IN BREVE
- Serra Ferdinandea ha ottenuto la certificazione Demeter, standard internazionale per l’agricoltura biodinamica, a conclusione di un percorso iniziato nel 2019.
- L’azienda, situata nei Monti Sicani, è stata concepita fin dall’inizio secondo i principi dell’agricoltura biodinamica senza mai praticare agricoltura intensiva.
- Con la certificazione Demeter, saranno certificate tutte le produzioni come uve, vini, miele e allevamenti bovini, miranti a un sistema agricolo integrato.
- I vini di Serra Ferdinandea possiedono anche le certificazioni Biologica e SOStain, garantendo il rispetto dell’ambiente e della qualità produttiva.
- La certificazione Demeter richiede pratiche più severe rispetto all’agricoltura biologica, come l’uso di preparati biodinamici e la gestione della fertilità del terreno senza chimici.
Serra Ferdinandea ha ottenuto la certificazione Demeter, il principale standard internazionale per l’agricoltura biodinamica. Il riconoscimento conclude un percorso avviato fin dalla nascita del progetto, sviluppato nel 2019 dalle famiglie Oddo e Planeta con l’obiettivo di recuperare e valorizzare un’area dei Monti Sicani attraverso un modello agricolo fondato sulla tutela dell’ambiente e del paesaggio.
L’azienda si trova a circa 450 metri di altitudine e domina il tratto di mare dove nel 1831 emerse e poi scomparve l’Isola Ferdinandea, dalla quale prende il nome. Circondata dai boschi e dalle cime dei Monti Sicani, Serra Ferdinandea si inserisce in un contesto naturalistico di particolare valore, nel quale la conservazione della biodiversità rappresenta uno degli elementi centrali del progetto.
UN’AZIENDA NATA BIODINAMICA
A differenza di molte aziende che affrontano un percorso di conversione, Serra Ferdinandea è stata concepita fin dall’inizio secondo i principi dell’agricoltura biodinamica. I terreni non sono mai stati interessati da agricoltura intensiva e conservano caratteristiche legate alla storica vocazione pastorale dell’area. Ne sono testimonianza le antiche mannare, i tradizionali recinti in pietra che ancora caratterizzano il paesaggio rurale siciliano.
Con la certificazione Demeter saranno certificate tutte le produzioni aziendali: uve e vini, miele, farine e pasta, fichi e allevamenti bovini. L’azienda opera come un unico organismo agricolo nel quale viticoltura, colture complementari e allevamento convivono in un sistema integrato. Un modello che punta a rafforzare fertilità, resilienza e complessità biologica attraverso le relazioni tra le diverse attività produttive.
TRE CERTIFICAZIONI PER I VINI
Per i vini di Serra Ferdinandea la certificazione Demeter si aggiunge alle certificazioni Biologica e SOStain già ottenute. La gamma comprende un vino bianco composto per il 50% da Grillo e per il 50% da Sauvignon Blanc, un rosso con il 50% di Nero d’Avola e il 50% di Syrah e un rosato ottenuto da Nero d’Avola in purezza.
Secondo l’azienda, la compresenza delle tre certificazioni costituisce un sistema di garanzie che certifica il rispetto dell’ambiente, della biodiversità e della qualità produttiva attraverso controlli svolti da organismi indipendenti riconosciuti a livello internazionale.
Nel percorso verso la certificazione Demeter, Serra Ferdinandea è stata affiancata dall’agronomo ed enologo Adriano Zago, autore del volume Manuale di viticoltura biodinamica e tra i principali esperti italiani del settore.
IL LEGAME CON IL TERRITORIO
L’ottenimento della certificazione rafforza il racconto dell’identità agricola di Serra Ferdinandea, strettamente legata alla storia del territorio. Nelle vicinanze si trovano infatti il palmento greco-punico del Bosco della Risinata e il Santuario di Demetra Malophoros, figura associata alla fertilità della terra e alla tradizione agricola della Sicilia occidentale.
COSA PREVEDE LA CERTIFICAZIONE DEMETER
La certificazione Demeter rappresenta il principale standard internazionale per la produzione biodinamica di uve e vini. I disciplinari, gestiti da Demeter Associazione Italia, prevedono requisiti più restrittivi rispetto all’agricoltura biologica sia nelle pratiche di vigneto sia nelle operazioni di cantina.
Tra gli elementi richiesti figurano l’impiego dei preparati biodinamici, come cornoletame e cornosilice. Il divieto di utilizzare fertilizzanti chimici e pesticidi di sintesi. La gestione della fertilità del terreno attraverso compostaggio, sovescio e rotazioni colturali. L’obbligo di fermentazioni con lieviti indigeni. Limiti più severi per l’impiego di anidride solforosa e il divieto di ricorrere a tecniche enologiche considerate invasive, come osmosi inversa, concentrazione a freddo, spallazione e aggiunta di tannini commerciali.






