IN BREVE
- L’enoturismo urbano consente di visitare cantine senza allontanarsi dalle città, da Vienna a Bordeaux, sino a Santiago del Cile.
- Terradesa, una nuova cantina vicino all’aeroporto di Milano Malpensa, offre Piwi e ospitalità a Cassano Magnago (Varese).
- In città come Vienna e Stoccarda, le cantine sono parte del paesaggio urbano e contribuiscono all’identità locale.
- Cantine come Château Luchey-Halde a Bordeaux e Can Calopa de Dalt a Barcellona offrono esperienze uniche vicino ai centri abitati.
- Il viaggio nel vino è anche presente in luoghi come Città del Capo e Mendoza, in prossimità delle rispettive città.
Per visitare una cantina non serve sempre lasciare la città alle spalle, chilometri e chilometri. Da Vienna a Bordeaux, da Barcellona a Santiago del Cile, vigneti e luoghi di produzione convivono con quartieri residenziali, strade trafficate ed aeroporti. Una geografia dell’enoturismo urbano che permette di abbinare musei, monumenti e degustazioni. Senza dedicare un’intera giornata agli spostamenti.
Gli esempi raccolti si trovano in città o nelle immediate vicinanze, indicativamente entro 25 chilometri dal centro. A questo panorama si aggiunge ora Terradesa, appena inaugurata a Cassano Magnago, nel Varesotto: in questo caso il riferimento è la vicinanza all’aeroporto di Milano Malpensa, a circa venti minuti, anziché al centro di Milano.
VIENNA E STOCCARDA, IL VIGNETO È PARTE DELLA CITTÀ
A Vienna la viticoltura appartiene al paesaggio cittadino. Sulle colline della capitale austriaca, Weingut Cobenzl è uno degli indirizzi che consentono di scoprire la produzione locale restando entro i confini comunali. Le cantine e gli Heurige, le tradizionali mescite dei produttori, rendono il vino una componente della visita alla città, al pari dei suoi caffè storici.
Anche Stoccarda conserva vigne tra le abitazioni e sui pendii urbani. La Weingut der Stadt Stuttgart, cantina municipale con sede in Rommelstraße, lavora questo patrimonio dal 1949. Accanto a Trollinger, Lemberger e Pinot Nero, trovano spazio varietà resistenti alle malattie fungine, tra cui Cabernet Blanc e Sauvignac.
BORDEAUX E BARCELLONA, CANTINE TRA RICERCA E INCLUSIONE
A Bordeaux, per incontrare una realtà produttiva non è necessario spingersi fino al Médoc o a Saint-Émilion. Château Luchey-Halde, a Mérignac, è inserito nell’area metropolitana. Riportata in attività nel 1999 da Bordeaux Sciences Agro, la tenuta lega la produzione alla ricerca agronomica e alla sperimentazione di pratiche rispettose dell’ambiente.
A Barcellona, invece, il percorso conduce sulle colline di Collserola. Qui Can Calopa de Dalt, gestita dalla cooperativa L’Olivera, riunisce vigneto, piccola cantina e un progetto di inclusione sociale e lavorativa. La visita permette di conoscere una parte agricola della città che difficilmente compare negli itinerari più battuti.
CHIȘINĂU, ATU WINERY TRA AEROPORTO E CAPITALE
A Chișinău, in Moldova, ATU Urban Winery offre un’interpretazione diversa del rapporto tra vino e città. Nel quartiere Botanica, lungo la direttrice che collega l’aeroporto alla capitale, la cantina si trova a circa cinque chilometri dallo scalo.
Fondata nel 2016 da Victor Vutcărău e Vlada Balica, è raccontata nel reportage di Winemag sulle urban wineries moldave come la prima realtà di questo genere nel Paese. Dimensioni contenute e attenzione alle varietà locali ne definiscono il progetto. Tra i vini più rappresentativi figura il Codrinschii, ottenuto dall’incrocio tra Rară Neagră e Cabernet Sauvignon.
La visita porta così a conoscere anche il cambiamento del vino moldavo, attraverso produttori che hanno scelto di costruire la propria identità su piccole produzioni.
CITTÀ DEL CAPO, SANTIAGO E MENDOZA: IL VINO ALLE PORTE
Il rapporto tra grandi centri e cantine attraversa anche l’emisfero australe. A Città del Capo, Groot Constantia permette di raggiungere una tenuta storica nella zona di Constantia, a circa 20–25 chilometri dal centro. La sua fondazione risale al 1685.
A Santiago del Cile, Cousiño Macul si trova a Peñalolén, ai piedi dei rilievi che delimitano la capitale. Fondata nel 1856, conserva il legame con la famiglia d’origine all’interno dell’odierna area metropolitana.
A Mendoza, infine, Bodegas López, a General Gutiérrez, nel dipartimento di Maipú, è uno degli indirizzi vicini alla città da cui partire per conoscere il vino argentino. Le distanze di questi itinerari restano indicative: cambiano secondo il punto di partenza e il percorso scelto.
TERRADESA, LA NUOVA CANTINA-ALBERGO VICINO A MALPENSA
A questa mappa di cantine facilmente abbinabili a un soggiorno urbano si aggiunge Terradesa, inaugurata il 12 settembre 2026 in via Valdarno 31, a Cassano Magnago. Il progetto di Erica Battaglioli e Carlo Cioci affianca alla produzione tre camere per l’ospitalità, a circa venti minuti dall’aeroporto di Milano Malpensa.
Come raccontato da Winemag nell’articolo sull’inaugurazione di Terradesa, le vinificazioni sono seguite da Mario Falcetti, già enologo di Contadi Castaldi e Quadra Franciacorta. Il vigneto di Cassano Magnago è dedicato ai Piwi, varietà resistenti alle principali malattie fungine della vite.
La prima vendemmia vale circa 800 bottiglie potenziali, tra Solaris, basi spumante da Souvignier Gris e Prior e un rosso da Kanthus. Per chi transita da Malpensa, la possibilità è quella di affiancare al pernottamento la scoperta di una produzione vitivinicola nel Varesotto. Qualcosa di unico, a un passo dalle piste di atterraggio e di partenza. Anche per la viticoltura del futuro.






