IN BREVE
- L’iniziativa ‘Il Sylvaner e la Val d’Isarco’ promuove piatti creati in funzione del Sylvaner della Valle Isarco.
- 17 produttori e 14 ristoranti partecipano, ciascuno presentando un piatto abbinato a un Sylvaner selezionato.
- Il progetto mira a valorizzare la versatilità del Sylvaner, evidenziando il legame tra viticoltura e gastronomia.
- Gli chef si ispirano alle caratteristiche del vino per sviluppare piatti che lo rispecchiano invece di accompagnarlo.
- Il Sylvaner è un simbolo della Valle Isarco, coltivato da 160 anni, e rappresenta un’identità territoriale forte.
Il Sylvaner della Valle Isarco cambia prospettiva. Non è più soltanto il vino ad accompagnare il piatto, ma il piatto a nascere dal vino. È questo il principio alla base di “Il Sylvaner e la Val d’Isarco”, iniziativa promossa dall’associazione EisacktalWein, che coinvolge 17 produttori e 14 ristoranti del territorio.
Fino a fine giugno, ogni locale aderente propone in carta un piatto pensato su misura per un Sylvaner selezionato. Ogni proposta è accompagnata dalla relativa raccomandazione in abbinamento, con l’obiettivo di valorizzare il vitigno e il suo legame con la cucina della valle.
SYLVANER VALLE ISARCO: IL VINO COME PUNTO DI PARTENZA
«Vogliamo mostrare i punti di forza del Sylvaner come vino da abbinamento e rafforzare il legame tra viticoltura e gastronomia», spiega Peter Wachtler, presidente dell’associazione EisacktalWein.
Il progetto punta a riportare il Sylvaner al centro dell’attenzione, raccontandone la versatilità attraverso l’esperienza del piatto. Non si tratta solo di un’iniziativa gastronomica, ma di un cambio di prospettiva. In questo caso il vino diventa matrice creativa.
I cuochi non partono da un’idea di cucina già definita, ma dall’analisi del calice: acidità, struttura, profilo aromatico, mineralità. Il piatto viene costruito per rispecchiare il vino, non solo per accompagnarlo.
L’INTUIZIONE DI ARMIN MAIRHOFER E IL PIATTO COSTRUITO SUL VINO
Il principio alla base del progetto nasce 26 anni fa da un’intuizione dello chef Armin Mairhofer. In un contesto in cui l’abbinamento seguiva regole più codificate, Mairhofer ha ribaltato il paradigma: non più il vino scelto per accompagnare un piatto, ma il piatto pensato a partire dal vino.
La sua idea era tradurre nel cibo ciò che accade nel calice. Sapori, profumi e struttura del piatto dovevano rispecchiare quelli del vino. Non un semplice accostamento, ma una continuità tra cucina e bicchiere.
Da questa visione prende forma oggi “Il Sylvaner e la Val d’Isarco”, che porta su scala territoriale un approccio capace di rafforzare il rapporto tra produttori, ristoratori e territorio.
RISTORANTI DELLA VALLE ISARCO E PIATTI DEDICATI AL SYLVANER
«Il Sylvaner è elegante, mai invadente. Richiede un piatto che non lo sovrasti», racconta Florian Fink dell’omonimo ristorante di Bressanone. Il suo rösti di patate con verdure di Bressanone lavora sulla continuità: la mineralità del vino si ritrova nelle note vegetali, mentre la freschezza pulisce il palato dalla componente grassa.
Al Finsterwirt, la proposta punta sulla stagionalità con ravioli agli asparagi, ricotta affumicata e schiuma di Sylvaner. «Non è stato difficile: questo vino esalta senza coprire. Con gli asparagi è un classico», spiegano dal ristorante.
Il Kircherhof ha scelto invece un lavoro di scomposizione del vino nei suoi elementi. Albicocca per la componente fruttata, brodo di pomodoro fermentato per la mineralità, burrata affumicata per la struttura. Il risultato è un piatto che interpreta il Sylvaner come una mappa sensoriale.
All’Elephant il dialogo tra vino e cucina viene definito «un viaggio tra gli aromi, puro piacere». Al Sunnegg il tema centrale è l’equilibrio, con il vino che non si limita ad accompagnare, ma «continua il racconto nel piatto».
Al Boutique Hotel Pachers, il punto di partenza è stato duplice: il Sylvaner e il territorio. Farina biologica della Val di Funes, latticini e spinaci sono lavorati sulle consistenze per riflettere l’equilibrio tra frutto e mineralità del vino.
SYLVANER IN VALLE ISARCO: STORIA, TERRAZZAMENTI E MINERALITÀ
Il Sylvaner è una presenza storica in Valle Isarco. Il vitigno viene coltivato nel territorio da circa 160 anni ed è oggi uno dei simboli della produzione locale di vini bianchi freschi e minerali.
La produzione è contenuta ma identitaria: circa 450 mila bottiglie all’anno. Il profilo del vino riflette il paesaggio della valle, con vigneti terrazzati, suoli magri e altitudini elevate.
Il Sylvaner viene spesso descritto come un vino “onesto”, capace di restituire nel bicchiere il carattere del luogo di origine. La sua versatilità lo rende adatto a molti abbinamenti, dagli asparagi primaverili al pesce, fino a piatti più strutturati.
EISACKTALWEIN, PRODUTTORI E RISTORATORI PER LA FILIERA LOCALE
Il valore dell’iniziativa va oltre la singola esperienza a tavola. “Il Sylvaner e la Val d’Isarco” vuole costruire un dialogo stabile tra viticoltura e ristorazione, rafforzando la filiera locale e offrendo a ospiti e residenti una chiave di lettura del territorio.
«Un piatto senza origine è solo cibo», afferma lo chef Philipp Gietl del Löwenhof. In questo progetto l’origine è riconoscibile: nei vigneti, nei masi, nelle cucine e nel lavoro dei produttori.
Il Sylvaner diventa così una lente attraverso cui leggere la Valle Isarco. Un sorso e un boccone alla volta, il progetto racconta un territorio senza forzature, puntando su coerenza, precisione e identità.





