Simei: codificata la “via italiana del legno” per valorizzare il territorio

L’Italia riscopre l’uso delle botti grandi e diventa un modello internazionale

MILANO – “Dopo un anno di studi promossi da Unione Italiana Vini, culminati in una due giorni di tavoli tematici e un simposio che ne ha tracciato le linee guida, a Simei è stata codificata per la prima volta la ‘via italiana‘ all’uso del legno in cantina che riscopre una tradizione molto antica del nostro Paese: la modalità di maturazione del vino in botti grandi”.

Con queste parole Paolo Castelletti, Segretario Generale di Unione Italiana Vini, ha aperto il Simposio internazionale “Vino e legno: strategie di affinamento. Quale futuro?“, promosso da Uiv e dal Corriere Vinicolo e coordinato dal Master of Wine Justin Knock.

“Una modalità – precisa Castelletti – che valorizza ed esprime al meglio il carattere del vino e di conseguenza il territorio che rappresenta. Un modello, quello italiano, che sta prendendo sempre più piede anche all’estero”.

Partendo da una inedita ricerca, commissionata da Uiv, condotta presso alcune delle aziende vinicole più importanti di Francia, Italia, Stati Uniti, Australia, Spagna, Sud Africa, Cile e Argentina, e prendendo spunto dalla serie di interviste pubblicate dal Corriere Vinicolo ai wine maker di celebri aziende vinicole al mondo, ci si è interrogati su come sta evolvendo a livello internazionale la pratica di maturazione del vino nel legno e su quali sono gli stili nell’uso del legno in cantina.

I lavori di questo importante e inedito convegno sono stati inaugurati mercoledì 20 novembre da tre tavoli coordinati da Justin Knock, Franco Battistutta, docente di Scienze e Tecnologie alimentari dell’Università degli studi di Udine, e Gabriele Gorelli, sommelier e professionista in comunicazione visiva.

I risultati di questi workshop – che ha indagato l’utilizzo del legno per migliorare il carattere del terroir, i metodi di invecchiamento in legno e gli atteggiamenti del mercato nei confronti del vino affinato in legno – insieme a quelli della ricerca sono stati presentati al Simposio e commentati da un partecipato panel di relatori.

Tra gli altri Nicholas Vivas, ricercatore in scienza e tecnica dell’affinamento del vino in legno; Niccolò D’Afflitto, direttore tecnico Frescobaldi; Lorenzo Landi, enologo; Stefano Ferrante, Direttore tecnico Zonin1821; Piero Garbellotto, amministratore delegato di Garbellotto Spa; Andrea Lonardi, Direttore operativo Bertani Domains; Benoît Caron, Tonnellerie Bel Air e Anouck Chapuzet Varron, della Tonnellerie Vinea.

Il Simposio è così stata l’occasione per codificare per la prima volta la ‘via Italiana’ all’uso del legno in cantina, dove riemerge la scoperta di una modalità di maturazione del vino in botti grandi, che si differenzia dalla ‘via francese‘ legata a barrique e tonneaux.

Le botti grandi, molto utilizzate in Italia nei territori votati alla grande vinificazione in rosso di qualità, risultano infatti avere meno impatto sul carattere del vino, che resta più autentico ed espressione del territorio. Una pratica di maturazione che il mondo enologico sta sempre più seguendo a livello internazionale, per venire incontro all’esigenza e alla sensibilità legate alla valorizzazione dell’identità territoriale.

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