La Valpolicella Totale di Buglioni movida da Mona e Bugiardo. Poi in Dimora a riposare tra le vigne

La Valpolicella Totale di Buglioni: movida da Mona e Bugiardo. Poi in Dimora a riposare tra le vigne

IN BREVE
  • A Verona, la movida si lega al vino e alla tradizione dei Cicchetti nei due locali di cantina Buglioni: Bacaro del Mona e Osteria del Bugiardo.
  • Buglioni integra territorio, ospitalità e ristorazione, offrendo un modo unico di vivere il vino a 360 gradi.
  • Osteria del Bugiardo e Bacaro del Mona sono spazi conviviali dove il vino unisce generazioni diverse.
  • Buglioni si distingue anche nella produzione di vino per una filosofia volta alla fruibilità, con etichette di una Valpolicella autentica e di gran qualità.
  • Dimora Buglioni e Locanda Buglioni sono gli spazi dedicati all’ospitalità a San Pietro in Cariano, nel cuore dei vigneti della Valpolicella.

Buglioni, Bacaro del Mona Verona, Osteria del Bugiardo Verona, hotel Dimora Buglioni San Pietro in Cariano, ristorante Locanda Buglioni San Pietro in Cariano.

Ci sono vicoli di Verona dove la movida è un atto di fede al vino e alla tradizione dei Cicchetti. Angoli in cui calice non è un accessorio, ma un linguaggio. Tra una chiacchiera, un tagliere di salumi e del baccalà mantecato, una risata e un «Ne prendiamo un altro?», il vino diventa il centro gravitazionale di una serata che mette insieme giovani e meno giovani. Turisti e veronesi doc. Curiosi e habitué che: «Vengo apposta da Brescia, da noi non c’è una roba così». Succede quando l’atmosfera è quella giusta. Informale, piena. Viva. Vera. Naturale. E quando dietro al banco c’è una cantina che non si limita a produrre bottiglie, ma costruisce esperienze autentiche.

A Verona, la firma Buglioni significa proprio questo. Un modo di vivere il vino, prima ancora che berlo. Un progetto imprenditoriale raro in Italia, e non solo, perché tiene insieme territorio, ospitalità, ristorazione e identità. Con una capacità ben evidente, alla base del progetto: parlare a pubblici diversi, senza cambiare faccia.

OSTERIA DEL BUGIARDO E BACARO DEL MONA: LA VALPOLICELLA URBANA

Una serata “giusta” a Verona può cominciare in centro, all’Osteria del Bugiardo di Buglioni. Tavoli stretti, cicchetti come alibi perfetti per «farsene un altro». E quel brusio costante che fa sentire l’intera città in movimento, dentro e fuori dal locale. Uno di quei posti contro cui “sbatti” per forza, camminando per le vie della città di Giulietta e Romeo.

Perché la ressa, davanti all’ingresso, è di quelle che fanno rallentare il passo. E chiedersi se valga la pena di fermarsi, anche solo per un drink acchiappato al volo. Qui l’idea è semplice e geniale: portare la Valpolicella nel cuore della città, in formato “Verona by night”. Non la Valpolicella ingessata, da cerimonia, ma quella che si versa con naturalezza. Che si beve in compagnia. Che si lascia raccontare, mentre la serata prende velocità.

L’ambiente sembra adattarsi ai diversi mood degli ospiti. C’è chi arriva per l’aperitivo e resta fino a tardi, chi fa un salto dopo cena. Chi si concede un Valpolicella Superiore “(I’m) Perfetto”, una bollicina di Brut “Lo Spudorato” o un Ripasso “Il Bugiardo” senza pensarci troppo. E poi finisce a discutere di Amarone come se fosse sempre stato lì, nel proprio vocabolario serale, anche a Brescia. «Non faccio il giornalista come lei, ma a me piace bere bene, eh!».

BACARO DEL MONA: IL CALICE POP CHE FA MUOVERE IL CENTRO

L’altra tappa, sempre in centro, sempre Verona viva: Bacaro del Mona. Cambia l’energia, ma resta la stessa idea di fondo: vino e convivialità senza pose, se non quelle per i selfie a cui il locale si presta, eccome. Arrivi presto e c’è già movimento. Gruppetti di amici, coppie. Turisti che provano a capire cosa ordinare. E veronesi che invece non devono capire niente, perché qui il rito lo conoscono bene. Il bancone lavora a ritmi folli. I calici girano come trottole (a fine serata gireranno, anzi danzeranno oscillando avanti e indietro, pure le lampade del locale).

I cicchetti fanno da collante sociale: «Ne ordiniamo un altro e smezziamo?». Il Bacaro del Mona è uno di quei posti dove non entri per “mangiare”, ma per stare dentro a una serata. Polentine, salumi, formaggi, piccoli assaggi costruiti per accompagnare il vino senza rubargli la scena. E quell’atmosfera da posticino del centro storico vero. Gente vicina, chiacchiere addosso, risate, brindisi senza nemmeno guardarsi.

Il punto è questo: Buglioni non fa “wine bar”. Fa luoghi. E li fa in modo contemporaneo, inclusivo. Qui il vino non è messo su un piedistallo. È messo in mezzo. È il punto d’incontro tra generazioni. Tra chi entra per caso e chi invece ha già il suo calice preferito. Buglioni non ha creato solo due locali. Ha costruito un linguaggio. Un format che ha del televisivo. Del cinematografico. Un modo di stare nel vino, col vino. A Verona.

