Doc Friuli Rosato e Ribolla gialla ferma nel nuovo disciplinare del Consorzio Doc Friuli. Ecco perché i produttori vogliono i due nuovi vini

Doc Friuli Rosato e Ribolla gialla ferma nel nuovo disciplinare del Consorzio

IN BREVE
  • La Doc Friuli introduce per la prima volta il Rosato e la Ribolla gialla ferma, in risposta alla domanda di mercato.
  • La modifica del disciplinare è in attesa di approvazione dal Ministero dell’Agricoltura e potrebbe non essere applicata per la vendemmia 2026.
  • Nel 2025 sono stati imbottigliati circa 23 milioni di bottiglie, rappresentando oltre il 40% della produzione regionale di vino.
  • La Doc Friuli punta a valorizzare la qualità dei vini e a supportare le strategie commerciali delle aziende locali.
  • L’assemblea annuale si è tenuta nella nuova sede del Polo Vitivinicolo, favorendo possibili sinergie con altri organismi regionali.

La Doc Friuli punta a introdurre per la prima volta nel proprio disciplinare il Rosato e la Ribolla gialla ferma. Quest’ultima è attualmente prevista dalla denominazione soltanto nelle versioni Spumante Martinotti e Spumante Metodo classico, mentre le sue uve possono concorrere alla produzione del generico Doc Friuli Bianco. Le due nuove tipologie sono state individuate dal Consorzio di tutela per rispondere alla domanda del mercato.

La modifica è in attesa dell’approvazione del Ministero dell’Agricoltura e del successivo passaggio al Comitato nazionale vini. I tempi potrebbero però non consentirne l’applicazione già dalla vendemmia 2026.

L’aggiornamento è stato annunciato durante l’assemblea annuale del Consorzio Doc Friuli, riunita per la prima volta nella nuova sede del Polo Vitivinicolo di San Vito al Tagliamento. L’incontro è servito anche a presentare i dati relativi al 2025: 23 milioni di bottiglie prodotte, pari a oltre il 40% dei volumi complessivamente imbottigliati nel sistema vitivinicolo regionale.

NUOVO DISCIPLINARE DOC FRIULI: I TEMPI

«È in corso la modifica del disciplinare – ha spiegato il presidente del Consorzio, Stefano Trinco – saranno infatti inseriti il vino Rosato e la Ribolla gialla ferma, due tipologie che il mercato sta oggi chiedendo. A breve dovrebbe essere approvata dal Ministero dell’Agricoltura per poi proseguire nel Comitato Nazionale Vini».

Resta tuttavia incerta la possibilità di completare l’iter in tempo per la prossima raccolta. «Probabilmente non sarà pubblicato in tempo utile per questa vendemmia – ha aggiunto Trinco – più realisticamente se ne riparlerà in quella del 2027. Ma attendiamo fiduciosi notizie ufficiali dagli enti preposti».

L’introduzione della Ribolla gialla ferma permetterebbe alla denominazione regionale di intercettare uno dei vitigni maggiormente identificativi del Friuli Venezia Giulia. Il Rosato allargherebbe invece la gamma della Doc in una categoria considerata interessante dal punto di vista commerciale.

DOC FRIULI, 23 MILIONI DI BOTTIGLIE NEL 2025

Nel corso del 2025, sui 3.500 ettari rivendicati a Doc Friuli sono stati raccolti 317 mila quintali di uva. Un dato sostanzialmente in linea con l’annata precedente, nonostante gli eventi atmosferici che hanno interessato il territorio.

Gli imbottigliamenti hanno raggiunto 173.081 ettolitri, equivalenti a circa 23 milioni di bottiglie. La denominazione rappresenta così oltre il 40% di tutto il vino imbottigliato nell’ambito del sistema regionale.

«La Doc Friuli si configura come uno strumento versatile, capace di contribuire a elevare il valore percepito dell’enologia regionale, garantendo al contempo la qualità e i volumi richiesti dal mercato per portare il nome del Friuli Venezia Giulia al di fuori dei confini nazionali ed essere di supporto alle aziende nelle loro strategie commerciali», ha precisato ancora Stefano Trinco.

Il Consorzio considera il rapporto tra qualità, prezzo e disponibilità dei volumi uno degli elementi centrali per dialogare con i grandi clienti e affrontare nuovi mercati. Anche il bilancio 2025 si è chiuso con un risultato positivo, in una fase complessa per il comparto vitivinicolo italiano.

LA NUOVA SEDE NEL POLO VITIVINICOLO

L’assemblea si è svolta davanti ai 92 soci del Consorzio, ai quali dovrebbero aggiungersi prossimamente nuove aziende. L’incontro ha segnato anche il primo anno dell’attuale mandato del consiglio di amministrazione, impegnato nell’attuazione degli obiettivi inseriti nel piano di sviluppo.

La nuova sede si trova nel Polo Vitivinicolo di piazza del Popolo, a San Vito al Tagliamento. Nella stessa struttura operano gli enti di certificazione Triveneta Certificazioni, Ceviq e Valoritalia, oltre al Consorzio Doc Friuli Grave e alle sedi territoriali dei Consorzi Doc delle Venezie e Doc Prosecco.

La presenza di più organismi nello stesso polo potrebbe favorire nuove forme di collaborazione. Il Consorzio Doc Friuli sta infatti valutando ulteriori sinergie con altri soggetti regionali.

LA DENOMINAZIONE REGIONALE NATA NEL 2016

La Doc Friuli, denominata anche Doc Friuli Venezia Giulia, è stata istituita nel 2016 e comprende l’intero territorio viticolo regionale. Il Consorzio di tutela è stato costituito tre anni più tardi.

Nonostante sia la denominazione più giovane del Friuli Venezia Giulia, risulta oggi la più prodotta, rivendicata e imbottigliata della regione. La produzione media dichiarata è di circa 336 mila quintali di uva, provenienti da 3.500 ettari.

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