Vino, Pac e tutela del consumatore al centro del convegno UIV di Grosseto

Presenti Agivi, i Consorzi di Maremma Montecucco e Morellino oltre all’ICQRF

GROSSETO –  Si è tenuto venerdì 12 Luglio il convegno”La riforma della PAC e il futuro del vino italiano: aggiornamento normativo e prospettive”

Organizzato da Unione Italiana Vini ha visto la partecipazione di Federico Terenzi, Presidente AGIVI (Associazione Giovani Produttori Vinicoli Italiani), dei Presidenti dei Consorzi di Maremma, Montecucco e Morellino e dell’ICQRF – Ispettorato centrale repressione frodi del Mipaaft.

Obiettivo di Uiv è fornire competenze e strumenti innovativi alle aziende per rispondere in maniera efficace alla complessità  dell’internazionalizzazione e della sostenibilità ambientale. Per farlo continua le collaborazioni con i Consorzi delle denominazioni che rappresentano le principali aree vitivinicole del Paese e lo fa mettendo sul tavolo temi caldi al settore, continuando a lavorare con le istituzioni, in particolare con il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, per rendere il sistema vitivinicolo italiano sempre più trasparente, sostenibile e all’avanguardia.

Al centro del dibattito, che aveva come obiettivo quello di fotografare le novità di una delle aree più dinamiche della Toscana, territorio in grado di promuovere sinergia tra le varie denominazioni, vi sono stati: lo stato di salute delle denominazioni coinvolte e le relative strategie produttive e di commercializzazione; la nuova normativa in materia di controlli dei Vini a DOP e IGP, a cura dell’ICQRF, e la di nuovo attualissima riforma della Pac e il suo impatto sul settore vitivinicolo.

Con il nuovo Parlamento Europeo e la nuova Commissione Agricoltura, della quale sono appena
stati nominati il Presidente e i Vicepresidenti – ha commentat0 Paolo Castelletti, Segretario Generale di
Unione Italiana Vini – il tema PAC è tornato di grandissima attualità e la discussione dovrà riprendere a partire da settembre. È quindi ottimo il momento per riflettere sulle proposte in campo, su come saremo in grado di rispondere alle grandi sfide del futuro in tema di sostenibilità economica, sociale e ambientale e di tutela del consumatore. Particolare importanza riveste in questo scenario il budget che sarà attribuito all’OCM fino al 2027 e come questo dovrà essere impegnato per orientare il nostro settore alla competitività, alla tutela del consumatore e alle risposte ai cambiamenti climatici. L’Unione Europea oggi chiede questo ed è importante capire quali risultati potrà ottenere il vino italiano, su una partita che non si chiuderà, probabilmente, prima del 2021”.

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