In Cina il 47° Congresso mondiale della vite e del vino OIV 2026, 24ª Assemblea generale Organizzazione internazionale della vigna e del vino

In Cina il 47° Congresso mondiale della vite e del vino OIV 2026

La Cina ospiterà il 47° Congresso mondiale della vite e del vino dell’OIV. L’evento si terrà dal 12 al 16 ottobre 2026 a Yinchuan, nel Ningxia, su invito del Governo della Repubblica Popolare Cinese. In parallelo si svolgerà anche la 24ª Assemblea generale dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV).

La scelta della Cina segna un passaggio rilevante per l’OIV e per il settore vitivinicolo internazionale. Il Paese è entrato nell’Organizzazione nel 2024 ed è il membro più recente, oltre che il primo nuovo Stato membro del secondo secolo di attività dell’OIV.

IL CONGRESSO OIV 2026 A YINCHUAN, NEL NINGXIA

Il Congresso si svolgerà con il tema “Shaping new paradigms for the global Vine and Wine sector: transforming to meet challenges, innovating to ignite vitality, and sustaining to anchor a shared future”, ovvero “Plasmare nuovi paradigmi per il settore globale della vite e del vino: trasformarsi per affrontare le sfide, innovare per generare vitalità e sostenere un futuro condiviso“.

Il programma riunirà esperti internazionali chiamati a confrontarsi sulle principali sfide scientifiche, tecniche ed economiche del comparto. Al centro ci saranno la trasformazione del settore, l’innovazione e la sostenibilità come strumenti per affrontare un mercato globale in evoluzione.

Yinchuan, capitale del Ningxia, rappresenta una delle aree più rilevanti per lo sviluppo recente della vitivinicoltura cinese. La scelta della sede rafforza il ruolo della Cina nel dibattito internazionale sulla vite e sul vino.

CALL FOR PAPERS APERTA FINO AL 31 MAGGIO 2026

L’OIV ha aperto la call for papers rivolta a ricercatori e professionisti del settore. Gli abstract potranno essere inviati entro il 31 maggio 2026. Per le presentazioni accettate, la scadenza per la consegna del paper finale è fissata al 30 settembre 2026.

Le sessioni scientifiche saranno quattro. La prima sarà dedicata alla viticoltura, con focus sugli approcci integrati per una produzione dell’uva più resiliente e sostenibile. La seconda riguarderà l’enologia, con attenzione all’innovazione tecnica e all’adattamento dell’enologia al futuro del vino.

La terza sessione affronterà economia e diritto, con modelli legali ed economici resilienti in un mercato in cambiamento. La quarta sarà dedicata a sicurezza e salute, con il tema della sostenibilità sanitaria e sociale lungo la filiera vitivinicola.

LA CINA NEL SETTORE MONDIALE DELLA VITE E DEL VINO

Secondo l’OIV, la Cina ha la terza maggiore superficie vitata al mondo. È inoltre l’undicesimo Paese per consumo e importazione di vino e il primo produttore mondiale di uva da tavola, con il 43% della produzione globale.

Negli ultimi decenni il Paese ha sviluppato una produzione di vini di qualità, legata a una crescente diversità di terroir. Questo percorso ha contribuito a rafforzare la presenza cinese nel panorama vitivinicolo internazionale.

Il Congresso di Yinchuan sarà quindi anche un’occasione per osservare da vicino l’evoluzione della vitivinicoltura cinese e il suo rapporto con i principali temi globali del settore.

IL RUOLO DELL’OIV NELLA VITIVINICOLTURA INTERNAZIONALE

L’Organizzazione internazionale della vigna e del vino è un organismo intergovernativo scientifico e tecnico. È considerata un riferimento mondiale per il settore della vite e del vino.

L’OIV conta oggi 51 Stati membri, Paesi produttori e consumatori di uva e vino. Nel complesso rappresentano il 90% della superficie vitata mondiale, l’88% della produzione globale di vino e il 75% del consumo mondiale.

Due volte l’anno oltre 500 esperti si riuniscono per valutare, discutere e approvare risoluzioni per consenso. Le aree di lavoro riguardano viticoltura e uva da tavola, enologia e metodi di analisi, diritto ed economia della vite e del vino, salute e sicurezza dei consumatori.

Il Congresso mondiale della vite e del vino 2026 si inserisce in questo quadro come piattaforma di confronto tecnico e scientifico. Per la Cina rappresenta un ulteriore passo nel consolidamento del proprio ruolo sulla scena vitivinicola globale.

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