IN BREVE
- Il Riesling Italico è cruciale nella produzione di vini bianchi e spumanti in Brasile, coprendo circa 292 ettari nella regione di Veranópolis.
- La ricerca ha esaminato tre cloni (tutti italiani) di Riesling Italico, ISV-1, RI12V23 e VCR-365, per identificare i migliori per le condizioni locali.
- Il clone RI12V23 si distingue per produttività e qualità delle uve. Produce 2,1 kg per pianta e parametri chimici ideali per la spumantizzazione.
- Le condizioni climatiche dell’annata in esame hanno influito sulla maturazione, mostrando che il Riesling Italico si adatta bene alle sfide ambientali.
- Lo studio suggerisce che la selezione clonale può rafforzare il ruolo del Riesling Italico nella produzione di spumanti.
Il Riesling Italico conferma il suo ruolo strategico nella produzione di vini bianchi e spumanti in Brasile. È quanto emerge da un recente studio condotto dal Centro Estadual de Diagnóstico e Pesquisa em Fruticultura (DDPA/SEAPDR) del Governo del Rio Grande do Sul, con il contributo di ricercatori della Universidade de Caxias do Sul e di Embrapa Uva e Vinho, che ha analizzato il comportamento agronomico di diversi cloni nella regione di Veranópolis, nello Stato del Rio Grande do Sul.
RIESLING ITALICO IN BRASILE: SUPERFICI E RUOLO NELLA FILIERA
Nel principale distretto vitivinicolo del Sud del Brasile, il Riesling Italico copre circa 292 ettari, posizionandosi tra le varietà rilevanti per la produzione di vini fini. Insieme allo Chardonnay, rappresenta una base fondamentale per gli spumanti brasiliani, segmento in crescita e in trasformazione.
CLONI DI RIESLING ITALICO A CONFRONTO: ISV-1, RI12V23 E VCR-365
La ricerca ha preso in esame tre cloni: ISV-1, RI12V23 e VCR-365, di origine italiana. L’obiettivo è individuare i materiali genetici più adatti alle condizioni pedoclimatiche locali, caratterizzate da altitudine (705 metri) e variabilità climatica.
PRECOCITÀ E CICLO VEGETATIVO: VANTAGGIO PER I BIANCHI
Il Riesling Italico si distingue per una fenologia precoce rispetto alle varietà a bacca rossa. Il germogliamento avviene all’inizio di settembre, mentre la vendemmia si colloca tra gennaio e i primi di febbraio. Questa caratteristica consente di anticipare la raccolta e adattarsi meglio alle condizioni climatiche della regione.
GERMOGLIAMENTO E FABBISOGNO IN FREDDO
Il fabbisogno in freddo della varietà è stimato in circa 150 ore sotto i 7,2 °C. Nel ciclo analizzato, le ore accumulate sono state 379, garantendo un germogliamento soddisfacente. Il clone VCR-365 ha registrato il valore più alto, con il 73,8% di gemme schiuse. Il clone ISV-1, invece, mostra un germogliamento più tardivo, utile per ridurre il rischio di danni da gelate primaverili.
PRODUZIONE E QUALITÀ DELLE UVE
I livelli produttivi dei cloni di Riesling Italico si attestano intorno ai 2 kg per pianta, con rese comprese tra 8 e 8,4 tonnellate per ettaro. Si tratta di valori compatibili con la produzione di uve destinate a vini di qualità. Il clone RI12V23 emerge come il più performante:
- 2,1 kg per pianta
- grappolo medio di 160,5 grammi
- 17 °Brix
- acidità di 94 meq/L
- pH 3,17
Parametri, questi, coerenti con la produzione di basi spumante, come conferma la stessa ricerca brasiliana.
CLIMA E MATURAZIONE: EFFETTI DELLA PIOGGIA
Le condizioni climatiche del ciclo 2020/2021, in cui sono stati effettuati i rilevamenti, hanno inciso sui parametri delle uve. Le piogge elevate durante la maturazione, soprattutto a gennaio, hanno determinato una diluizione degli zuccheri. Per il Riesling Italico, questo si traduce in livelli di °Brix più contenuti, ritenuti favorevoli per la produzione di spumanti.
COMPATTEZZA DEL GRAPPOLO E ASPETTI FITOSANITARI
Il clone RI12V23 presenta grappoli più compatti rispetto agli altri. Questa caratteristica può aumentare il rischio di problemi fitosanitari, ma nel ciclo osservato non sono stati rilevati danni significativi. In generale, tutti i cloni hanno mostrato un buon stato sanitario.
CLONI E ADATTAMENTO: LA SCELTA DEL MATERIALE GENETICO
Lo studio evidenzia l’importanza della selezione clonale in funzione dell’ambiente. Le differenze tra cloni influenzano non solo la resa, ma anche la qualità delle uve e la destinazione enologica.
IL CLONE RI12V23 COME RIFERIMENTO PER GLI SPUMANTI
Tra i cloni analizzati, il RI12V23 si distingue per equilibrio produttivo e qualità delle uve. I parametri chimici rientrano negli intervalli ideali per la spumantizzazione, confermandone il potenziale per la viticoltura del Rio Grande do Sul.
Lo studio indica quindi una direzione chiara: il Riesling Italico, attraverso una selezione clonale mirata, può rafforzare il proprio ruolo nella produzione di spumanti, brasiliani e non.






