Annata 2020 ottima per la Grappa del Trentino

Il presidente Pilzer: “Bene per il morale dei distillatori, ma non nascondiamo la nostra preoccupazione”

Una annata da ricordare quella del 2020 per la Grappa del Trentino e non solo per i drammi della pandemia grazie alla buona qualità dell’ultima vendemmia in Trentino, tale da determinare un prodotto di prestigio.

Dal punto di vista agronomico è stata un’annata eccellente, seppure in agosto ci sia stata preoccupazione per le piogge – spiega il presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, Bruno Pilzer – il grande lavoro di collaborazione tra viticoltori trentini e produttori di grappa ha ancora una volta permesso di avere delle ottime vinacce da distillare e alla fine quella che sembrava essere un annata difficile è diventata una sorpresa positiva, ottimo per il morale dei distillatori e per le loro promettenti grappe 2020″.

La produzione sarà in calo di circa il 15% rispetto al 2019 e con una gradazione alcolica delle bucce era più bassa di altre annate, ma la loro qualità e sanità era ottimale. Condizioni che hanno permesso di valorizzare ancora di più la carica aromatica della materia prima: più profumo, più aroma, più gusto.

“Probabilmente il 2020 riserverà una piacevole sorpresa proprio in questa direzione” dice ancora Pilzer, consapevole che il lavoro del distillatore diventa ancora più importante in questa situazione, dovendo gestire potenza e finezza per trovare il punto di equilibrio.

Il Kilometro Zero è la grande peculiarità delle grappe trentine. Gli alambicchi si sono accesi velocemente pochi giorni dopo l’inizio della vendemmia e già a inizio settembre la distillazione era ben avviata consentendo di finire la distillazione per la grappa con il marchio del Tridente entro fine novembre, ovvero ben prima della scadenza del 31 dicembre prevista dal disciplinare.

Ai distillatori del Trentino il coraggio non manca, sono abituati a vivere ‘alambiccando’ (termine che nel dialetto trentino significa sopravvivere arrangiandosi) e hanno ‘scommesso’ in questa annata – aggiunge Bruno Pilzer con riferimento alla situazione dettata dalla pandemia – del resto il Trentino è la regione ideale per la produzione della grappa, avendo in sé tutte le caratteristiche per conservare e lavorare al meglio la materia prima”.

“D’altro canto le preoccupazioni non possiamo nasconderle perché siamo una regione altamente turistica e gran parte della nostra produzione finisce in vendita diretta, ma proprio questa sarà la sfida che ci aspetta”, conclude il presidente.

L’ISTITUTO DI TUTELA GRAPPA DEL TRENTINO
L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è stato fondato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 25 soci dei quali 22 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa“.

Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 7.500 ettanidri di grappa (il 10% del totale nazionale in bottiglie da 70 cl) vale a dire circa 2,5 milioni di bottiglie equivalenti, distillando 13000 tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve bianche e aromatiche (60% del totale) e il restante 40% uve a bacca rossa.

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