Arnaldo Caprai premiata da UNHCR per il quarto anno consecutivo per l’inclusione lavorativa dei rifugiati

Arnaldo Caprai premiata da UNHCR per il quarto anno consecutivo per l’inclusione lavorativa dei rifugiati

IN BREVE
  • L’Azienda agricola Arnaldo Caprai ha ricevuto il Premio Welcome per la quarta volta per il suo impegno nell’integrazione dei rifugiati nel mercato del lavoro.
  • Dal 2016, l’azienda collabora con la Caritas e altre associazioni per favorire l’accesso al lavoro di richiedenti asilo e migranti.
  • Oltre 200 rifugiati hanno lavorato presso la cantina, con un tasso di permanenza del 60% tra quelli assunti.
  • Marco Caprai sottolinea l’importanza dell’etica e dell’inclusione sociale come strategia aziendale per generare valore duraturo.
  • L’esperienza di Arnaldo Caprai rappresenta un esempio virtuoso nel settore vitivinicolo italiano per l’integrazione lavorativa dei rifugiati.

L’Azienda agricola Arnaldo Caprai di Montefalco, in provincia di Perugia, è tra le 230 realtà premiate nell’ottava edizione del Premio “Welcome. Working for Refugee Integration”, il programma promosso da UNHCR Italia che valorizza le aziende impegnate nell’inclusione delle persone rifugiate nel mercato del lavoro italiano.

La premiazione si è svolta a Roma. Per la cantina umbra guidata da Marco Caprai si tratta del quarto riconoscimento consecutivo, dopo le precedenti edizioni dal 2023 a oggi. L’azienda è stata premiata per il contributo offerto all’integrazione di persone costrette a lasciare i propri Paesi a causa di guerre, violenze e persecuzioni, attraverso percorsi di inserimento lavorativo strutturati e continuativi.

L’IMPEGNO PER L’INCLUSIONE

Dal 2016 Arnaldo Caprai collabora con la Caritas di Foligno e con altre associazioni del territorio impegnate nel sociale per favorire l’accesso al lavoro di richiedenti asilo e migranti.

Nel corso degli anni oltre 200 persone hanno lavorato nell’azienda di Montefalco durante diversi periodi dell’anno. I rifugiati vengono assunti come salariati agricoli e coinvolti nelle principali attività aziendali, dalla potatura delle vigne alla vendemmia, fino alle operazioni in cantina. In media svolgono fino a 180 giornate lavorative all’anno.

Secondo i dati forniti dall’azienda, il 60% dei migranti inseriti nei programmi di accoglienza è rimasto a lavorare stabilmente presso la cantina, confermando l’efficacia del progetto sia dal punto di vista sociale sia sotto il profilo occupazionale.

MARCO CAPRAI: «IL CUORE DELL’AZIENDA RIMANE LA PERSONA»

«Ricevere per la quarta volta questo riconoscimento ci conferma che l’etica e il valore del patrimonio umano non sono mai in secondo piano rispetto all’innovazione tecnologica. Spesso si parla di Agricoltura 4.0 e digitale come driver del futuro, ma queste sono solo abilitatori: il cuore pulsante dell’azienda rimane la persona. Integrare chi è più fragile non è un atto di carità, ma una pratica di alta strategia aziendale. Oggi, investitori e stakeholder premiano questa coerenza: sanno che un’impresa capace di generare inclusione sociale è un’impresa più solida, resiliente e capace di creare valore duraturo nel tempo, proprio perché ha saputo mettere le radici dell’etica al centro di ogni processo produttivo», ha dichiarato Marco Caprai.

Una visione che, secondo l’azienda, lega innovazione tecnologica, sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa, considerata un elemento strategico per la competitività e la reputazione sui mercati.

IL COMMENTO DI ANGELINI WINES & ESTATES

L’esperienza di Arnaldo Caprai è stata evidenziata anche da Alberto Lusini, amministratore delegato di Angelini Wines & Estates, società che ha recentemente acquisito il 65% della cantina umbra.

«L’impegno della Arnaldo Caprai per l’inclusione dei rifugiati è un caso talmente unico nel settore agricolo da aver ricevuto il Premio Welcome. Working for Refugee Integration per ben quattro volte. Questa è una delle pratiche virtuose messe in campo da Marco Caprai e dal suo team che ci ha convinto a investire nell’azienda e che sicuramente ci impegneremo a introdurre anche nelle altre cantine del gruppo Angelini Wines & Estates», ha affermato Lusini.

UN MODELLO CHE UNISCE VINO E RESPONSABILITÀ SOCIALE

L’esperienza sviluppata a Montefalco rappresenta uno dei casi più consolidati nel settore vitivinicolo italiano sul fronte dell’integrazione lavorativa dei rifugiati. Un percorso che negli anni ha contribuito a creare opportunità occupazionali e che continua a essere riconosciuto a livello nazionale dall’UNHCR.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI WINEMAG!