Vino italiano, Wine Monitor: crescono i mercati emergenti tra Est Europa, Asia e America Latina

Vino italiano, Wine Monitor: crescono i mercati emergenti tra Est Europa, Asia e America Latina

IN BREVE
  • Il report di Wine Monitor evidenzia come le tensioni geopolitiche e il rallentamento dei consumi spingano il vino italiano verso nuovi mercati emergenti.
  • Le importazioni di vino in 13 Paesi emergenti sono aumentate mediamente del 7,1% annuo, raggiungendo 1,7 miliardi di euro.
  • Polonia, Repubblica Ceca e Messico si confermano i mercati più attrattivi per il vino italiano, registrando una crescita continua nelle importazioni.
  • I vini fermi e frizzanti imbottigliati rappresentano il 58% dell’export, mentre gli spumanti, guidati dal Prosecco, crescono in popolarità.
  • Nomisma sottolinea l’importanza di diversificare i mercati per competere efficacemente a livello globale.

Le tensioni geopolitiche, il rallentamento dei consumi e l’impatto dei dazi negli Stati Uniti spingono il vino italiano verso nuovi mercati. È quanto emerge dal nuovo report di Wine Monitor, l’Osservatorio di Nomisma dedicato al settore vitivinicolo, che analizza le opportunità offerte da 13 Paesi emergenti dove le importazioni di vino hanno registrato una crescita significativa negli ultimi cinque anni.

Tra i mercati monitorati figurano Angola, Bulgaria, Colombia, Costa d’Avorio, India, Kazakistan, Marocco, Messico, Perù, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Tailandia. Secondo il report, le importazioni complessive di vino in questi Paesi sono aumentate mediamente del 7,1% annuo tra il 2019 e il 2025, raggiungendo un valore di 1,7 miliardi di euro nell’ultimo anno.

«Considerando il calo nei consumi di vino che da tempo interessa i mercati consolidati, per compensare la flessione delle esportazioni che si registra ormai da alcuni anni in questi paesi è necessario individuare nuovi sbocchi superando riserve e stereotipi che a volte condizionano le strategie di internazionalizzazione dei nostri produttori – commenta Denis Pantini, Responsabile Wine Monitor di Nomisma -. Per questo è fondamentale individuare i mercati con il maggiore potenziale di sviluppo, rilevare i segnali di cambiamento nelle preferenze di consumo e nella struttura della domanda e sviluppare una strategia solida e di lungo periodo».

POLONIA, REPUBBLICA CECA E MESSICO TRA I MERCATI PIÙ ATTRATTIVI

I 13 Paesi analizzati rappresentano oggi circa il 5% del valore mondiale delle importazioni di vino. Un dato che assume rilievo considerando il profilo economico di queste aree, caratterizzate da crescita economica, urbanizzazione e rafforzamento della classe media.

Secondo Wine Monitor, Polonia, Repubblica Ceca e Messico risultano i mercati più attrattivi, con quote vicine all’1% delle importazioni mondiali di vino. In questi contesti cresce l’interesse verso prodotti premium e vini di importazione, sostenuti da consumi in evoluzione e maggiore apertura internazionale.

Per quanto riguarda il vino italiano, le esportazioni verso i 13 mercati emergenti hanno raggiunto nel 2025 un valore di 405,6 milioni di euro. Rispetto al 2024 la crescita è stata del 4,3%, mentre il tasso medio annuo tra il 2019 e il 2025 si attesta all’11,4%, superiore a quello delle importazioni totali di vino.

Polonia, Repubblica Ceca, Messico e Romania guidano la classifica dei principali importatori di vino italiano tra i mercati target. Tutti i Paesi mostrano incrementi nelle importazioni, ad eccezione dell’Angola.

SPUMANTI IN CRESCITA, PROSECCO FORTE NELL’EST EUROPA

La categoria più esportata resta quella dei vini fermi e frizzanti imbottigliati, che rappresentano il 58% del valore totale dell’export italiano nei mercati emergenti. Tuttavia, rispetto al 2019, il loro peso si è ridotto dal 61%, mentre cresce la quota degli spumanti, salita dal 32% al 37%.

Per i vini fermi e frizzanti imbottigliati, la crescita più elevata nel periodo 2019-2025 si registra in Tailandia, seguita da Angola e Romania. Sul fronte degli spumanti, emergono Marocco, Colombia e ancora Tailandia.

Tra le denominazioni italiane, il Prosecco si conferma protagonista soprattutto nei Paesi dell’Est Europa. Secondo il report, nei 13 mercati emergenti non si registrano contrazioni né in valore né in volume nel medio periodo, con crescite a tripla cifra tra il 2019 e il 2025.

Per l’Asti, i principali mercati emergenti sono Polonia, Messico e Perù. La Romania registra la crescita più elevata nel quinquennio, mentre Africa e India restano ancora marginali per questa tipologia.

VENETO, TOSCANA, PIEMONTE E SICILIA TRAINANO L’EXPORT DOP

L’Europa orientale rappresenta una delle aree più dinamiche anche per i vini Dop italiani. I vini bianchi veneti Dop trovano sbocchi soprattutto in Polonia, Repubblica Ceca e Bulgaria. Per i rossi fermi Dop della Toscana spicca la Tailandia, che si conferma terzo mercato emergente per importanza e registra un raddoppio delle importazioni tra il 2019 e il 2025.

I rossi Dop piemontesi vedono Repubblica Ceca, Polonia e Messico tra i principali mercati di destinazione. In particolare, la Repubblica Ceca supera i 3 milioni di euro di importazioni, raddoppiando il valore degli acquisti nel quinquennio.

Buone performance anche per i vini bianchi Dop siciliani, sostenuti soprattutto da Polonia, Repubblica Ceca e Bulgaria. Per i rossi Dop siciliani, invece, i mercati più dinamici risultano Polonia, Repubblica Ceca, Messico e Tailandia.

NOMISMA: «DIVERSIFICARE I MERCATI È STRATEGICO»

«In un contesto globale caratterizzato da elevata incertezza – dovuta a fattori economici, geopolitici e climatici – e dai cambiamenti in atto nei comportamenti dei consumatori, il monitoraggio sistematico dei mercati emergenti assume un ruolo sempre più strategico», conclude Pantini. «Per orientare le strategie di internazionalizzazione delle imprese vitivinicole, aumentando quella diversificazione di mercato sempre più necessaria per competere con successo a livello globale, Wine Monitor rappresenta uno strumento imprescindibile per comprendere l’evoluzione della domanda e per individuare le aree a maggior potenziale».

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