IN BREVE
- I vini spumanti e i vini a basso o nullo contenuto di alcool stanno ridefinendo il mercato del vino, secondo il report di A2Wine.
- Le vendite di Crémant crescono, con l’Alsazia in prima linea nella produzione, mentre lo Champagne subisce una flessione.
- Il segmento NoLo sta espandendosi rapidamente, con una crescita stimata del +10% CAGR tra il 2025 e il 2033 nei mercati USA, Europa e Asia-Pacifico.
- I vini NoLo devono essere percepiti come scelte di lifestyle, mantenendo alta la qualità e riducendo zuccheri per attrarre la Gen Z.
- Le occasioni di consumo per i vini NoLo stanno aumentando, con opportunità in eventi sportivi e pranzi quotidiani, ampliando la base dei consumatori.
Vini spumanti e vini a basso o nullo contenuto di alcool protagonisti di un mercato internazionale del vino che cambia volto. È quanto emerge dal report presentato da Alexandra Wrann e Dr. Anja Zimmer di A2Wine durante la scorsa ProWein Preview di Dusseldorf. Nuove tendenze, un cambio di paradigma con gli sparkling in continua crescita e che vede i vini NoLo (No or Low alcool) emergere come nuova frontiera del beverage, destinata a ridefinire le abitudini dei consumatori nei prossimi anni.
IL CRÉMANT TRAINA LA CRESCITA
Secondo il report presentato da Alexandra Wrann il comparto degli sparkiling è in forte crescita, nonostante il rallentamento dello Champagne. Sono infatti i Crémant a guidare il trend.
Nel 2024 le vendite di Crémant hanno raggiunto 114,5 milioni di bottiglie (+5%), mentre lo Champagne ha segnato un -9% con 271 milioni di bottiglie vendute. L’Alsazia guida la produzione e le vendite, seguita dalla Loira, che mostra però la crescita più rapida nelle esportazioni. Anche Bordeaux fa segnare cifre interessanti sui propri Crémant, probabilmente come alternativa alla flessione dei rossi.

Il fenomeno si consolida anche fuori da confini francesi. Lussemburgo e Germania stanno guadagnando spazio, trainati da consumatori che cercano bollicine di qualità a prezzi accessibili. Dal 2020 la quota di esportazioni è passata dal 32% al 41%, con Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Belgio, Scandinavia e Giappone tra i mercati più ricettivi.
I MOTIVI DEL SUCCESSO DEL CRÉMANT
Il Crémant risponde alla domanda di prodotti adatti a ogni occasione, non solo festiva. Secondo il report, il cosiddetto “lipstick effect” (effetto rossetto) spiega parte della crescita: in tempi difficili i consumatori cercano gratificazioni accessibili. Il Crémant si posiziona quindi come un piccolo lusso alla portata di molti. Alla base del suo appeal anche la facilità di approccio e consumo. I vini sono freschi, leggeri, prodotti con varietà familiari come lo Chardonnay, provenienti da regioni note e dalla pronuncia semplice. Elementi che favoriscono l’ingresso di nuovi consumatori nel mondo delle bollicine.
NO ALCOOL: UN MERCATO IN ESPANSIONE

I dati proposti da Dr. Anja Zimmer forniscono l’analisi di un mercato, quello dei vini a basso o nullo contenuto alcolico, in continua espansione. Il segmento, che secondo varie stime vale già diversi miliardi di dollari, registra una crescita stimata del +10% CAGR (Compound Annual Growth Rate – valore medio di crescita negli anni) tra il 2025 e il 2033. La crescita più rapida nel comparto beverage.
USA, Europa (soprattutto Germania e Regno Unito) e Asia-Pacifico sono le aree più dinamiche. Interessante la dinamica di sostituzione: chi sceglie vini NoLo tende a sostituire soft drink, tè, caffè o energy drink, non i vini tradizionali.
MOTIVAZIONI DELLA TENDENZA NOLO
Tra le priorità emerse, la riduzione dello zucchero. Come sottolineato nel report, «Getting sugar out is key»: l’eliminazione degli zuccheri è cruciale per attrarre le nuove generazioni, in particolare la Gen Z, meno incline al consumo di vino. Sul piano della comunicazione, i NoLo devono essere percepiti come scelta di lifestyle, non come sostituti. Tra i messaggi chiave: tutti i benefici del vino, ma senza alcol e con meno calorie.

Ai produttori il compito di creare prodotti accattivanti. Vini che devono anche confrontarsi con normative stringenti, che in alcuni casi impongono di operare fuori dalla categoria “vino”. Il successo del segmento dipenderà dalla qualità. «Quality first – no cheap shortcuts» è la linea guida indicata dagli esperti: qualità prima di tutto, niente scorciatoie.
SEMPRE PIÙ OCCASIONI DI CONSUMO
Le occasioni di consumo si moltiplicano: oltre ai momenti celebrativi, cresce la domanda per pranzi di lavoro e occasioni quotidiane. Sponsorizzazioni di eventi sportivi e iniziative di formazione sono considerate leve efficaci per promuovere la categoria. I NoLo possono infatti rappresentare una porta d’ingresso per nuovi consumatori, ampliando la base di chi si avvicina al vino.
Fa però riflettere la citazione, presente nel report, di Matthias Schmitt della Geisenheim University: «We have to make sure Coca-Cola stays off the table». Dove sta, infatti, il confine fra una bevanda analcolica e un vino No Alcool? E perché una multinazionale, ingolosita dal trend, non dovrebbe investire per “sostituirsi” ai vignaioli?






