Ristorazione in Europa come cambiano i consumi tra generazioni ricerca circana

Ristorazione in Europa: come cambiano i consumi tra generazioni

IN BREVE
  • La ristorazione in Europa cresce in spesa ma perde visite: spesa complessiva di 361,2 miliardi di euro nel 2026.
  • Le scelte alimentari dipendono da fattori come età, tecnologia e salute; i Millennials mangiano spesso da soli nei ristoranti.
  • La Generazione Z preferisce pasti con proteine e alimenti biologici, mentre la Generazione Alpha predilige il delivery.
  • I Baby Boomer rappresentano il 29% della popolazione ma solo il 20% della spesa nella ristorazione, cercando occasioni sociali rilassate.
  • I dati si basano su ricerche di Circana e analizzano abitudini alimentari in Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna e Italia.

La ristorazione in Europa cresce nella spesa, ma perde visite. Nei dodici mesi terminati a giugno 2026, i consumatori di Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna e Italia hanno speso complessivamente 361,2 miliardi di euro, l’1,4% in più. Le visite sono invece diminuite dello 0,7%, mentre la spesa media per visita è aumentata del 2,1%.

È il quadro delineato da Circana, che ha presentato all’European Foodservice Summit di Madrid un’analisi sulle abitudini alimentari delle diverse generazioni. Dietro i numeri complessivi emergono differenze nelle scelte dei prodotti, nelle occasioni di consumo e nel rapporto con il ristorante.

CONSUMI FUORI CASA: L’ETÀ NON SPIEGA TUTTO

A illustrare i risultati è stata Edurne Uranga, VP Foodservice Europe di Circana. Secondo l’analisi, le scelte dei consumatori dipendono dall’interazione tra età, fase della vita, condizioni economiche, tecnologia e attenzione alla salute.

«L’età non è più un indicatore diretto dei comportamenti – ha dichiarato Uranga –. I nostri dati restituiscono un quadro molto più complesso, in cui tecnologia, salute, pressioni economiche, cambiamenti negli stili di vita e fase della vita stanno ridisegnando le scelte dei consumatori».

GEN Z: PROTEINE, PRODOTTI NATURALI E NUOVI RITMI DEI PASTI

Tra i consumatori della Generazione Z, il 24% dichiara di prestare attenzione al consumo di proteine. Il 20% si orienta invece verso prodotti biologici o naturali.

Anche il digiuno intermittente risulta più diffuso: lo pratica il 12% della Gen Z, contro il 7% dei consumatori nel complesso. Il 13% dei giovani di questa generazione dichiara inoltre di evitare il caffè.

Le abitudini rilevate da Circana riguardano quindi sia la scelta di cibi e bevande sia la distribuzione dei pasti nella giornata, con possibili effetti sulle occasioni di consumo fuori casa.

MILLENNIALS: UNA VISITA SU TRE PER IL PASTO PRINCIPALE È IN SOLITARIA

Per i Millennials, mangiare da soli occupa uno spazio significativo nella frequentazione dei ristoranti. Le occasioni individuali rappresentano un terzo delle visite legate al pasto principale.

Il dato ridimensiona l’idea che il consumo in solitaria sia soprattutto una caratteristica delle fasce più anziane. Circana lo mette in relazione con la vita lavorativa, la flessibilità delle routine e la disponibilità a vivere il singolo pasto come un’occasione autonoma. Nel comunicato, la società segnala anche la rilevanza della spesa associata a queste visite, senza indicarne l’importo.

GENERAZIONE ALPHA: PIÙ DELIVERY E RISTORANTI DI MARCA

La Generazione Alpha presenta una quota di delivery pari a 1,3 volte la media della popolazione e sette volte quella dei Baby Boomer. Nell’analisi, questa generazione comprende i consumatori con meno di 16 anni.

È anche la fascia in cui i ristoranti di marca assorbono la quota maggiore della spesa nella ristorazione commerciale: il 40%, contro una media del 29%. La percentuale si attesta al 35% sia per la Gen Z sia per i Millennials, mentre scende al 16% tra i Baby Boomer. La riconoscibilità dell’insegna assume dunque un peso diverso a seconda della generazione.

GEN X: PRODOTTO E PRATICITÀ CONTANO PIÙ DEL PREZZO

Il 69% della Generazione X indica il costo della vita tra le proprie preoccupazioni. Questo, però, non rende il prezzo il primo criterio nella scelta del ristorante.

L’offerta di prodotti guida le preferenze, con il 35%, seguita dalla praticità, al 33%. Il prezzo si ferma al 27%. Secondo la lettura di Uranga, l’attenzione alle disponibilità economiche può convivere con la volontà di spendere per esperienze considerate utili e soddisfacenti. Per questa fascia di consumatori, la convenienza dipende quindi anche da ciò che il locale offre e dalla sua capacità di rispondere alle esigenze quotidiane.

BABY BOOMER: PRANZI PIÙ LUNGHI E CONVIVIALITÀ

I Baby Boomer rappresentano il 29% della popolazione dei cinque mercati analizzati, ma generano il 20% della spesa nella ristorazione. Il loro contributo ai consumi fuori casa è dunque inferiore al loro peso demografico.

La ricerca rileva una preferenza per occasioni sociali rilassate e pranzi più lunghi con gli amici. Il tempo trascorso insieme costituisce una componente dell’esperienza, mentre i ristoranti di marca raccolgono una quota del budget più contenuta rispetto a quella osservata tra i giovani.

LE FONTI DELLA RICERCA CIRCANA

I risultati si basano sui dati Circana CREST relativi ai dodici mesi terminati a giugno 2026 e sulle Foodservice Consumer Sentiment Surveys 2025 e 2026. Il perimetro comprende Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna e Italia: i numeri aggregati non descrivono quindi il solo mercato italiano.

Le evidenze presentate riguardano la ristorazione e le abitudini alimentari. Il comunicato non fornisce dati specifici sul consumo di vino o di altre bevande alcoliche nelle diverse generazioni.

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