IN BREVE
- L’Ucraina si riconferma un mercato interessante per il vino internazionale, con segnali di ripresa post-2022.
- Nel 2025, le importazioni di vino in Ucraina hanno raggiunto 115,6 milioni di euro, con l’Italia come primo fornitore.
- I consumatori ucraini preferiscono vini europei di fascia premium, con un forte apprezzamento per le denominazioni italiane.
- La rete distributiva evolve, favorendo la modernizzazione e l’importanza dei supermercati nelle grandi città.
- Nonostante le sfide geopolitiche, l’Ucraina continua a presentare opportunità per i produttori di vino europei.
L’Ucraina torna a essere un mercato interessante per il vino internazionale. Dopo il crollo registrato nel 2022, all’inizio dell’invasione della Russia, consumi e importazioni mostrano segnali di stabilizzazione già nel 2023 e una ripresa più solida nel 2024 e 2025. A indicarlo è il rapporto «Wine Market Overview – Kyiv, Ukraine» del Foreign Agricultural Service del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda), secondo cui il mercato ha «fortemente recuperato» nel biennio 2023-2024 e ha continuato a crescere nel 2025.
L’Usda ricorda come, nei momenti più duri del conflitto, restrizioni alla vendita di alcolici e chiusure prolungate dell’Horeca abbiano ridotto drasticamente il mercato. L’alleggerimento di tali misure e il graduale miglioramento del quadro economico hanno favorito la ripartenza. Il consumo pro capite è in aumento e la classe media urbana rimane il motore principale della domanda, con preferenze che si spostano verso vini secchi e stili occidentali. Soprattutto tra i consumatori più giovani.
DATI QUANTITATIVI E STRUTTURA DEL MERCATO del vino in ucraina
Secondo le elaborazioni di Stats.wine, nel 2024 la produzione di vino in Ucraina è stata pari a 0,73 milioni di ettolitri (circa 97,3 milioni di bottiglie) a fronte di un consumo interno di 0,94 milioni di ettolitri. I vigneti coprono circa 30,2 mila ettari e la popolazione è stimata in 37,94 milioni di abitanti. Il dato conferma il ruolo strutturale delle importazioni nel coprire il fabbisogno del mercato interno.
Sul fronte del commercio estero più recente, le importazioni di vino in Ucraina hanno raggiunto 115,6 milioni di euro nei primi otto mesi del 2025, in crescita del 4,69% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un dato confermato anche dall’Agenzia Ice, che per il periodo gennaio–settembre 2025 indica un valore complessivo delle importazioni di 132,2 milioni di euro, in aumento del 5,89% su base annua.
Nel 2020, l’ex Repubblica sovietica ha importato vino per un valore di circa 147 milioni di dollari dalla sola Unione europea, con dazi all’importazione – poi sospesi nel 2021 – compresi tra 0,3 e 0,4 euro al litro. Il quadro che emerge oggi è quello di un mercato che ha assorbito lo shock del 2022. E che, pur in un contesto ancora segnato dalla guerra, mostra una domanda stabile e in lenta espansione nei segmenti di qualità medio e medio-alta. In particolare per i vini europei.
CRESCE LA QUOTA DEI VINI IMPORTATI
La concorrenza sul mercato ucraino resta dominata dai produttori europei. Secondo i dati più recenti, l’Italia è il primo fornitore estero di vino in Ucraina: nei primi otto mesi del 2025 le importazioni di vino italiano hanno raggiunto 46,88 milioni di euro, in crescita del 5,28% anno su anno, per una quota di mercato pari al 40,55%.
Un’ulteriore rilevazione Ice su base gennaio–settembre 2025 conferma il primato italiano, con 53,92 milioni di euro di vino importato e una market share del 40,79%. Francia e Spagna seguono a distanza, con quote rispettivamente del 16,43% e del 12,63%. Nel complesso, quasi il 70% delle importazioni ucraine di vino in valore nei primi nove mesi del 2025 è riconducibile al trio Italia–Francia–Spagna.
