IN BREVE
- L’enoturismo si conferma un asset strategico per le imprese vinicole italiane, contribuendo a una crescita significativa degli arrivi turistici, specialmente in Sicilia.
- La ricerca Nomisma Wine Monitor evidenzia che dal 2019 al 2024, il turismo vinicolo nell’Etna cresce del 17,4%, superando la media regionale.
- Il valore dell’enoturismo per le aziende vinicole italiane raggiunge circa 3,1 miliardi di euro, diventando una componente fondamentale del business.
- Il 2025 segna un calo del 3,6% per l’export vinicolo italiano, ma i vini Dop siciliani mostrano una crescita nei bianchi fermi.
- Sicilia en Primeur, evento dedicato al vino, coinvolge oltre cento giornalisti e 57 aziende, promuovendo il territorio e le sue produzioni.
L’enoturismo si consolida come asset strategico per le imprese vinicole italiane. In uno scenario internazionale complesso, il comparto trova in questa leva nuove opportunità di crescita e valorizzazione territoriale. Negli ultimi cinque anni, le principali aree vinicole italiane – dalla Valdobbiadene alla Valpolicella, dalle Langhe alla Franciacorta, fino a Collio e Chianti – hanno registrato incrementi negli arrivi turistici superiori alla media regionale, al netto delle città d’arte.
Il dato emerge dalla ricerca Nomisma Wine Monitor per UniCredit, presentata a Palermo. In Sicilia, i comuni dell’Etna legati alla Doc registrano tra il 2019 e il 2024 una crescita degli arrivi del 17,4%, contro il 12,4% della media regionale.
«Il settore vitivinicolo che rappresenta un pilastro strategico per l’economia siciliana, si trova ad operare oggi in un contesto globale complesso, in cui vecchie e nuove sfide si affiancano però a significative opportunità, come l’ascesa dell’enoturismo, leva strategica a supporto di competitività, attrattività e valorizzazione del territorio – ha affermato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit -. UniCredit rinnova l’impegno ad accompagnare le imprese in questo percorso, attraverso il credito, un modello di servizio dedicato e consulenza specialistica».
«Assovini Sicilia scommette sull’enoturismo non solo come strategia ma come asset delle nostre cantine che stanno rispondendo in maniera dinamica alle nuove sfide del mondo del vino – ha commentato Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia -. Il wine tourism ci consente di raccontare il vino come prodotto culturale e parte di un contesto più ampio dove convivono paesaggio, storie, produttori, gastronomia. La Sicilia del vino che oggi si conferma un’isola capace di intercettare i cambiamenti e anticipare le strategie».
ENOTURISMO: UN MERCATO DA 3,1 MILIARDI
Il valore dell’enoturismo per le imprese vinicole italiane raggiunge circa 3,1 miliardi di euro. Non si tratta più di un’attività accessoria, ma di una componente strutturale del business. In Sicilia, il fenomeno assume una dimensione fortemente internazionale. Secondo i produttori, l’enoturista tipo è straniero, in particolare proveniente da Stati Uniti, Germania e Regno Unito.
Ha un’età compresa tra i 40 e i 55 anni e non è necessariamente esperto di vino. Un elemento che rappresenta un’opportunità per accrescere la cultura enologica e fidelizzare nuovi consumatori. Le prospettive indicano una domanda crescente di esperienze personalizzate, immersive e integrate con attività culturali. L’offerta dovrà evolvere in questa direzione.
EXPORT IN CALO NEL 2025
Il 2025 si chiude con un segno negativo per l’export vinicolo italiano: -3,6% a valore, pari a circa 300 milioni di euro e 400 mila ettolitri in meno. Le flessioni maggiori si registrano in Nord America (-204 milioni) ed Europa extra-Ue (-89 milioni). Cresce invece l’export verso i Paesi dell’Unione Europea, che rappresentano il 40% del totale.
Il calo riguarda tutti i principali esportatori mondiali: Francia (-4,4%), Spagna (-5,1%), Cile (-10,2%), Australia (-14,6%), Stati Uniti (-36%). Solo la Nuova Zelanda resta quasi stabile (-0,5%). Tra i mercati di importazione, crescono Germania, Svizzera e Brasile. In calo Stati Uniti (-12%), Regno Unito (-6%), Canada (-12%) e Cina (-15%).
DINAMICHE DIFFERENZIATE PER I VINI SICILIANI
L’andamento dell’export si riflette anche sui vini Dop. In Sicilia, i bianchi fermi registrano una crescita del 2,4% a valore. Negli Stati Uniti segnano un +8,4%, in controtendenza rispetto alla media italiana (-13%). Situazione opposta per i rossi Dop siciliani, che perdono l’11%, penalizzati proprio dal mercato statunitense.
Va considerato che i dati Istat non includono i volumi esportati da porti fuori regione. Il valore reale dell’export siciliano potrebbe quindi essere superiore.
PRODUZIONE E CONSUMI: IL RUOLO DEI BIANCHI
Negli ultimi tre anni la produzione vinicola siciliana si attesta intorno ai 2,7 milioni di ettolitri. L’80% è rappresentato da vini Dop e Igp, sopra la media nazionale del 72%.
I vini bianchi dominano con oltre il 64% della produzione. Negli ultimi dieci anni hanno trainato l’export con una crescita del 50% a valore. Gli Stati Uniti restano il primo mercato (22%), seguiti da Germania (12%), Regno Unito (7%), Paesi Bassi e Canada (6%).
Parallelamente, si registra una contrazione nei consumi di vino rosso in Italia. La quota di consumatori abituali over 60 passa dal 70% di quindici anni fa al 54% attuale.
IL TERRITORIO RESTA CENTRALE
Nonostante i cambiamenti nei consumi, l’origine del vino resta determinante. Oltre il 40% degli italiani sceglie in base alla provenienza, sia per il consumo domestico sia fuori casa.
SICILIA EN PRIMEUR, VETRINA INTERNAZIONALE
Nato nel 2003, Sicilia en Primeur è l’evento internazionale dedicato all’anteprima dell’ultima annata. Coinvolge stampa italiana ed estera con degustazioni, incontri e tour nei territori vinicoli. Il format prevede 12 itinerari tra le principali aree produttive, visite in cantina, degustazioni tecniche e momenti di confronto. L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di oltre cento giornalisti e 57 aziende.






