L’altro volto della guerra Russia-Ucraina: cresce il business del vino in Polonia

Varsavia e Cracovia invase da clienti facoltosi a caccia di vini premium: «Effetti su tutti i Paesi dei Carpazi»

L'altro volto della guerra Russia-Ucraina cresce il business del vino in Polonia Łukasz Ostrowski, Katarzyna Solańska, Michał Solański Momento d’oro per gli operatori Horeca in Polonia. Importatori e distributori di vino delle principali città polacche stanno incrementando il giro d’affari sino al 40%, grazie all’arrivo in città di nuovi clienti facoltosi, soprattutto dall’Ucraina. È l’altro volto della guerra scatenata dalla Russia. Si tratta infatti di emigrati benestanti, che hanno scelto di trasferirsi in Polonia in attesa del ritorno della pace in madrepatria.

Una destinazione vicina, in un Paese che si è dimostrato sin da subito accogliente. Lo dimostra l’elevato numero di profughi ucraini a cui ha dato il benvenuto il governo guidato da Mateusz Morawiecki. Circa 3 milioni dall’inizio del conflitto.

Secondo autorevoli fonti di winemag.it, le vendite di vini premium nelle principali città polacche è un fenomeno che cambierà volto al settore. Un trend destinato ad avere ripercussioni sull’indotto del vino in Polonia e sulle dinamiche commerciali dell’intero areale vitivinicolo dei Carpazi.

«ENTRANO E CHIEDONO CHABLIS: UNA NOVITÀ»

‌Łukasz Ostrowski si occupa delle vendite per Wino by Best Selection, marchio dello storico colosso danese Amka Comporate. «A Varsavia – spiega a winemag.it – abbiamo registrato una vera e propria impennata nella vendita di vini poco richiesti sino a poche settimane fa. Tutti della fascia premium e super premium».

È ormai un dato di fatto l’arrivo in città di numerosi ucraini, che non hanno certo problemi di “portafogli”. Hanno tutti le idee molto chiare. Le richieste più frequenti sono quelle di vini francesi, in particolare di Chablis.

Sanno quanto vogliono spendere e cosa comprare, ancor prima di entrare in enoteca. Un segmento di clientela molto diverso da quello a cui siamo abituati a Varsavia, concentrato su vini economici, polacchi ma anche italiani».

A breve, Łukasz Ostrowski passerà a un’altra società di importazione, la Mielżyński Wine and Spirits di Varsavia. «Mi aspetto di veder consolidato questo trend anche nella nuova azienda – conclude – dal momento che si tratta di uno degli importatori polacchi di fine wines con il migliore assortimento di vini internazionali».

CRACOVIA COME VARSAVIA: BOOM DI VINI PREMIUM

Cambia la città ma non cambia il registro, in Polonia. Katarzyna Solańska è una giornalista, sommelier, wine blogger (K8K.pl), co-proprietaria della Szkoła Sommelierów e Salon Degustacyjny, manager del wineshop WineLAB di Cracovia e partner dell’importatore Rafa Wino. È anche vicepresidente dell’associazione Kobiety I WinoWomen & Wine, l’associazione delle Donne del Vino della Polonia.

«L’incremento del giro d’affari del wineshop che dirigo a Cracovia – rivela a winemag.it – si aggira attorno al 40%. Corrisponde, di fatto, alla percentuale di nuovi clienti, il più delle volte facoltosi, trasferitisi dall’Ucraina sin dai primi giorni dall’inizio della guerra con la Russia».

La crescita riguarda anche ucraini meno abbienti, che ci chiedono vini economici, da poter utilizzare per cucinare. In questo segmento di pubblico, la richiesta più frequente è legata a vini semi-sweet e semi-dry, soprattutto entry-level.

I nuovi arrivati più abbienti chiedono invece vini ungheresi e vini francesi, con particolare riferimento alla Borgogna e a vini strutturati, potenti. Tutto riscontrabile nel nostro shop in centro a Cracovia, proprio dove molti nuovi ucraini si sono stabiliti».

«FENOMENO DESTINATO A CAMBIARE I CARPAZI»

Molto più di un fenomeno passeggero. «Il mercato del vino della Polonia si evolverà in maniera del tutto inaspettata – confessa Katarzyna Solańska -. Occorrerà rivedere gli assortimenti e inserire nuove referenze di vini ucraini, che saranno sempre più ricercati dalla nuova clientela».

«Nelle ultime settimane – conclude – non riusciamo per esempio a stare al passo delle richieste dell’unico vino ucraino presente nel nostro assortimento, della cantina Koblevo-Bayadera Group. Il vino termina a poche ore dall’ordine e dobbiamo pensare a delle contromosse».

Michał Solański, Ceo della società di consulenza aziendale Kmc Global Solutions e partner di K8K.pl, è in grado di confermare a winemag.it gli effetti dei flussi migratori dall’Ucraina alla Polonia.

Molti ucraini trasferitosi a Cracovia e in altre città polacche, come la capitale Varsavia stanno cercando di convertire in breve tempo il precedente business, andato distrutto o attualmente impraticabile nel paese d’origine».

«Emblematico – sottolinea Solański – il caso di un imprenditore del settore del pet-food, che al confine tra i due Paesi ha trasformato la vecchia azienda in una fabbrica che prepara pasti per i soldati. Questo è certamente un fenomeno destinato a cambiare gli equilibri in diversi Paesi dell’area. Gli ucraini emigrati non sono solo profughi, ma anche investitori e clienti, con capitali da far girare sul mercato».

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