IN BREVE
- La Tenuta Etna Nord è un progetto della famiglia Cantoni di Terricciola, che investe nel nord dell’Etna dopo Fattoria di Fibbiano, in Toscana.
- L’approccio valorizza la frammentazione del territorio, con otto contrade diverse che influenzano il carattere dei vini.
- Solo Nerello Mascalese per rosso e rosato e solo Carricante per il bianco: purezza varietale.
- Tenuta Etna Nord produce tra le 20 e le 30 mila bottiglie all’anno, con l’obiettivo di arrivare a 60 mila.
- Etna Bianco, Etna Rosato ed Etna Rosso riflettono le caratteristiche uniche del vulcano e del territorio.
Raccontare l’Etna con uno sguardo toscano, senza cercare di “fare la Toscana” sull’Etna. Una sfida possibile, quando ci si accosta alla “Muntagna” con rispetto e desiderio di affondare le mani in un territorio fatto di storia e di fatica.
Tenuta Etna Nord: il progetto della famiglia Cantoni sul vulcano
L’Etna, del resto, ha attirato produttori provenienti da tutta Italia, affascinati da un territorio che oggi gode di una notorietà internazionale difficile da ignorare. La differenza, però, sta appunto nell’approccio. Nel caso di Tenuta Etna Nord, il punto di partenza è la famiglia Cantoni di Terricciola, in provincia di Pisa, già proprietaria della Fattoria Fibbiano, che nel 2021 ha scelto di investire sul versante nord dell’Etna, nel Comune di Castiglione di Sicilia, per confrontarsi con un territorio che segue logiche completamente diverse da quello toscano.
Otto contrade a Castiglione di Sicilia, tra suoli lavici e altitudine
La prima è la logica della frammentazione: ogni contrada, in realtà ogni singola colata, ha una propria identità, e spesso poche centinaia di metri sono sufficienti per modificare il carattere di un vino. Non sorprende, quindi, che il progetto dei Cantoni sia stato costruito partendo proprio da questa frammentazione.
Tenuta Etna Nord si sviluppa, infatti, attraverso otto contrade diverse del territorio di Castiglione di Sicilia: Pontale Palino, Feudo di Mezzo, Sciambro, Bragaseggi, Pietra Marina, Crasà, Piano Filici e Palmellata.
Un mosaico distribuito tra i 600 e i 900 metri di altitudine, all’interno del quale ogni parcella riflette caratteristiche proprie legate alle antiche colate laviche, all’esposizione e al clima. A proposito di clima: sul versante nord del vulcano, le forti escursioni termiche si intrecciano con le correnti marine che risalgono dallo Ionio attraverso la Valle dell’Alcantara.
Nerello Mascalese e Carricante: la scelta della purezza
Ma la vera presa di posizione di Tenuta Etna Nord ha a che fare con la scelta varietale: solo Nerello Mascalese per il rosso e per il rosato, solo Carricante per il bianco. Niente Nerello Cappuccio né altre uve a bacca bianca previste dal disciplinare dell’Etna DOC.
«Secondo noi, il Nerello Mascalese non è definito il re dell’Etna a caso – spiega l’enologo Nicola Cantoni -. Decisamente è il vitigno capace di tradurre nel bicchiere le differenze tra contrade, altitudini e suoli, e vinificarlo in purezza ci consente di conoscerlo meglio di annata in annata, di comprenderne le sfumature per tirarne fuori l’essenza».
«Per il nostro bianco, invece, abbiamo scelto di lavorare con il Carricante, varietà storica delle pendici etnee, che nelle zone più alte riesce a mantenere tensione, freschezza e capacità evolutiva anche nelle annate più calde, purtroppo sempre più probabili da qui in avanti. La prima gamma che abbiamo firmato ruota proprio attorno a questa idea di essenzialità e di purezza».
I vini di Tenuta Etna Nord: Etna Bianco, Rosato e Rosso DOC
Sui vini. L’Etna Bianco DOC nasce dal Carricante e interpreta il lato più verticale del vulcano. Quello delle quote elevate, delle escursioni termiche e della tensione minerale. L’Etna Rosato DOC è invece un’espressione interessante e delicata del Nerello Mascalese, fresca e adatta al periodo estivo, ma anche molto gastronomica. Sposerebbe perfettamente un vitello tonnato piemontese.
Infine, l’Etna Rosso DOC, la sintesi più immediata del progetto Cantoni, con una lunga maturazione – la vendemmia avviene durante la seconda decade d’ottobre – e una fermentazione in vasche d’acciaio con lieviti indigeni. Negli otto ettari, cinque dei quali in produzione, l’azienda produce dalle 20 alle 30mila bottiglie l’anno. Con l’intenzione, in futuro, di produrne 60 mila.
Le nuove etichette di contrada previste dal 2027
Il progetto è ancora giovane. Le prime vigne sono entrate a far parte della tenuta soltanto nel 2021 e la famiglia Cantoni sta già lavorando a nuove etichette dedicate alle singole contrade, previste a partire dal 2027.






