IN BREVE
- I vini rossi dei Colli Euganei a Milano offrono diverse interpretazioni, dai vini giovani alle Riserve.
- Tratti evidenti all’evento organizzato ieri dal Consorzio Tutela Vini Colli Euganei a Milano, con otto aziende protagoniste.
- Cantine come Il Mottolo e Cristofanon Montegrande si distinguono per la qualità dell’intera gamma di vini presentati.
- Il percorso di degustazione mostra la versatilità dei rossi dei Colli Euganei, capaci di unire freschezza e capacità di invecchiamento.
Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Carménère. I vini rossi dei Colli Euganei arrivano a Milano con interpretazioni che spaziano dalla bottiglia giovane, pensata per la tavola quotidiana, alle Riserve capaci di affrontare lunghi affinamenti. Fra gli assaggi più convincenti emergono i vini delle cantine Il Mottolo e Cristofanon Montegrande. Tra le espressioni territoriali, capaci di esaltare i risvolti vulcanici dei suoli dei Colli Euganei, spicca la gamma di Vigne al Colle.
L’occasione è l’evento del Consorzio Tutela Vini Colli Euganei, organizzato con i sommelier FISAR Milano all’Andreola Hotel nel pomeriggio di ieri, mercoledì 4 novembre 2026. Otto le cantine protagoniste del percorso, che permette di confrontare stili e annate, ma anche approcci diversi alla maturazione delle uve e all’impiego del legno.
I ROSSI DEI COLLI EUGANEI TRA AGILITà DI BEVA E CAPACITà DI LUNGO AFFINAMENTO
La facilità di beva è uno dei motivi d’interesse della degustazione. Si ritrova in diversi vini d’ingresso ed è il segnale di una denominazione che lavora con consapevolezza rispetto ai nuovi trend di consumo dei vini rossi. Salendo di gamma, il confronto si sposta sul mantenimento della precisione e sulla longevità.
Più in generale, ad assaggi convincenti fa da contraltare qualche passaggio a vuoto, tra brett, riduzioni spinte e ossidazioni. Un segnale che la strada intrapresa dal territorio è quella giusta, ma che il tiro va ancora aggiustato, qua e là.
VIGNA RÒDA

Sul versante occidentale dei Colli Euganei, a Vo’, Vigna Ròda propone una gamma precisa e riconoscibile. L’azienda familiare lavora su circa 20 ettari, con una produzione indicata attorno alle 80 mila bottiglie. Alla conduzione partecipano anche i figli, affiancati da due dipendenti.
Il Colli Euganei Doc Rosso Zendal 2025, da Merlot e Cabernet Sauvignon, apre gli assaggi con un carattere giovane e gioioso. La concretezza del sorso accompagna una beva immediata, senza impoverirne l’identità. È anche il primo anno del tappo a vite per questa etichetta.
Il Colli Euganei Doc Cabernet Èspero 2023, da Cabernet Sauvignon con una quota di Carménère, conferma la buona precisione della gamma. Il percorso si chiude con il Colli Euganei Doc Rosso Scarletto 2020, che si muove verso un’impostazione più internazionale.
VILLA SCERIMAN

Tre vini anche per Villa Sceriman, con esiti differenti. Il più convincente sul piano della scorrevolezza è il Colli Euganei Doc Rosso 2022: un taglio a prevalenza Merlot, completato dal Cabernet Sauvignon, che invita a tornare al calice.
Il Colli Euganei Doc Cabernet Sauvignon 2022 convince nell’insieme, pur con una presenza tannica più marcata, che rende il sorso meno disteso rispetto al Rosso. Ha solo bisogno di tempo.
Più contratto il Colli Euganei Doc Merlot Riserva 2019, che nell’assaggio si presenta ancora chiuso. Una lettura meno immediata rispetto alle altre due etichette, soprattutto sul piano dell’espressione aromatica.
CRISTOFANON MONTEGRANDE

Una delle prove più complete del pomeriggio arriva da Cristofanon Montegrande, a Rovolon. Il livello rimane alto lungo l’intera sequenza, dai vini più accessibili alle Riserve. Il Colli Euganei Doc Rosso Momi 2023, il Cabernet Borgomoro 2023 e il Merlot Corterocco 2023 condividono una chiara vocazione alla beva. Del resto, sono i vini di ingresso alla gamma.
Il passaggio al Merlot Riserva Luigi Cristofanon 2018 e al Cabernet Riserva Sereo 2018 mantiene le aspettative. Sono due tappe riuscite di una linea che trova il suo vertice nel Colli Euganei Doc Rosso Riserva Ottomano 2017. È quest’ultimo a lasciare il segno più profondo: l’assaggio più emozionante della batteria Montegrande e uno dei riferimenti dell’intera degustazione milanese del Consorzio Colli Euganei.
LE VOLPI E MONTE FASOLO

