IN BREVE
- La conferenza stampa congiunta dell’Hospices de Beaune e del Comité Bourgogne le problematiche della Borgogna: cambiamenti climatici, incertezze internazionali e calo dei consumi.
- I co-presidenti hanno denunciato la stigmatizzazione del vino, definendo fuorvianti alcune campagne di comunicazione negative.
- Le vendemmie sono limitate, con scorte inferiori e una situazione economica complessa, che colpisce le vendite sia in Francia che all’estero.
- Nei supermercati francesi, i vini bianchi registrano risultati migliori rispetto ai rossi, con un trend stagnante generale.
- Il settore ribadisce: il vino non è pericoloso e i professionisti non sono spacciatori, sottolineando la necessità di una comunicazione più responsabile.
Alla conferenza stampa congiunta della “Vente des Vins” del’Hospices de Beaune e del Comité Bourgogne, Laurent Delaunay e François Labet co-presidenti dell’Interprofession des vins de Bourgogne, hanno espresso le preoccupazioni di un comparto in fase di profonda trasformazione. Il contesto è segnato da cambiamenti climatici, instabilità internazionale e da un calo strutturale dei consumi in Francia. Un trend che pesa anche sui vini della Borgogna, nonostante il ruolo centrale del vino nell’identità francese e nella bilancia commerciale nazionale.
I co-presidenti hanno denunciato la crescente stigmatizzazione del settore. Alcune campagne di comunicazione sono state definite eccessive, in particolare quelle in cui il vino viene descritto come un «cocktail chimico e tossico» o con lo slogan «Il tuo bicchiere non è mai innocente». Un approccio ritenuto fuorviante, che penalizza l’idea di un consumo responsabile e il ruolo culturale del vino. «Arrivando persino a etichettarci, noi professionisti responsabili, come “spacciatori”», hanno ricordato.
UN SETTORE STRETTO FRA CAMBIAMENTO CLIMATO, MERCATI E CALO DEI CONSUMI
Il cambiamento climatico impone nuove soluzioni produttive. Il contesto internazionale rimane incerto. I consumi francesi continuano a diminuire. Il settore lamenta anche un clima normativo percepito come restrittivo: proposte di tasse, divieti e iniziative giudicate scollegate dalla realtà. Tra queste, il divieto di vendita di vino al bar dell’Assemblea Nazionale o lo stop al rimborso delle spese per il vino nelle funzioni parlamentari.
I rappresentanti della Borgogna hanno richiamato l’attenzione sull’impatto di alcune misure, come il divieto di prodotti di trattamento, compresi quelli utilizzati in agricoltura biologica, nonostante uno studio recente «non abbia dimostrato alcun rischio per i residenti locali». Una situazione che, secondo il settore, alimenta incertezza e rende difficile spiegare all’estero perché un prodotto considerato eccellenza francese venga criticato nel Paese d’origine.
VENDEMMIA 2025 E SCENARIO ECONOMICO
La campagna 2025-2026 si apre con scorte inferiori rispetto all’anno precedente, ma comunque superiori del 7% alla media degli ultimi cinque anni. La vendemmia 2025, stimata in 1,43 milioni di ettolitri (oltre 190 milioni di bottiglie), sarà più limitata, in linea con i volumi inferiori alla media delle ultime due annate. Le esportazioni mostrano un quadro misto: +4,3% nei primi otto mesi del 2025 rispetto al 2024, ma con un rallentamento negli ultimi mesi. Nei supermercati francesi, i vini bianchi restano dinamici, compensando il calo dei rossi: +0,8% in volume e +0,7% in valore da gennaio al 12 ottobre 2025. La campagna 2024-2025 ha segnato un punto di flessione, con una vendemmia ridotta e un peggioramento generale del contesto economico. L’avvio della campagna 2025-2026 conferma la tendenza: -8,9% in volume nei primi due mesi rispetto all’anno precedente.
FRANCIA E MERCATI ESTERI
In Francia, i vini di Borgogna risentono del calo dei consumi interni, comune a tutto il comparto. Nei supermercati, la tendenza resta stagnante: +0,4% in volume e +0,2% in valore (vini fermi). All’estero, il primo trimestre 2025 ha segnato un record quindicennale con 22 milioni di bottiglie esportate. Tuttavia, tra giugno e agosto 2025 si registra un lieve calo in volume (-0,4%) e un calo più marcato in valore (-6,2%).
Il tradizionale “Club dei 5” – Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Giappone e Belgio – vede ora un cambio di assetto. La Svezia entra al quarto posto, mentre il Giappone esce dalla top 5. Gli Stati Uniti restano la prima destinazione della Borgogna (22,1% in volume e 22,4% in valore nel 2024). Il Canada è il terzo mercato (8,4% in volume, 4,8% in valore). Seguono Paesi con quote più ridotte ma in crescita, come Brasile e India. Al termine della conferenza, i rappresentanti hanno ribadito: «No, il vino non è un pericolo, e i professionisti del settore non sono spacciatori irresponsabili e criminali». Un messaggio di fermezza in un momento che il comparto definisce di «rara complessità».






