IN BREVE
- Dal 10 al 12 ottobre 2026, Belgrado ospiterà la quinta edizione di Wine Vision by Open Balkan, un evento dedicato a vino, spirits e gastronomia.
- L’evento punta a rafforzare la presenza di distributori e decisori internazionali con incontri B2B e un programma di masterclass specializzate.
- Wine Vision 2026 presenterà approfondimenti su varie regioni vinicole, inclusi Balcani, Sardegna e Tokaj, enfatizzando la diversità e la qualità dei vini.
- L’obiettivo è trasformare l’interesse per il vino dell’Europa sudorientale in relazioni commerciali concrete per cantine e mercati internazionali.
- La fiera si svolgerà al Belgrade Fair, dimostrando l’importanza di Belgrado come hub del vino balcanico.
Dal 10 al 12 ottobre 2026 Belgrado torna capitale del vino dell’Europa sudorientale. Al Belgrade Fair prende il via la quinta edizione di Wine Vision by Open Balkan (WVOB), appuntamento che per dimensioni, ambizioni e crescente peso commerciale può ormai essere definito il «Vinitaly dei Balcani». Tre giorni dedicati a vino, spirits, gastronomia e turismo, con una presenza sempre più marcata di buyer, importatori e operatori internazionali.
La fiera, nata nell’ambito dell’iniziativa Open Balkan che riunisce Serbia, Macedonia del Nord e Albania, arriva all’edizione 2026 dopo una crescita che l’ha trasformata nel principale punto d’incontro professionale per il vino dei Balcani occidentali. Il claim scelto quest’anno, «One place. The World.», sintetizza l’obiettivo: utilizzare Belgrado come piattaforma tra le produzioni della regione e i mercati internazionali.
DAL SUCCESSO DEL 2025 ALLA QUINTA EDIZIONE
A fornire la misura raggiunta da Wine Vision sono soprattutto i numeri dell’ultima edizione. Nel 2025 la manifestazione ha riunito 535 espositori provenienti da 34 Paesi, con visitatori professionali arrivati da 68 nazioni. I buyer accreditati sono stati 302, provenienti da 41 Paesi, con una presenza particolarmente rilevante dalla Cina, oltre che da Regno Unito, Svizzera e Stati Uniti.
In quattro giorni furono organizzati oltre 1.500 incontri B2B, insieme a più di 30 workshop e masterclass. Numeri che hanno accompagnato anche il riconoscimento di UFI Approved Event, certificazione della Global Association of the Exhibition Industry. Wine Vision è attualmente l’unica manifestazione dedicata a vino, food e turismo in Serbia e nei Balcani occidentali a poter utilizzare questa qualifica.
Per il 2026 gli organizzatori hanno deciso di accentuare proprio l’aspetto professionale. L’obiettivo dichiarato è aumentare ulteriormente la presenza di distributori, importatori e decision maker internazionali, rafforzando il programma di matchmaking e gli strumenti digitali destinati agli operatori. Gli incontri B2B, della durata di 20 minuti, sono in programma domenica 11 e lunedì 12 ottobre.
DAL VIGNETO ALLA CANTINA: IL PROGRAMMA DELLE MASTERCLASS
A confermare il salto di livello della manifestazione è il programma delle masterclass. Tra gli appuntamenti principali figura un incontro dedicato alla longevità del vigneto e alle tecniche di potatura, affiancato da un approfondimento sulla fermentazione a grappolo intero, tecnica sempre più al centro del dibattito stilistico internazionale.

Il programma punta così a mettere in relazione il lavoro in vigneto, le scelte di cantina e il posizionamento finale del vino sul mercato.
Ampio spazio è riservato inevitabilmente ai Balcani e alle loro varietà autoctone, con approfondimenti su Vranec e Stanušina, una selezione dei vini serbi premiati ai principali concorsi internazionali, una sessione dedicata alla nuova scena degli spumanti serbi e una verticale di vini della Macedonia del Nord.
DA TOKAJ ALLA SARDEGNA: WVOB GUARDA OLTRE I BALCANI
La prospettiva resta tuttavia fortemente internazionale. Wine Vision 2026 propone approfondimenti su Tokaj, Georgia, Istria, Spagna, Moravia meridionale e Sardegna, mettendo sullo stesso piano regioni storiche, aree emergenti e nuovi modelli produttivi.
Per l’Italia è significativa proprio la presenza della Sardegna, protagonista di una masterclass dedicata ai suoi vini più autentici e alle espressioni dell’isola lontane dalle aree costiere più conosciute.
Tra gli altri temi figurano il concetto di grande vino, il rapporto tra mito e percezione nella degustazione, la Georgia e la sua antichissima cultura vitivinicola, la nuova Spagna oltre Rioja e Ribera del Duero, Malvazija Istarska e Teran, Tokaj e un approfondimento sui vini di Purcari.
BELGRADO SEMPRE PIÙ HUB DEL VINO BALCANICO
Il punto centrale dell’edizione 2026 sembra tuttavia andare oltre il calendario delle degustazioni. Wine Vision sta cercando di trasformare il crescente interesse internazionale per Serbia, Macedonia del Nord, Albania e più in generale per il vino dell’Europa orientale e sudorientale in rapporti commerciali strutturati.
È questa la principale differenza rispetto alle prime edizioni e, allo stesso tempo, il terreno sul quale si misurerà il futuro del «Vinitaly dei Balcani»: non soltanto una grande vetrina delle produzioni regionali, ma un luogo dove le cantine possano incontrare concretamente distribuzione e mercati esteri.
Wine Vision by Open Balkan 2026 sarà aperta al pubblico dalle 12 alle 20 dal 10 al 12 ottobre al Belgrade Fair. Tre giorni nei quali Belgrado proverà ancora una volta a dimostrare che la mappa europea del vino non finisce sui mercati consolidati dell’Europa occidentale.






