IN BREVE
- Il concorso Grow du Monde è un’opportunità per le cantine dell’Oltrepò pavese di valorizzare il Riesling italico, esclusivo evento dedicato a questa varietà.
- Il Riesling italico, nonostante le sue potenzialità, è sottovalutato in Italia e spesso confuso con il Riesling renano.
- L’impossibilità di essere menzionato in etichetta pone un grave problema di chiarezza nei confronti dei consumatori italiani.
- I produttori possono iscrivere i loro vini al concorso Grow du monde 2026, che si terrà in Repubblica Ceca, entro il 14 maggio 2026.
- Il successo delle cantine dell’Oltrepò pavese all’edizione 2024 svoltasi in Ungheria conferma il potenziale del Riesling italico.
Un’opportunità concreta per le cantine dell’Oltrepò pavese. Torna Grow du Monde, il concorso internazionale interamente dedicato al Riesling italico, unico appuntamento globale focalizzato su questa varietà. Tra i giudici internazionali chiamati a partecipare all’edizione 2026, ospitata quest’anno dalla Repubblica Ceca, ci sarò anche io.
GROW, IL CONCORSO INTERNAZIONALE SUL RIESLING ITALICO
Considero il Riesling italico una delle grandi opportunità perse dall’Oltrepò pavese del vino. Secondo gli studi del CNR – Centro nazionale delle Ricerche, questo vitigno è profondamente e storicamente legato alla fascia collinare tra Oltrepò pavese e Tortonese, come dimostra la scoperta dell’unico “genitore” noto, la Coccalona nera, proprio a cavallo tra i due territori di Lombardia e Piemonte.
Il concorso Grow du Monde rappresenta oggi il principale ed unico momento di confronto internazionale per questa varietà e riunisce produttori, tecnici, giornalisti e Master of Wine da diverse nazioni europee. In Paesi come la Croazia, dove assume il nome di Graševina, o l’Ungheria, dove è noto come Olaszrizling, il Riesling italico è il fulcro di denominazioni che ne esaltano le peculiarità uniche.
In Italia, invece, questa varietà viene incredibilmente bistrattata. Al punto che, per questioni burocratiche che nessuno si prende la briga di risolvere, il Riesling italico non può neppure essere menzionato in etichetta.
IL NODO BUROCRATICI: ITALICO E RENANO NON SONO “PARENTI”
Si pone così un problema molto grave di chiarezza nei confronti dei consumatori, dal momento che sotto la parola “Riesling”, e in vasca di fermentazione, si finisce per accomunare vitigni che non hanno nulla in comune dal punto di vista genetico, ovvero ilRiesling renano e il Riesling italico.
Un problema che si ingigantisce enormemente in Oltrepò pavese, regione vinicola che detiene il maggior numero di ettari di Riesling italico in Italia, con ben 854,92 ettari rilevati ad aprile 2025. Erano ben 1.206,13 nel 2015, secondo i rilevamenti che mi ha fornito il Consorzio, contro i soli 178,23 del Riesling “Renano”, oggi in crescita rispetto ai 142 ettari di 10 anni fa».
Grow du Monde prevede diverse categorie, dai vini giovani a quelli maturi, fino ai dolci, agli spumanti, agli orange e alle cuvée, con un minimo del 50% di Riesling italico nelle tipologie richieste. Le valutazioni sono affidate alla giuria internazionale e portano all’assegnazione di medaglie Platino, Oro, Argento e Bronzo, oltre a riconoscimenti speciali per le migliori espressioni della varietà.
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COME ISCRIVERSI AL CONCORSO GROW DU MONDE
Le iscrizioni per l’edizione 2026 sono aperte e rivolte alle cantine produttrici di Riesling italico, sia in purezza sia in uvaggio. Le aziende italiane interessate possono iscrivere i propri vini entro il 14 maggio 2026, con consegna dei campioni (4 bottiglie per ciascuna etichetta) entro il 20 maggio 2026 presso il National Wine Center di Valtice, in Repubblica Ceca. La quota di partecipazione è di 70 euro per campione, con riduzioni per invii multipli. Per informazioni e supporto scrivere a d.bortone@winemag.it e grow2026@vinarskecentrum.cz.
La partecipazione al concorso (sito web ufficiale: https://www.growdumonde.eu/, dove è presente l’application form) rappresenta dunque una leva di visibilità internazionale per un vitigno che in Oltrepò pavese ha un peso rilevante in termini di superficie vitata e che può trovare nuove prospettive di valorizzazione.
DAL CONCORSO A UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA TERRITORIALE
«La partecipazione a Grow du Monde da parte delle cantine oltrepadane, già apprezzatissime dai giudici internazionali in occasione dell’edizione 2024 del concorso, tenutasi in Ungheria, può dare il via a un più ampio ragionamento sulle potenzialità ancora inespresse di un’uva che, in Oltrepò, è seconda per ettari solo al Pinot Grigio. E che è sesta nel conteggio totale delle superficie, dopo Pinot Nero, Croatina e Barbera, preceduta appunto dal solo “Pinot Gris”.
Un dato che la dice lunga sulle opportunità di un’eventuale valorizzazione e promozione del Riesling italico, soprattutto se si considerano i trend di consumo favorevoli a tipologie di vini bianchi che hanno esattamente le caratteristiche dell’Italico».
OLTREPÒ PAVESE GIÀ PROTAGONISTA A GROW DU MONDE 2024
L’edizione 2024 del concorso, tenutasi in Ungheria, a Balatonfüred, lungo le sponde del Lago Balaton, ha segnato il debutto dell’Italia, con l’Oltrepò pavese protagonista. Oltre 350 i vini in gara, provenienti da sette Paesi: Ungheria, Croazia, Slovenia, Repubblica Ceca, Serbia, Slovacchia e Italia. Per le cantine oltrepadane è stata una partecipazione di rilievo.
Cantina Scuropasso – Roccapietra di Fabio Marazzi ha conquistato una medaglia d’oro con una media di 91,33 punti. Medaglie d’argento per Colle del Bricco di Matteo Maggi e per Azienda agricola La Sbercia, che ha ottenuto anche due bronzi con i suoi spumanti, risultando tra le realtà più premiate dell’edizione. Un risultato che conferma il potenziale del Riesling italico dell’Oltrepò pavese nel confronto internazionale e rafforza l’interesse verso l’edizione 2026 del concorso.