In parallelo cresce anche il segmento degli sparkling e, in generale, dei vini importati dall’Unione europea, che beneficiano di logistica relativamente stabile e di accordi commerciali favorevoli. I vini spumanti e frizzanti, in particolare, risultano in avanzata sul mercato urbano e nelle occasioni festive, come confermano le statistiche internazionali sulle importazioni ucraine di Champagne e sparkling wine, dominate da Italia, Spagna e Francia.
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STATI UNITI: EXPORT IN FORTE RIPRESA in ucraina
Sul fronte extra-Ue, l’Usda segnala una forte ripresa delle esportazioni statunitensi. Dopo il crollo del 2022, l’export di vino dagli Stati Uniti verso l’Ucraina ha superato 1,1 milioni di dollari nel 2024, con una crescita del 40% nei primi cinque mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il rapporto descrive i vini Usa come ben rappresentati sia nella grande distribuzione organizzata sia nelle enoteche specializzate, dove condividono una nicchia con gli altri vini del “nuovo mondo”, in concorrenza con i tradizionali importatori europei. Pur partendo da quote di mercato ancora modeste, i vini americani hanno raddoppiato la propria market share nell’ultimo decennio, collocandosi soprattutto nel segmento premium, meno sensibile al prezzo e più ricettivo verso proposte non convenzionali.
DISTRIBUZIONE E PRINCIPALI IMPORTATORI di vino in ucraina
La distribuzione del vino in Ucraina si articola fra moderna distribuzione e canali specializzati. L’Usda segnala la presenza di grandi operatori di importazione e distribuzione, fra cui Wine Bureau LLC, indicata come uno dei maggiori importatori di vino del Paese. L’azienda, attiva anche nel retail con il marchio Good Wine, si definisce oggi come uno dei principali importatori diretti di vino in Ucraina, con un portafoglio che include anche spirits, craft beer e prodotti gourmet.
Accanto a Wine Bureau operano altri player nazionali specializzati nella distribuzione di vino e spirits, come Premiumwine PLC, importatore e grossista con base a Kiev, che tratta marchi internazionali di fascia medio-alta e alta. Il quadro dei “top importer” è oggetto di monitoraggio da parte di società di consulenza come Pro-Consulting, che analizzano le quote dei principali operatori retail sul mercato del vino ucraino, ma i dati di dettaglio restano per lo più disponibili in rapporti a pagamento.
Nel complesso, la rete distributiva mostra un’evoluzione verso formati moderni, con un ruolo crescente dei supermercati nelle grandi città e la permanenza di canali specializzati per le fasce medio-alte e per le etichette di importazione.
OPPORTUNITÀ PER L’ITALIA E PER L’UE IN UCRAINA
Per i produttori italiani ed europei, l’Ucraina si conferma un mercato strategico nonostante il contesto geopolitico. I dati disponibili indicano una domanda in crescita per i vini importati, con le importazioni totali salite a 115,6 milioni di euro nei primi otto mesi del 2025 e con l’Italia stabilmente sopra il 40% di quota.
Le analisi diffuse da Vinetur sottolineano come i consumatori ucraini continuino a cercare in particolare vini europei di fascia “premium”, con un apprezzamento consolidato per le denominazioni italiane, soprattutto nelle aree urbane. La forza del vino italiano in Ucraina sembra poggiare su tre elementi: reputazione delle denominazioni, continuità di approvvigionamento e rete distributiva strutturata (supportata anche da eventi promozionali e da attività dei consorzi).
In assenza di dati pubblici di dettaglio per fasce di prezzo, le fonti consultate convergono nel segnalare uno spazio crescente per le etichette di fascia media e medio-alta, mentre i segmenti di ingresso sono presidiati in parte dalla produzione locale e da origini a più basso costo.
In questo contesto, l’Usda individua margini di crescita per i vini del “nuovo mondo”, Stati Uniti inclusi. Ma sottolinea come la concorrenza dei produttori europei resti centrale, in particolare sul versante di Italia, Francia e Spagna, che oggi coprono quasi sette euro su dieci delle importazioni ucraine di vino.