DAL FASHION AL VINO: BUGLIONI, UNA STORIA DI CORAGGIO E VISIONE
mariano buglioni La Valpolicella Totale di Buglioni movida da Mona e Bugiardo. Poi in Dimora a riposare tra le vigne

Per capire davvero perché tutto questo funziona bisogna tornare indietro. Perché Buglioni non nasce come la classica cantina veronese. La famiglia arriva dal mondo della moda e all’inizio degli anni Novanta decide di cambiare strada. Una scommessa: abbandonare un’attività storica nel fashion per dedicarsi alla vinificazione. Con un obiettivo preciso e ambizioso: diventare un riferimento in Valpolicella.

Nel 1993 arriva l’occasione, con l’acquisto di un casale con 3,5 ettari di vigneto (Corvina, Corvinone, Molinara e Rondinella). Il primo passaggio è quasi romantico e concreto insieme: vendemmiare, imparare, costruire. Poi, nel 2000, la cantina prende forma sotto la casa ristrutturata. E soprattutto entra in scena una figura chiave: l’enologo Diego Bertoni, ancora oggi alla guida tecnica.

Il primo Amarone debutta nel 2004. Ma c’è un problema: il mercato. Per una realtà giovane, senza “cognome da vignaiolo”, non è facile entrare nei locali della città. Così Buglioni fa una cosa che racconta perfettamente lo spirito dell’azienda: invece di aspettare che gli altri aprano la porta, se la costruisce. Nel gennaio 2005 nasce l’Osteria del Bugiardo. Il resto – letteralmente – è storia.


UNA VALPOLICELLA MODERNA: VINI “DA VIVERE”, NON SOLO DA CELEBRARE

Buglioni ha una parola chiave: fruibilità. Vini che si aprono e si finiscono. Vini che non chiedono permesso. È un’idea potente soprattutto in Valpolicella, dove l’Amarone rischia spesso di diventare un monumento più che un vino.

Qui invece la direzione è chiara: intensità sì, ma anche fragranza, freschezza, bevibilità. E un approccio che mette insieme tecnologia e tradizione senza fare slogan: anfora, cemento, sperimentazione, identità.

Anche nelle scelte “controvento”. Come la Molinara, vitigno autoctono uscito dai disciplinari Doc e Docg della Valpolicella, che Buglioni continua a valorizzare in uno spumante Metodo Classico non filtrato (Molì) e in un Brut Rosé (Il Vigliacco). È una dichiarazione di indipendenza, ma fatta nel modo giusto. Attraverso il bicchiere.

DIMORA BUGLIONI: IL RELAIS TRA LE VIGNE, A DUE PASSI DA VERONA

Poi c’è l’altro volto del progetto: l’ospitalità. Perché se vivi la sera in città, il giorno dopo puoi svegliarti in mezzo ai filari. Dimora Buglioni è un wine relais a San Pietro in Cariano, nel cuore della Valpolicella. Un casolare dell’Ottocento restaurato con eleganza, con pietra, mattoni, legno, camini. Un luogo che non vuole stupire con effetti speciali, ma con la coerenza. È accogliente. Vero. Curato al dettaglio.

La distanza è perfetta: 10 km dal centro di Verona, 15 km dal Lago di Garda. Quindi non sei isolato, sei nel cuore. Nel punto giusto. E la sensazione è quella che cerchi quando vuoi davvero “staccare”. Colazione con prodotti fatti in casa (una crostata da far invidia alla nonna), pergola, ritmi lenti. Poi magari e-bike, trekking, un giro a cavallo. Oppure niente. Solo silenzio e vigneti.

LOCANDA BUGLIONI: LA CHIUSURA DEL CERCHIO

La sera, con una passeggiata tra le vigne, si arriva alla Locanda Buglioni, wine restaurant di famiglia. Qui il vino torna protagonista, ma con un altro registro. Più gastronomico, più “da tavola”, più completo. In sala, un personale formato ad ampio spettro, che “mastica” gli ingredienti di prima scelta della cucina e sa parlare di vino, con semplicità e ritmo.

La cucina è stagionale, legata al territorio. Con un dettaglio che racconta bene la filosofia Buglioni: la brace alimentata dai tralci e dagli scarti dei vigneti. Un gesto concreto, non retorico, che mette insieme sostenibilità e identità. Quadro completo nel calice, con il vino che, qui, a Locanda Buglioni, non è solo prodotto, ma contesto. È esperienza. È appartenenza.

BUGLIONI VERONA: UN FORMAT ITALIANO CHE FUNZIONA (E CHE FA SCUOLA)

In un’Italia del vino spesso divisa sotto molti aspetti, Buglioni è un caso raro perché non sceglie: integra. Non fa solo cantina. Non fa solo ristorazione. Non fa solo ospitalità. Fa sistema. E lo fa con una cifra contemporanea. Capace di parlare alle nuove generazioni, senza perdere solidità e qualità. Lo fa mettendoci il nome, ma senza ego o protagonismo smodato.

È questo che rende Buglioni un esempio vero. Un progetto imprenditoriale unico, costruito con visione e con una capacità rara di trasformare la Valpolicella in un’esperienza totale. Dal bicchiere al tavolo. Dal vicolo di Verona, al silenzio delle vigne.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI WINEMAG!