una microzona entra concretamente in etichetta. La prossima verifica sarà nel calice: capire se alla maggiore precisione giuridica dell’origine corrisponderà una differenza altrettanto riconoscibile nei vini.






