Istituto Espresso Italiano: l’industria italiana del caffè è una questione “di famiglia”

800 torrefazioni, giunte ormai alla terza generazione, con 7.000 addetti e un fatturato di 3,9 mld di euro

Oggi le fiorenti aziende dell'”espresso italiano“, che per oltre il 50% esportano in centinaia di paesi in tutto il mondo, hanno raggiunto almeno la terza generazione portando avanti il concetto di tradizione unita all’innovazione, non solo di prodotto. Famiglie che hanno dato vita al “Museo del Caffè”, altre che puntano su una nuova comunicazione o sul passaggio al biologico.

Torrefazioni italiane, oggi famose in tutto il mondo e gioielli esemplari dell’industria nazionale, nate spesso dentro “botteghe” scomode in qualche vicolo di qualche città di provincia. È quanto emerge da una analisi che l’Istituto Espresso Italiano ha voluto portare avanti tra i propri associati (37 aziende che rappresentano circa 800 milioni di fatturato all’anno) per capire quanto sia importante in questo settore il concetto di famiglia.

Come tutte le eccellenze made in Italy, penso all’agroalimentare, ma anche alla moda, all’artigianalità, abbiamo compreso da questa analisi che alla base di successi anche di caratteri industriali ci sia sempre una persona con la sua famiglia – ha commentato Luigi Morello, presidente Iei – il risultato è appunto un chiaro esempio di come anche nel mondo del caffè e dell’espresso siano proprio le tradizioni locali e familiari a estendere il prodotto alla globalizzazione di cui oggi gode l’espresso italiano”.

UNA QUESTIONE DI FAMIGLIA
È il caso per esempio di Caffè Haiti Roma, giunto oggi alla terza generazione che come distintivo ha puntato tutto sull’etica non solo del prodotto (oggi biologico), ma anche della gestione dell’impresa e del personale, puntando sul concetto di sostenibilità. Dersut Caffè, storico marchio trevigiano, ha voluto raccontare la propria storia di famiglia nel Museo del Caffè, uno dei pochissimi musei che racconta la storia dell’amata bevanda a partire dalla pianta sino ad arrivare alla tazzina, simbolo della cultura italiana del caffè.

Ad Albenga la famiglia Borea da tre generazioni porta avanti quella che all’inizio era una bottega e oggi conta una industria che per il 50 per cento esporta all’estero. Ha puntato sulla comunicazione la terza generazione della famiglia Milani, storico marchio fondato da Celestino che da piccola torrefazione lo ha trasformato in una delle più innovative imprese del settore, oggi capitanata dai nipoti.

LA “FABBRICA” DEL CAFFÈ IN ITALIA
L’industria italiana del caffè è uno dei settori industriali più brillanti del food & beverage del nostro Paese. In Italia, nel Settore Caffè, operano oltre 800 torrefazioni con circa 7.000 addetti e un fatturato vendite 2017 di 3,9 miliardi di euro di cui 1,35 derivanti dall’esportazione. L’Italia rappresenta il terzo Paese al mondo, dopo la Germania e Belgio, per i volumi di esportazione di caffè in tutte le sue forme.

Nel 2017 l’export di caffè torrefatto è arrivato, secondo i dati del Comitato Italiano Caffè, a 249 Mln kg di caffè verde equivalente, con un aumento del 5% rispetto al 2016. Analizzando i dati storici del Comitato Italiano del Caffè negli ultimi 10 anni le esportazioni di caffè torrefatto si sono più che raddoppiate. L’export italiano di caffè torrefatto ha superato nel 2017 i 1.350 Mln €.

 

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