Barolo, fine di un'era «Difficile produrre Nebbiolo longevo come in passato» maurizio anselma famiglia anselma sul futuro del barolo e delle langhe 1

Barolo, fine di un’era? «Difficile produrre Nebbiolo longevo come in passato»

IN BREVE
  • Il Barolo sta cambiando a causa dei cambiamenti climatici, con uve più delicate e pratiche di vinificazione adattate.
  • Maurizio Anselma della cantina Famiglia Anselma sottolinea l’importanza di mantenere l’identità del Barolo, pur con vini equilibrati ed eleganti.
  • La gestione del vigneto si evolve, con maggiore ombreggiamento e attenzione alla salute delle piante sottoposte a forte stress climatico.
  • Nuove annate, come il 2022 e il 2023, promettono Barolo raffinati, ma la sfida è mantenere la capacità di invecchiamento.
  • Nella gamma di Famiglia Anselma anche un Langhe Nebbiolo pensato per avvicinare al territorio: un biglietto da visita dello stile-Langhe.

Il Barolo sta cambiando. Non per scelta di mercato. Ma per necessità. A dirlo è Maurizio Anselma, titolare della cantina Famiglia Anselma di Barolo, che osserva da anni gli effetti del clima sulla viticoltura delle Langhe. Temperature più alte, annate diverse tra loro e uve più delicate stanno spingendo i produttori a rivedere pratiche agronomiche e tecniche di vinificazione. L’obiettivo, secondo Anselma, è mantenere l’identità del Barolo e la sua capacità di invecchiamento. Ma con uno stile più equilibrato e coerente con le nuove condizioni climatiche.

BAROLO E CAMBIAMENTO CLIMATICO: UVE PIÙ DELICATE E NUOVI EQUILIBRI

«Dopo il 2021 – spiega Anselma – stiamo ottenendo uve molto più delicate. Questo significa che anche il processo di affinamento deve adattarsi». Il cambiamento riguarda soprattutto la struttura del Nebbiolo. Le uve presentano tannini meno robusti rispetto al passato. E richiedono maggiore attenzione in fase di vinificazione. Per questo motivo alcune pratiche tradizionali vengono riviste.

«Serve meno macerazione. Anche pochi giorni in meno possono fare la differenza», spiega il produttore. «Bisogna prestare molta più attenzione al tempo di permanenza in legno e alla dimensione delle botti». Secondo Maurizio Anselma, il rischio principale è quello di sovrastare il vino con il rovere. «Sarà facile capire se un produttore avrà lavorato bene o meno: quando il legno domina e non si sentono più frutto e tannino, significa che qualcosa non ha funzionato».

DAL SOLE ALLA PROTEZIONE: COME CAMBIA IL LAVORO IN VIGNA

Il cambiamento non riguarda solo la cantina. Anche il lavoro in vigneto si sta trasformando. «Una volta si cercava il sole. Oggi bisogna proteggere le uve dal sole», osserva Anselma. La gestione della chioma diventa quindi centrale. Più foglie, maggiore ombreggiamento e una presenza più importante dell’erba tra i filari per preservare l’umidità del suolo. Tutte scelte che mirano a limitare lo stress idrico e termico delle piante.

Secondo il titolare di Famiglia Anselma, negli ultimi anni le vigne stanno vivendo «una pressione mai vista prima». «Caldo, siccità e stagioni sempre più confuse – precisa – stanno mettendo le piante sotto stress. E la conseguenza peggiore è che molte viti stanno morendo».

ANNATE PIÙ ELEGANTI, MA LA SFIDA RESTA LA LONGEVITÀ

Il lato positivo, secondo Anselma, è che le annate più recenti stanno generando Barolo più fini ed eleganti. «Il 2022, il 2023 e probabilmente il 2024 daranno vini molto eleganti e facili da approcciare», spiega. Ma questa evoluzione apre una nuova sfida: la capacità di invecchiamento. «Sarà più difficile produrre vini con lunghissima evoluzione. Dovremo cambiare approccio se vogliamo mantenere la curva di vita del Barolo il più lunga possibile».

Anselma cita l’annata 1997 come esempio di Barolo capace di resistere nel tempo. «Quando apro una bottiglia del ’97, spesso non serve dire altro. È la prova di cosa significa longevità». Il futuro, secondo il produttore, non implica rinunciare a questa identità. «Continueremo a produrre vini da invecchiamento, ma dobbiamo adattarci».

LE ESPOSIZIONI PIÙ FREDDE DIVENTANO STRATEGICHE

Anche la scelta dei vigneti assume un ruolo sempre più importante. Il caso del Barolo Bricco San Pietro Vigna Bettola di Famiglia Anselma è emblematico. Si tratta di un vigneto con esposizione Est Nord-Est.

«Oggi – sottolinea Maurizio Anselma – molte eccellenze del Barolo possono nascere anche da esposizioni più fresche. Sono vigne che permettono di mantenere equilibrio e freschezza». In un contesto climatico più caldo, i siti tradizionalmente considerati “freddi” diventano quindi risorse fondamentali per preservare l’identità del Nebbiolo. Ancora blindato, tuttavia, il versante Nord, nonostante le pressioni di alcuni produttori, nel corso del 2024.

LANGHE NEBBIOLO: IL “PICCOLO BAROLO” PER AVVICINARE I CONSUMATORI

Accanto ai Barolo, la cantina Famiglia Anselma propone anche un Langhe Nebbiolo pensato come introduzione al territorio. «Lo chiamiamo un piccolo Barolo», racconta Anselma. «Proviene da vigneti di Monforte e Serralunga – spiega il titolare della cantina – ed è un Nebbiolo pensato comunque per l’invecchiamento».

Il vino matura per circa un anno in legno e prosegue l’affinamento in acciaio e bottiglia. L’obiettivo è offrire un Nebbiolo accessibile ma rappresentativo dello stile delle Langhe. «Un modo per avvicinare le persone alla zona senza rendere tutto troppo impegnativo», spiega il produttore.

LA NUOVA CASSETTA DI DEGUSTAZIONE

Tra le novità della cantina c’è anche una nuova cassetta disponibile da gennaio 2026. Il progetto nasce per raccontare il territorio attraverso diverse interpretazioni del Nebbiolo e del Barolo, consentendo degustazioni sia verticali sia orizzontali tra vigneti e annate.

Secondo Anselma, il percorso ideale per conoscere il territorio può partire proprio dal Langhe Nebbiolo e proseguire con i diversi Barolo della cantina, fino alle selezioni di vigneto. Un modo per comprendere meglio le sfumature delle Langhe e le trasformazioni in atto nel vino simbolo del territorio.

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