Una nuova cantina-albergo produce Piwi vicino aeroporto Milano-Malpensa è Terradesa enologo mario falcetti con i suoi vitigni resistenti e tre camere per ospiti oggi inaugurazione

Una cantina-albergo produce Piwi vicino all’aeroporto Milano Malpensa

IN BREVE
  • Terradesa ha inaugurato oggi la propria cantina a Cassano Magnago, presentando in anteprima i vini da vitigni Piwi resistenti alle malattie fungine.
  • La vendemmia 2025 prevede circa 800 bottiglie, con un bianco da Solaris, uno spumante da Souvignier Gris e un rosso da Kanthus.
  • Il progetto è guidato dall’enologo Mario Falcetti, ex Contadi Castaldi e Quadra Franciacorta.
  • Terradesa punta anche all’ospitalità con tre camere e degustazioni tematiche che completano l’offerta enoturistica.
  • L’ospitalità si rivolge anche ai viaggiatori d’affari e turisti che ogni anno transitano numerosi dall’aeroporto di Milano Malpensa.

Terradesa inaugura la cantina a Cassano Magnago, vicino all’aeroporto di Milano Malpensa, e presenta in anteprima i primi vini da vitigni Piwi, resistenti alle principali malattie fungine della vite. Il taglio del nastro è avvenuto questa mattina in via Valdarno 31, a Cassano Magnago (Varese). Il progetto affianca alla produzione enologica l’ospitalità tra i filari: tre le camere, ottenute in un edificio finemente ristrutturato. A guidare le vinificazioni è Mario Falcetti, già enologo di Contadi Castaldi e Quadra Franciacorta.

La vendemmia di esordio, la 2025, vale al momento circa 800 bottiglie potenziali complessive. Quantità da microvinificazione, che consentono però di leggere le prime caratteristiche delle uve e le direzioni del progetto: un bianco fermo da Solaris, uno spumante da Souvignier Gris e Prior e un rosso da Kanthus.

Gli altri Piwi sono Johannitter e Charvir ed entreranno a regime entro la prossima vendemmia. Uve ottenute dall’incrocio tra varietà di Vitis vinifera e altre specie di vite dotate di resistenza alle principali malattie fungine. Tanto da consentire di ridurre i trattamenti in vigneto e di produrre vini dal minore impatto ambientale.

TERRADESA, I PIWI DI CASSANO MAGNAGO CON MARIO FALCETTI

Dietro Terradesa ci sono Erica Battaglioli e il marito Carlo Cioci, protagonisti di un progetto familiare che Winemag aveva raccontato al debutto, nel giugno 2025. Il cuore dell’attività è il vigneto di Cassano Magnago, disegnato a forma di esagono e suddiviso tra le 6 varietà resistenti. A questo si affiancano le vigne di Mezzomerico, nelle Colline Novaresi, da cui provengono altri vini da uve tradizionali come Erbaluce, Nebbiolo, Barbera e Vespolina.

A Cassano Magnago, per l’esattezza a 20 minuti dall’aeroporto di Milano-Malpensa, il lavoro è ancora nella fase di primo approccio alle potenzialità dei Piwi. Quattro varietà hanno fornito uva sufficiente per queste prime vinificazioni. Le altre due devono ancora raggiungere quantità adeguate. La prospettiva è una produzione comunque contenuta, nell’ordine di 3-5 mila bottiglie a regime.

L’enologo Mario Falcetti porta nel Varesotto – sua terra d’origine – anche l’esperienza maturata sugli spumanti. E proprio le basi destinate alla presa di spuma offrono alcuni degli spunti più interessanti dell’anteprima. L’obiettivo dichiarato del progetto è lavorare soprattutto sugli assemblaggi in funzione dell’annata, lasciando che siano le caratteristiche delle uve a suggerire le combinazioni.

SOLARIS 2025: AGRUMI, FRUTTO TROPICALE E FRESCHEZZA

Il Solaris, raccolto il 4 agosto e ancora sulle fecce fini al momento dell’assaggio, è destinato all’imbottigliamento in purezza. Il naso è già pulito e definito: ananas, frutta gialla, pera matura e mela, accompagnati da ricordi agrumati e floreali. Il sorso conferma il profilo olfattivo, con uno sviluppo lineare, scandito soprattutto dagli agrumi e dalla freschezza.

«È la pietra miliare dei vitigni resistenti Piwi – osserva Falcetti – su cui potersi confrontare con molti territori, essendo già piuttosto diffuso». I dati restituiscono un vino da 12,9% di alcol, con acidità di 9,3 g/l e pH inferiore a 3. Una dotazione che porta l’enologo a valutare anche un possibile imbottigliamento senza solfiti aggiunti: un’ipotesi di lavoro, ancora da confermare.

SOUVIGNIER GRIS E PRIOR: LE PRIME BASI SPUMANTE

Vendemmia il 13 agosto per il Souvignier Gris, che al naso appare più gentile del Solaris, orientato sulla frutta gialla, con una componente aromatica di erbe della macchia mediterranea e lavanda. Il profilo olfattivo introduce una base spumante davvero promettente, sostenuta da 11,4% di alcol, 11,8 g/l di acidità e pH 2,87. La fermentazione si è svolta dal 15 al 26 agosto.

Alla cuvée contribuirà il Prior, raccolto nella stessa giornata. Il richiamo al Pinot Nero, presente nella sua genealogia, introduce un campione segnato da tanta rosa, una sfumatura speziata e agrumi che ricordano mandarino e pomelo. L’alcol si ferma all’11,05%, con 9,15 g/l di acidità e pH 2,96. L’assemblaggio con Souvignier Gris è destinato a uno spumante dal colore appena rosato. «Un demirosé», scherza Falcetti.

KANTHUS 2025: FRUTTO, ERBE AROMATICHE E TANNINO MATURO

Il Kanthus, vendemmiato il 10 agosto e fermentato tra l’11 e il 19, offre frutti di bosco, spezie, timo e salvia: tanta balsamicità. Il naso si allarga a richiami inattesi di frutta a polpa bianca e litchi. In bocca conserva una buona acidità, che accompagna la componente fruttata senza coprirla, mentre il tannino appare già maturo.

I valori indicati sono 11,4% di alcol, 7 g/l di acidità e pH 3,4. È previsto un affinamento in legno non tostato, con imbottigliamento tra oltre un anno. Per Solaris e basi spumante il programma indica invece la primavera, rispettivamente per l’imbottigliamento e il tiraggio.

TRE CAMERE TRA I FILARI: L’OSPITALITÀ DI TERRADESA

L’ospitalità si inserisce nel progetto di enoturismo di Terradesa. Le tre camere sono ricavate in un edificio Liberty ristrutturato, immerso nel verde e affacciato sul vigneto esagonale della tenuta. L’accoglienza si rivolge anche a chi viaggia per lavoro, oltre che a chi cerca un soggiorno tranquillo.

Alle camere si affiancano le degustazioni con prodotti del territorio. Un completamento elegante all’esperienza della nuova cantina di Cassano Magnago, che punta a farsi conoscere sempre più a livello locale, ma anche dai 31 milioni di passeggeri che ogni anno transitano dall’aeroporto di Milano-Malpensa.

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