Vino e Fase 3, Coldiretti: “Iva agevolata e credito di imposta per crediti inesigibili”

Le proposte della confederazione nazionale per il settore. La ripresa vale 6 miliardi di euro all’anno

Iva agevolata e credito di imposta per i crediti inesigibili derivanti dalla crisi Covid-19. Sono due delle proposte formulate da Coldiretti per il settore del vino, in previsione della Fase 3 in Italia.

“Bisogna anche sostenere con massicci investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni – sostiene la Coldiretti – con un piano straordinario di comunicazione sul vino che rappresenta da sempre all’estero un elemento di traino per l’intero Made in Italy, alimentare e non”.

Coldiretti ha presentato al Governo il piano salva vigneti con il quale, attraverso la distillazione volontaria, si prevede di togliere dal mercato almeno 3 milioni di ettolitri di vini generici da trasformare in alcol disinfettante per usi sanitari.

La misura avrebbe inoltre l’importante effetto di favorire l’acquisto di alcol italiano che sugli scaffali è stato il prodotto che ha registrato il maggior incremento di vendite che sono praticamente triplicate secondo Iri, ma anche di ridurre le eventuali eccedenze produttive.

Il piano della Coldiretti prevede anche la vendemmia verde su almeno 30 mila ettari per una riduzione di almeno altri 3 milioni di ettolitri della produzione sui vini di qualità in modo da evitare un eccesso di offerta, considerate le conseguenze della pandemia sui consumi internazionali.

Intanto, la riapertura di ristoranti, trattorie, osterie, agriturismi, cantine e bar riattiva un canale naturale di vendita del vino italiano che al consumo vale almeno 6 miliardi di euro l’anno, a regime.

“La fine del lungo periodo di chiusura consentirà di poter tornare a scegliere a tavola, fuori casa, tra le 523 denominazioni di vino Made in Italy che offre l’Italia. Le misure adottate per arginare la pandemia di Covid-19 hanno infatti tagliato del 50% del valore delle vendite di vino in Europea sulla base delle previsione dell’Oiv, l’Organizzazione mondiale della vite e del vino”.

Si tratta dunque di un appuntamento molto atteso dagli operatori di un settore dal quale nascono, dalla vigna al tavolo, opportunità di occupazione per 1,3 milioni di persone in Italia che si classifica come il principale produttore mondiale con circa il 70% della produzione destinato a vini Docg, Doc e Igt.

Sono 332 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt). Il restante 30% riguarda i vini da tavola.

“Sul territorio nazionale – ricorda Coldiretti – ci sono 567 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi, a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria”.

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