IN BREVE
- Nel 2026, Majani celebra 230 anni di storia, investendo in sviluppo e nuovi mercati.
- L’azienda è a controllo familiare e nel 2025 ha registrato ricavi di 14,8 milioni di euro, con una crescita del 12,9%.
- Majani punta sulla sostenibilità, utilizzando fornitori equosolidali e privilegiando ingredienti locali.
- Investimenti in capacità produttiva e innovazione ammontano a circa 3 milioni di euro per il 2027.
- La sfida è mantenere l’identità di Majani, ampliando il dialogo con le nuove generazioni.
Nel 2026 Majani celebra 230 anni di storia. Fondata a Bologna nel 1796, l’azienda è oggi alla nona generazione della famiglia e continua a produrre cioccolato partendo dalle fave di cacao, seguendo internamente le diverse fasi della lavorazione. Un anniversario che coincide con una nuova fase di sviluppo, tra investimenti produttivi, export, travel retail e passaggio generazionale.
«I 230 anni rappresentano per noi un grande traguardo, ma anche una responsabilità e, soprattutto, un nuovo punto di partenza – afferma Vittoria Mezzadri Majani, Brand Manager dell’azienda. – Essere arrivati fin qui significa aver saputo custodire ciò che ci rende unici, affrontando i cambiamenti senza perdere la nostra identità. La nostra storia è fatta di perseveranza, resilienza e dedizione quotidiana. Oggi vogliamo continuare a costruire il futuro con la stessa attenzione al prodotto, aprendoci a nuovi mercati, nuovi linguaggi e nuove generazioni».
MAJANI, NOVE GENERAZIONI A BOLOGNA
La storia di Majani affonda le radici a Bologna nel 1796. In oltre due secoli l’azienda ha attraversato cambiamenti nei consumi, nel gusto e nella società, mantenendo il legame con il territorio e con il proprio modello produttivo.
Oggi Majani è una realtà industriale a controllo familiare, con un posizionamento premium. Vittoria Mezzadri Majani, nona generazione della famiglia e Brand Manager, è entrata in azienda tre anni fa per affiancare il padre. Under 30, segue soprattutto marketing e comunicazione e sta approfondendo anche gli aspetti economici e finanziari dell’impresa.
Nel 2025 Majani ha registrato 14,8 milioni di euro di ricavi, con una crescita del 12,9%. L’EBITDA è stato pari al 12,9%, risultato condizionato dall’aumento dei costi del cacao. La posizione finanziaria netta è positiva per 2,1 milioni di euro, mentre il patrimonio netto raggiunge 12,5 milioni di euro.
L’azienda è controllata interamente da VMM Finanziaria S.p.A., holding della famiglia. Il bilancio consolidato del Gruppo al 31 dicembre 2025 evidenzia un patrimonio netto di 35,6 milioni di euro e una posizione finanziaria netta positiva di 22,2 milioni di euro.
PRODUZIONE, EXPORT E INVESTIMENTI
Majani conta 54 dipendenti, per il 78% donne. Nei periodi di alta stagione l’organico arriva a circa 100 persone. I prodotti sono esportati in oltre 50 Paesi, mentre l’export rappresenta circa il 10% dei ricavi. L’azienda è certificata FSSC 22000 e Halal. Il modello produttivo conserva una forte componente legata alla manualità e alla competenza interna.
«Majani, il primo cioccolato d’Italia, rappresenta un modo di fare cioccolato che non vuole abbandonare i valori che lo hanno portato fino a qui – prosegue Francesco Mezzadri Majani. – Siamo un’azienda ancora profondamente legata alla manualità, alla competenza e alla cura del prodotto. È questa combinazione tra esperienza e capacità produttiva che vogliamo continuare a valorizzare. Un patrimonio che ci permette di rappresentare oggi, con orgoglio, l’eccellenza del Made in Italy e di portare nel mondo un modo autenticamente italiano di interpretare il cioccolato, che affonda le proprie radici a Bologna».
Negli ultimi anni gli investimenti hanno riguardato soprattutto capacità produttiva e nuovi canali commerciali. La strategia punta su export, travel retail, hospitality e tailor made. Majani è presente negli aeroporti italiani e in mercati internazionali come Bahrain e Abu Dhabi. Il reparto dedicato al design sviluppa inoltre progetti personalizzati per il B2B e la regalistica di alto livello.