Il percorso di Le Volpi & Monte Fasolo mette a confronto quattro etichette, con produzioni indicate attorno alle 6 mila bottiglie ciascuna, ottenuta da vigne su scaglia rossa. Si tratta di formazioni di calcare marnoso e selcifero, a grana fine, tipico dell’area che dà il nome alla cantina.
Il Monte Fasolo Colli Euganei Doc Carménère 2024 apre con un’esuberanza che, sul piano aromatico, ricorda quasi una macerazione carbonica. È solo un’impressione: il vino mostra un carattere “vivace”, al quale gioverebbe una maggiore lunghezza di frutto in centro bocca, che lo renderebbe ancora più aderente al proposito del vino da beva.
Ancora più convincenti il Colli Euganei Doc Cabernet Riserva 18 Mesi 2022, della linea I Vini di Gi, e il Colli Euganei Doc Carménère 2020, della selezione Le Eccellenze di Gi.
La chiusura è affidata al Colli Euganei Doc Rosso 24 Mesi 2018, ancora della linea I Vini di Gi. L’uvaggio mostra un Merlot dalla maturità molto spinta, percepibile soprattutto al naso. In bocca questa sensazione è più misurata. Rimangono corpo e struttura, insieme a un carattere ancora giovane a otto anni dalla vendemmia.
IL PIANZIO

La gamma de Il Pianzio, della famiglia Selmin, trova i suoi momenti migliori ai due estremi. Da una parte il Colli Euganei Doc Merlot Vitto 2024, vino d’ingresso; dall’altra il Colli Euganei Doc Rosso Riserva Eremo 2020, al vertice della proposta.
Sono le due etichette che convincono maggiormente in un percorso completato dal Cabernet Gelmo 2023, dal Rosso Gastone 2022 e dal Cabernet Sauvignon Jenio 2020. Su parte degli assaggi emerge un margine di miglioramento nella precisione.
Il lavoro in cantina comprende l’impiego di legni che arrivano a otto anni di utilizzo. Anche al Pianzio i vigneti insistono su terreni di scaglia rossa. Interessante la distanza fra i prezzi indicati durante l’incontro: 6,50 euro per il Merlot d’ingresso e 16 euro per Eremo.
IL MOTTOLO

Il Mottolo firma una delle gamme più convincenti della degustazione, se non la vera sorpresa della trasferta milanese del Consorzio padovano. Alla guida ci sono Sergio Fortin e Roberto Dalla Libera. La consulenza enologica è di Flavio Prà, nipote di Graziano Prà, che oltre all’attività di consulenza guida un progetto proprio: I Campi, a Cellore di Illasi, al confine tra Valpolicella e Soave.
Già il Colli Euganei Doc Merlot 2025 si distingue fra i rossi più centrati, tra quelli immediati, del pomeriggio. La facilità di beva lo rende una delle segnalazioni più interessanti nella fascia d’ingresso. Il prezzo indicato è di 9 euro. Il Colli Euganei Doc Rosso Riserva Baciorosso 2021 conferma la qualità del lavoro aziendale. Il passaggio al Colli Euganei Doc Carménère Vinànima 2020, da terreni di scaglia bianca, offre una lettura della varietà nella quale la componente vegetale appare più misurata. Ben nitido, invece, il frutto: una gioia.
Il vertice è il Colli Euganei Doc Cabernet Costalupa 2020, composto per il 60% da Cabernet Sauvignon e per il 40% da Cabernet Franc. Colpisce soprattutto – ancora una volta – la qualità del frutto, che rende particolarmente convincente la chiusura della batteria. I prezzi indicati per Baciorosso, Vinànima e Costalupa sono rispettivamente di 15, 25 e 30 euro. La progressione trova riscontro nel calice, all’interno di una proposta riuscita già dalla prima etichetta. Ottimo, in definitiva, il rapporto qualità prezzo.
RANGO

Rango porta una prospettiva diversa sul territorio: l’azienda si trova a Mezzavia, frazione di Montegrotto Terme, in un contesto pianeggiante. Il Colli Euganei Doc Cabernet Cisiòl 2025, da Cabernet Franc, è il più riuscito dei due assaggi. La gradazione contenuta, arrivando a sfiorare i 12% vol., accompagna una piacevole facilità di beva.
Un rosso che si lascia apprezzare per immediatezza e scorrevolezza. Meno convincente il Colli Euganei Doc Merlot Piarèra 2025, anch’esso al 12% vol., sul quale si avverte una lieve nota ossidativa che ne limita la precisione.
VIGNE AL COLLE

Per Vigne al Colle, la cantina di Martino Benato a Rovolon, il confronto si inserisce in un percorso già seguito da Winemag e dalle precedenti edizioni dell’annuale Guida Winemag. A Milano sono presenti Rosso 2024, Cabernet Franc 2024, Poggio alle Setole 2023, Rigòlo 2023 e Rosso Riserva 2016. Le annate confermano l’ottimo percorso intrapreso dalla cantina, in termini di interpretazione territoriale della denominazione.
Tra i vini e le annate brilla il Rosso Riserva 2016, a dimostrazione della versatilità dei Colli Euganei. Una terra capace di produrre tanto rossi agili e di beva, come il Rosso 2024, quanto vini capaci di arrivare in perfetta forma all’appuntamento col calice, a 10 anni dalla vendemmia.






