DOC Etna, viticoltori raddoppiati e spumanti in crescita

DOC Etna, viticoltori raddoppiati e spumanti in crescita

IN BREVE
  • Dal 2012 al 2025, la DOC Etna cresce notevolmente, con un aumento dei viticoltori da 202 a 509 e delle certificazioni da 79 a 641.
  • Nel 2025, la superficie vitata ha raggiunto 1.449 ettari e sono stati raccolti 94.700 quintali di uva.
  • L’Etna Rosso rappresenta il 42,2% della produzione, mentre il segmento degli spumanti è in forte sviluppo, con oltre 2.000 ettolitri prodotti nel 2025.
  • L’evento Radici Vulcaniche, in programma nel 2026, coinvolgerà 28 cantine e 5 buyer internazionali.
  • L’IRVO promuove la valorizzazione del territorio, con un interesse crescente verso l’enoturismo e le esperienze enogastronomiche.

La DOC Etna continua a crescere e amplia la propria filiera. Dal 2012 al 2025 i viticoltori rivendicanti sono passati da 202 a 509, mentre le certificazioni sono aumentate da 79 a 641. I quantitativi di vino certificato sono saliti da 9.426 a 46.152 ettolitri.

Sono i dati dell’Osservatorio dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio (IRVO), presentati in occasione di Radici Vulcaniche, in programma il 29 e 30 agosto 2026 a Randazzo. L’evento riunirà 28 cantine, 12 tour operator e 5 buyer internazionali per due giornate dedicate ai vini dell’Etna, all’enoturismo e ai mercati esteri.

LA CRESCITA DELLA DOC ETNA

Tra il 2012 e il 2025 le certificazioni della DOC Etna sono aumentate del 711%, passando da 79 a 641. Il vino certificato è cresciuto del 390%, da 9.426 a 46.152 ettolitri. La crescita prosegue anche nel 2026. Ad agosto risultano 576 certificati, il 15,9% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con oltre 43 mila ettolitri di vino, in aumento del 22%.

Nel 2025 la superficie vitata destinata alla DOC Etna ha raggiunto 1.449 ettari, dai quali sono stati raccolti 94.700 quintali di uva. Sono 157 le aziende assoggettate all’Organo di Controllo dell’IRVO. Di queste, 144 gestiscono internamente la filiera, dalla vinificazione all’imbottigliamento.

BIANCHI E SPUMANTI IN CRESCITA

Il mix produttivo della DOC Etna sta cambiando. L’Etna Rosso rappresenta il 42,2% della produzione, seguito dall’Etna Bianco con il 40,3%. L’Etna Rosato pesa per l’8,9%, mentre l’Etna Spumante Bianco raggiunge il 4,4%.

Seguono Etna Bianco Superiore, al 2,8%, Etna Spumante Rosato, allo 0,9%, ed Etna Rosso Riserva, allo 0,6%.

Le bollicine rappresentano uno dei segmenti in maggiore sviluppo. Nel 2025 sono stati prodotti oltre 2 mila ettolitri di spumante, quasi il doppio rispetto al 2022. Il dato conferma una trasformazione della DOC Etna che non riguarda solo l’aumento delle aziende e dei volumi. Cresce anche il peso delle produzioni bianche e spumantistiche.

ETNA E TURISMO DEL VINO

L’evoluzione produttiva si accompagna alla crescita dell’interesse enoturistico. Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025, che analizza sei mercati esteri tra Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Austria, Svizzera e Francia, segnala una maggiore propensione verso esperienze enogastronomiche in Italia.

Tra le destinazioni più desiderate compare anche l’Etna. La destinazione è indicata fino al 40% degli intervistati francesi. Negli Stati Uniti, invece, il Chianti arriva al 41%. È in questo contesto che si inserisce Radici Vulcaniche, appuntamento dedicato ai vini del territorio etneo in programma a Randazzo il 29 e 30 agosto.

RADICI VULCANICHE A RANDAZZO

L’edizione 2026 coinvolgerà 28 cantine, 12 tour operator provenienti da diverse aree d’Europa, dagli Stati Uniti e dalla Russia e 5 buyer internazionali. Il programma prevede degustazioni, incontri con le aziende e momenti di approfondimento sui mercati e sull’enoturismo. Tra gli appuntamenti è prevista una masterclass condotta dal sommelier Luca Gardini, curatore della Guida de L’Espresso.

L’evento è promosso con il coinvolgimento dell’assessorato regionale per l’Agricoltura, lo Sviluppo Rurale e la Pesca Mediterranea, dell’IRVO, del Comune di Randazzo, del Consorzio Etna DOC e della Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna.

L’IRVO segue l’evoluzione del comparto attraverso l’Osservatorio e le attività dell’Organo di Controllo. Il direttore generale Vito Bentivegna e la commissaria straordinaria Giusi Mistretta orientano le attività verso una valorizzazione integrata di paesaggio, cultura, produzioni locali e turismo del vino.

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