«La nostra strategia non si basa su una logica di meri volumi – spiega Francesco Mezzadri Majani – ma su obiettivi di crescita, marginalità e ottimizzazione. Vogliamo valorizzare ciò che sappiamo fare da oltre due secoli, sfruttando al meglio la nostra capacità produttiva attraverso canali ad alto margine e ad alto valore di immagine».
È in questo quadro che si inserisce l’investimento di circa 3 milioni di euro per l’ampliamento dello stabilimento di Crespellano. La superficie passerà dagli attuali 7.600 a 9.860 metri quadrati. L’intervento è previsto per il 2027.
DALLE FAVE DI CACAO AL CIOCCOLATO
Il processo produttivo parte dalle fave di cacao, tostate internamente. Majani segue poi le diverse fasi della lavorazione fino al prodotto finito. La scelta delle materie prime rappresenta un altro elemento del modello aziendale. Quando possibile, l’azienda privilegia ingredienti italiani e fornitori locali, in particolare per nocciole, mandorle e zucchero. Per quest’ultimo è stato sottoscritto un contratto pluriennale con un’importante azienda dell’area bolognese.
Sul cacao, Majani ha rafforzato negli ultimi anni il ricorso a fornitori equosolidali ed ecosostenibili. La capacità di innovare è parte della storia dell’azienda. Tra i prodotti citati da Majani ci sono la Scorza, indicata come il primo cioccolato in forma solida d’Italia, e il cremino a quattro strati, nato in occasione del lancio della Fiat Tipo 4.
«La capacità di innovare, senza perdere la nostra identità, è parte della storia di Majani – sottolinea Vittoria Mezzadri Majani. – Nel corso di oltre due secoli abbiamo saputo interpretare i cambiamenti trasformandoli in nuove idee, mantenendo saldi i nostri valori. Dalla Scorza, il primo cioccolato in forma solida d’Italia, al cremino a quattro strati, nato in occasione del lancio della Fiat Tipo 4, sono tante le intuizioni che hanno contribuito a costruire nel tempo l’unicità del marchio».
SOSTENIBILITÀ E FILIERA
Negli ultimi cinque anni Majani ha investito circa 3 milioni di euro in efficientamento energetico, innovazione degli impianti e sicurezza. Tra gli interventi figurano pannelli solari, il miglioramento delle prestazioni degli impianti e un nuovo sistema di raffreddamento a CO₂, che sostituisce il freon. Nel 2025 l’azienda ha realizzato una diagnosi energetica. Con l’ampliamento dello stabilimento previsto per il 2027 è inoltre programmato un nuovo impianto fotovoltaico.
«Per Majani la sostenibilità è un percorso che coinvolge la filiera, la produzione e il territorio, con l’obiettivo di ridurre progressivamente l’impatto ambientale e promuovere scelte più responsabili», commenta Francesco Mezzadri Majani. L’azienda lavora anche sull’economia circolare, valorizzando gli scarti vegetali per la produzione di biogas. Sul packaging prosegue invece la riduzione della plastica, con un maggiore ricorso alla carta dove possibile.
Per le materie prime sono stati introdotti sistemi di tracciabilità e monitoraggio dell’origine. L’obiettivo è favorire approvvigionamenti da filiere a deforestazione zero, in linea con il Regolamento UE 2023/1115. Il cacao è tra le materie prime al centro di questo percorso, attraverso una maggiore tracciabilità e collaborazioni orientate a una filiera più etica e rigenerativa. La sostenibilità comprende anche formazione sulla sicurezza, inclusione e sostegno a iniziative e associazioni benefiche.
IL PASSAGGIO ALLA NONA GENERAZIONE
I 230 anni diventano così anche un momento di passaggio generazionale. Accanto alle persone che custodiscono da anni il know-how aziendale sono entrati giovani professionisti con nuove competenze e punti di vista.
La squadra è oggi a maggioranza femminile e riunisce generazioni diverse. Per Majani, la sfida è mantenere l’identità costruita in oltre due secoli ampliando al tempo stesso i mercati e il dialogo con i consumatori più giovani.
«Vorremmo che tra altri 20 o 30 anni Majani, il primo cioccolato d’Italia, fosse ancora riconosciuta come un punto di riferimento del cioccolato di alta qualità – conclude Vittoria Mezzadri Majani – capace di evolversi senza perdere le caratteristiche che l’hanno resa riconoscibile. La nostra ambizione non è semplicemente crescere, ma continuare a essere rilevanti, desiderabili e autentici. I 230 anni sono un nuovo punto di partenza: guardare al domani per continuare a costruire il futuro insieme alle nuove generazioni e a quelle che verranno».






