Maltempo in Lombardia: Coldiretti chiede lo stato di emergenza

al summit di brescia di questa mattina

BRESCIA – “Riconoscere lo stato di emergenza in Lombardia a fronte dei molteplici episodi di maltempo che nei campi hanno provocato milioni di euro di danni sul territorio regionale, mettendo in ginocchio coltivazioni, aziende agricole, strade, con danni anche a case, capannoni e attrezzature agricole”.

È la richiesta avanzata durante il summit organizzato da Coldiretti a Brescia con Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti nazionale e Coldiretti Brescia; Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Lombardia; Gianmarco Centinaio, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo; Fabio Rolfi, Assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi di Regione Lombardia; Raffaele Borriello, Direttore generale Ismea; Stefano Simeoni, Capo di Gabinetto della Prefettura di Brescia.

“Siamo in uno stato di emergenza – commenta il Presidente Paolo Voltini – mai come quest’anno i cambiamenti climatici hanno devastato le nostre campagne. Servono nell’immediato provvedimenti e misure concrete da parte delle istituzioni per far ripartire al più presto le nostre aziende, anche snellendo la burocrazia che rallenta i risarcimenti alle imprese colpite”.

“Ringrazio il Ministro Centinaio, l’Assessore regionale Rolfi, i Prefetti e le istituzioni che ai vari livelli si sono già attivate”. I primi interventi che trovano la disponibilità di Ismea – spiega la Coldiretti Lombardia – riguardano da una parte la moratoria di tre anni con il congelamento dei mutui che le aziende colpite hanno in corso con lo stesso Istituto, dall’altra l’attivazione del fondo di garanzia per ottenere finanziamenti agevolati dalle banche per ripristinare le strutture e far riprendere l’attività agricola”.

LA FOTOGRAFIA DAI CAMPI
Questa estate, spiega la Coldiretti Lombardia, è stata segnata da bolle di calore anomale ma anche da eventi estremi che hanno distrutto le coltivazioni nei campi con piante sradicate, serre divelte, uva e altra frutta flagellata come pure meloni e angurie ma anche campi allagati, soia e mais stesi a terra dalle forti tempeste di vento, trombe d’aria e temporali intensi accompagnati da grandinate killer con frane, strade di campagna impraticabili e pascoli isolati.

“Si sta verificando una tendenza alla tropicalizzazione che si evidenzia con una più elevata frequenza di manifestazioni violente – conclude la Coldiretti – grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo che compromettono le coltivazioni nei campi con danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”.

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